Martedì, 30 Giugno 2026

Un’altra estate si accende. La Catte Cup, ancora una volta, è pronta a scrivere una nuova storia. Così annunciavano, i giorni scorsi le pagine social del torneo di calcio tanto atteso tra i giovani.


In realtà, non è più solo un torneo. La Catte Cup si conferma, anche per il 2025, uno tra gli eventi sportivi e sociali più partecipati della Sardegna. Nato nel 2018 dall’iniziativa di alcuni gruppi di amici che, frequentando la piazza Cattedrale di Oristano, decisero di sfidarsi a calcio tra loro, la Catte Cup si è trasformata negli anni in un fenomeno regionale. Da semplice torneo tra amici e conoscenti, è diventato il più seguito evento di calcio a 7 in Sardegna, con oltre mille giocatori iscritti nell’edizione di quest’anno divisi tra torneo principale, torneo Next Gen dedicato agli Under 15, e il torneo femminile.

Dopo le fasi di qualificazione, disputatesi dal 17 al 21 giugno scorso per ridurre il numero di squadre iscritte da 50 a 32, secondo l’ormai collaudato format degli ultimi anni, il calcio d’inizio lo hanno dato gli adolescenti lunedì 30 giugno nel torneo novità di questa edizione che vedrà scendere in campo 244 giovani atleti: un antipasto del torneo principale che prenderà avvio, invece, il 14 luglio.

L’edizione di quest’anno supera i già eccezionali numeri del torneo 2024, ci racconta Mattia Murru, uno tra gli ideatori, nel 2018, e che oggi può considerarsi il Direttore Generale della Catte Cup. Numeri che confermano la crescita costante di una manifestazione che è diventata riferimento per centinaia di giovani, appassionati e squadre di tutta l’Isola. È vero che per tanti ragazzi la Catte Cup è sempre il Torneo, ma è altrettanto vero che al di là dell’aspetto sportivo è diventato un evento sociale che ci riempie di soddisfazione. Oltre 5500 mq di spazio dove si mescolano sport, divertimento e socialità. Tre bar dislocati in punti strategici offrono drink freschi, mentre l’area food all’ingresso serve ogni sera piatti salati e dolci per tutti i gusti. Ma l’area è molto più di questo: tornei di Fifa, sfide al biliardino, spazio giochi per i bambini, tanta musica creano un’atmosfera elettrica, fatta di risate e adrenalina.

Siamo contenti perché parliamo oggi di un evento tanto atteso sia per l’onore sportivo, visto il grande numero di squadre che quest’anno arrivano anche da fuori provincia di Oristano ma anche perché è spazio di comunità, prosegue Mattia. Ci si incontra, si sta insieme, c’è voglia di intrattenersi per vivere le calde serate estive così come noi eravamo abituati a fare quando ci si radunava in piazza Cattedrale. Un’abitudine, quella di ritrovarsi insieme, che si è un po’ persa soprattutto dopo il Covid: siamo felici di aver creato per la nostra città, e non solo, uno spazio d’incontro. Diciamo che la Catte Cup è la scusa per uscire: prima ci si muoveva per andare in piazza, oggi si esce per andare alla Catte Cup.

In realtà si è trattato di fare pochi passi: dalla piazza Cattedrale ci si è spostati nel campo sportivo del Seminario e negli spazi adiacenti: la Chiesa continua a offrirsi come punto di riferimento. Credo che lo faccia al di là degli spazi che ci mette a disposizione, rivela Mattia. Lo fa in maniera silenziosa, rispettosa, senza invadenze. Recentemente un giovane molto legato al nostro evento è venuto a mancare: la Chiesa ci ha sostenuto in maniera così delicata e attenta che tanti giovani hanno apprezzato. Credo che si starà negli spazi del Seminario con ancora più rispetto al di là del proprio credo religioso.

Non solo giovani. In campo un mix di generazioni, unite da quel vincolo di appartenenza che ancora oggi, dall’edizione del 2018, continua a essere il criterio fondamentale per essere ammessi al torneo: La particolarità di Catte Cup è che i giocatori possono formare le squadre solo col proprio gruppo di amici, ci ricorda Mattia. Niente squadre fatte a tavolino per vincere, solo legami veri. Un format che sta coinvolgendo tanto e che, in qualche modo, ha destato l’attenzione anche in altre città. Ci hanno chiamato addirittura da oltremare per capire cosa c’è dietro un evento come il nostro. Sogniamo che Catte Cup si possa replicare in altre città almeno della nostra Isola per poi fare le finali regionali qui a Oristano con tutte le vincitrici delle altre provincie. Sarebbe davvero fantastico.

Intanto però, chi si sta muovendo per seguire lo storico gruppo ideatore del 2018 sono i giovanissimi, gli adolescenti, quelli che hanno dato una mano per realizzare un torneo anche per loro. Anche questo è un motivo di orgoglio, racconta emozionato Mattia. Non sempre tutto fila liscio, l’anno scorso anche tanti bastoni tra le ruote hanno causato momenti di sconforto. In molti pensano che a muovere tutto siano solo i soldi. È innegabile che ci sia un grande movimento di denaro, tra incassi e spese, ma ciò che ci spinge ogni anno a spenderci per questo evento è perché crediamo nei giovani e nello sport come forza attrattiva per loro e per la socialità. Il nostro fare vuole essere un esempio per le persone che hanno idee e vogliono sviluppare progetti per il bene della città. Siamo contenti che chi ha colto questo messaggio sono soprattutto i più piccoli.

A proposito di progetti, importante una possibile collaborazione con l’università oristanese: E' possibile che parta un corso di studi sull’organizzazione di eventi, ci svela Mattia. Tra le attività di tirocinio formativo, potrebbero esserci anche quelle della Catte Cup che, per le sue dinamiche organizzative, si presenta come un evento strutturato a tutti gli effetti. Anche per questo non possiamo che esprimere tutta la nostra soddisfazione: anche a nome degli altri miei nove compagni di viaggio che fanno parte dello staff organizzativo, condivido la bellezza di aver dato vita a un fenomeno sportivo ma soprattutto sociale e di grande spessore educativo.

 

Pin It

Iscriviti al nostro canale youtube

Guarda i nostri video dalla diocesi

YouTube icon