È lo Spirito che unisce. È questo il tema che ha guidato la giornata regionale della famiglia secolare francescana di Sardegna che è stata celebrata domenica 4 giugno nella parrocchia di San Domenico a Nuoro.
di Caterina Soggiu
Adulti, giovani, bambini, provenienti da paesi delle diverse diocesi sarde, laddove sono presenti e operano le fraternità locali: in tanti hanno partecipato alla giornata che non si viveva dal 2018 e che i nuovi responsabili regionali sia dell’OFS (l’Ordine Francescano Secolare) sia della GiFra (la Gioventù Francescana) hanno riproposto per ravvivare quell’incontro di comunione e di festa che da sempre accompagna la vita della fraternità sarda.

La mattinata è stata dedicata alle catechesi per l’OFS e per la GiFra, alle attività laboratoriali per i bambini e alla celebrazione eucaristica.
A presiedere la Messa, padre Matteo Siro, ministro provinciale dei frati cappuccini di Sardegna che, coniugando il tema della giornata con quello della liturgia, dedicato alla Santissima Trinità, nella sua omelia ha parlato di relazione e di comunione. Due termini tanto cari a Francesco d’Assisi e resi sempre attuali dall’azione dello Spirito. È nella comunione con Dio che si trova il fondamento della relazione coi fratelli, è l’azione dello Spirito che coniuga la contemplazione e l’umanità, luogo ospitale per l’altro. Grande l’incoraggiamento di p. Matteo ai francescani: un invito a non disperare, a non arrendersi sia nelle situazioni di aridità spirituale personali e fraterne che normalmente accadono, sia nelle difficoltà personali e relazionali che quotidianamente impegnano ciascuno, nessuno escluso. Affidarsi allo Spirito, ha spiegato p. Matteo, significa percorrere una delle direzioni in cui lo Spirito stesso soffia che, seppur molteplici, conducono tutte verso la stessa direzione: Gesù Cristo.

Dopo pranzo e dopo un momento di festa, spazio ad alcune testimonianze.
Quella di fra Gianluca di Quartu, frate di 41 anni, che ha raccontato di come la sua vita, da laureato in Economia aziendale, fidanzato, pallavolista, competitivo al massimo negli ambiti in cui come giovane era impegnato, sia cambiata dopo aver partecipato a una veglia di Pasqua. Dall’incontro con il Signore è nato un percorso di discernimento vocazionale che lo ha portato fino all’ordinazione sacerdotale di due anni fa e a operare tra gli ultimi e i giovani.
Poi Sara e Massimo, coppia di francescani secolari di Bolzano ma lui originario di Paulilatino. Hanno raccontato come sono riusciti a trasformare la loro crisi coniugale che li stava portando a rompere il loro vincolo sacramentale a opportunità di riscoprirsi come dono l’uno per l’altra grazie all’incontro con la Parola. Lampada ai miei passi è la tua Parola, Signore: questo il versetto che hanno voluto regalare nella loro testimonianza a dimostrazione di come la fede possa dare senso nuovo alla famiglia, ai figli, al lavoro.
Infine Sara, giovane di Ghilarza, che ha raccontato come si può vincere, con coraggio e con determinazione, le prese in giro di chi pensa che credere in Gesù Cristo sia qualcosa di antiquato e che non appartiene al mondo giovanile.

Tre esperienze concrete di vita quotidiana in cui il soffio dello Spirito si è reso presente e ha guidato i passi di chi ha avuto fede e audacia. Messaggi preziosi e utili per chi, come i francescani, hanno professato di voler sempre passare dalla vita al vangelo e dal vangelo alla vita per vivere in comunione con Dio e con i fratelli.
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