Domenica, 19 Gennaio 2020

Progetto1

L’analisi fatta da Confcommercio, relativamente all’anno appena trascorso, sembra rincuorare un mercato da tempo in crisi, in quanto appare un primo segnale di ottimismo...

a cura di Mario Virdis

Nonostante le vendite di ottobre-novembre mostrassero ancora una stasi, il mese di dicembre, in particolare nella seconda metà, ha fatto intravedere buoni segnali di positività. L’andamento delle vendite nel suo complesso appare, con un sospiro di sollievo, abbastanza positivo e l’anno appena trascorso risulta, seppure manchino ancora le statistiche definitive, migliore del precedente 2018. Nella nostra provincia, le cui problematiche ormai sono ben note, i dati non si discostano molto da quelli generali. La propensione al consumo non appare ancora crescente, a preoccupare maggiormente è la stagnazione dei livelli occupazionali (con tanti giovani privi di lavoro), problema che spinge le famiglie a contrarre la spesa. Per conoscere più da vicino la situazione del contesto oristanese, riferita in particolare a questo fine anno, abbiamo voluto intervistare il Direttore della ConfCommercio oristanese Sara Pintus, che ha risposto volentieri alle nostre domande.

Le festività di fine anno, sono praticamente trascorse. cosa ci può dire dell’andamento del commercio in provincia, sia in generale che riferito a questo periodo festivo di fine anno, di norma dedicato agli acquisti?

Pur non essendo ancora in possesso dei dati ufficiali e delle statistiche per un confronto pieno con gli anni scorsi, ed in particolare con lo scorso anno, si può dire che nel 2019 sia andata abbastanza bene. Le previsioni non erano molto favorevoli, in quanto le vendite di settembre e ottobre sono risultate inferiori a quelle dello scorso anno, mentre invece gli acquisti natalizi hanno evidenziato una certa ripresa con un andamento quindi discretamente favorevole.

Sono iniziati anche in Sardegna i saldi; cosa sembra intravedersi all’orizzonte?

Indubbiamente la preoccupazione dei commercianti c’era e c’è ancora, in quanto, a prescindere dal favorevole andamento delle vendite natalizie, il calo delle vendite di settembre e ottobre ha fatto sì che molta merce giace ancora nei magazzini. La speranza è che la maggiore fiducia che sembra animare gli acquirenti si manifesti anche nella vendita dei saldi, che potranno così rincuorare sia chi vende che chi compra a miglior prezzo, ricreando quell’auspicato circuito favorevole tra domanda e offerta. L’Italia ha bisogno di riacquisire fiducia, comportamento positivo che dovrebbe consentire la ripresa da tanti auspicata.

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