Sabato, 16 Maggio 2026

 

Continuiamo a sostenere, anche nel nostro settimanale, la firma per l’8xmille. Vogliamo dar voce, anche in questo periodo estivo, a una campagna che sottolinea la relazione forte e significativa tra la vita quotidiana dei cittadini e le opere della Chiesa, attraverso la metafora dei gesti d’amore: piccoli o grandi che siano, essi non fanno sentire bene solo chi li riceve, ma anche chi li compie. Abbiamo rivolto qualche domanda, per approfondire l’argomento, a don Giacomo Zichi, Incaricato diocesano del Servizio Promozione del Sostentamento economico della Chiesa Italiana, Sovvenire.


Prosegue in questi giorni la campagna 8xmille. Perché è importante sensibilizzare a questa firma?
La firma dell’8xmille rientra tra gli strumenti fondamentali che la Chiesa Cattolica utilizza per il suo sostentamento e consente il sostegno concreto alle attività spirituali, caritative e sociali da essa proposte e gestite. Attraverso una semplice firma, infatti, ogni fedele può contribuire alle tante iniziative della Chiesa in favore delle tante situazioni di povertà, della salvaguardia del patrimonio artistico e culturale e del ministero dei sacerdoti nelle realtà parrocchiali ed ecclesiali.

Ci sono un po’ di miti da sfatare rispetto alle notizie che circolano sulla firma?
Sì, purtroppo ci sono tanti falsi miti legati al sistema dell’8xmille: in particolare da molti è ritenuta una tassa in più da pagare oppure viene spesso confusa con il 5xmille o con il 2xmille. In realtà l’8xmille è la percentuale dell’imposta fissa sui redditi delle persone fisiche che ogni contribuente, in occasione della dichiarazione dei redditi, può scegliere di destinare allo Stato oppure a una confessione religiosa, tra cui la Chiesa Cattolica. Non si tratta, quindi, di un’ulteriore tassa ma è una parte delle imposte che già si pagano. Inoltre anche coloro che non sono tenuti a fare la dichiarazione dei redditi possono firmare attraverso moduli che anche ogni parrocchia riceve nel periodo dedicato alla firma dell’8xmille.

La nostra Arcidiocesi pubblica in questo numero de L'Arborense la rendicontazione sulle erogazioni dello scorso anno: quali sono le tre aree in cui la nostra Chiesa ha maggiormente beneficiato?
Un valore importante legato al sistema dell’8xmille è la trasparenza: ecco il perché della pubblicazione della rendicontazione annuale dei soldi ricevuti anche dalla nostra Arcidiocesi. I contributi vengono ripartiti secondo tre ambiti principali: gli interventi caritativi, le esigenze di culto e pastorale e il sostentamento del clero. Il primo ambito fa riferimento ai tantissimi progetti, nazionali e locali, di solidarietà e assistenza ai poveri e alle famiglie in difficoltà attraverso la Caritas diocesana e le diverse Caritas parrocchiali, ma anche ai progetti di cooperazione internazionale o di emergenze umanitarie e sanitarie. Il secondo ambito comprende i progetti di azione pastorale come la formazione dei sacerdoti e dei laici e le attività missionarie, ma anche la salvaguardia del patrimonio culturale e artistico delle nostre chiese e parrocchie. Il terzo ambito garantisce un sostegno economico ai sacerdoti impegnati nei vari ambiti ecclesiali e parrocchiali, soprattutto quando i fondi dell’Istituto per il Sostentamento del Clero non sono sufficienti a coprire le necessità del clero. Anche la nostra Arcidiocesi ha seguito questi criteri nella ripartizione dei fondi a essa attribuiti.

Come si possono animare le nostre comunità affinché non manchi questo importante sostegno?
È sicuramento importante promuovere incontri di dialogo con le comunità parrocchiali per sensibilizzare sull’argomento del sostegno economico della Chiesa. In questi mesi, in collaborazione con il direttore dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali, ho avuto modo di visitare alcune parrocchie per spiegare il sistema dell’8xmille e condividere la ripartizione dei fondi per la nostra Arcidiocesi, illustrando nel dettaglio le attività portate avanti attraverso una semplice firma, dai progetti di carità al restauro di chiese o locali parrocchiali utilizzati nella pastorale ordinaria. In questa opera di sensibilizzazione è necessario l’aiuto e il sostegno dei parroci, capaci di farsi portavoce di questa istanza nelle loro comunità, ma sono convinto che anche i laici si devono sentire responsabili nell’aiutare a far capire l’importanza della firma dell’8xmille e a testimoniare, a loro volta, quanto viene realizzato in concreto con i contributi ricevuti.

Pin It

Iscriviti al nostro canale youtube

Guarda i nostri video dalla diocesi

YouTube icon