La speculazione eolica e fotovoltaica sarà al centro della conferenza-dibattito dal titolo Un'isola da salvare - Resistere alla nuova colonizzazione energetica, in programma per sabato 24 agosto 2024, ore 10, nell'Auditorium San Domenico, in via Lamarmora, 30 a Oristano.
Il mio corpo è quello che ho sotto gli occhi. Il secondo è l'umanità (...). È una intuizione potente di quasi tutti i popoli, quella secondo cui l'umanità è una famiglia, costituisce un solo corpo, e quel corpo è vivo. Il nostro terzo corpo è la terra, la natura. Noi siamo la terra, non ci limitiamo a viverci sopra a nostro uso e consumo. Dobbiamo quindi trattare la natura come facciamo con il nostro corpo: senza dominarla né farcene dominare.
Così scriveva Raimon Panikkar, presbitero, teologo, filosofo e scrittore, nel libro Ecosofia. La saggezza della terra.
L'associazione politica-culturale Liberanimos, ispirandosi al pensiero di Panikkar improntato al rispetto della natura, che non deve essere a uso e consumo di nessuno, ritiene che sfruttando la transizione energetica dalle fonti fossili tradizionali (carbone, petrolio, gas naturale) a quelle rinnovabili (sole e vento) stiano avanzando le peggiori iniziative di speculazione energetica tanto da rappresentare per la Sardegna una nuova forma di colonialismo.
Questo tema sarà al centro della conferenza-dibattito dal titolo Un'isola da salvare - Resistere alla nuova colonizzazione energetica, in programma per sabato 24 agosto, ore 10, nell'Auditorium San Domenico, via Lamarmora 30 a Oristano. L'evento è organizzato in collaborazione con il Comune di Oristano.
Dopo i saluti di Massimiliano Sanna, sindaco di Oristano e l'introduzione di Sandro Arcais, presidente dell'associazione Liberanimos, che modererà l'incontro, interverranno: Michele Zuddas, avvocato; Maria Antonietta Pirrigheddu, Coordinamento Gallura; Maurizio Onnis, sindaco di Villanovaforru (in collegamento video); Gian Valerio Sanna, ex assessore regionale all'Urbanistica.
Per noi di Liberanimos, si legge in una nota stampa, l'assalto eolico e fotovoltaico, da parte dei nuovi palazzinari dell'energia, complice la politica isolana, rappresenta un vero e proprio sfregio ai danni dell'ambiente e della sua biodiversità, del paesaggio, dei lavori tradizionali, quali: l'agricoltura e la pastorizia. A rischio sono il millenario patrimonio archeologico e la stessa identità storico-culturale dei sardi. Un gravissimo pericolo incombe, quindi, su gran parte del paesaggio sardo, esso ha il sapore della devastazione di ettari e ettari di territorio: una speculazione dipinta di verde!
foto ANSA
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