Domenica, 25 Febbraio 2024

 

Abbiamo incontrato Andrea Abis, 51 anni compiuti a maggio, laureato in Ingegneria Idraulica, che con la sua lista Progetto Comune è stato confermato alla guida del Comune di Cabras alle ultime Amministrative di maggio.


Rispetto a un’elezione, si dice che sia più difficile confermarsi piuttosto che vincere per la prima volta. È stato davvero così anche per lei?
Sono due situazioni completamente diverse anche se accomunate da una grande soddisfazione. La prima volta benefici di una fiducia a pelle, che gli elettori ti attribuiscono anche perché stanno andando contro qualcun altro. La seconda volta non è più così: le persone sanno il lavoro che hai fatto, ti conoscono per come hai operato, ti danno fiducia anche e soprattutto per merito. Ecco: in questo senso la soddisfazione è maggiore, perché ti senti gratificato per il lavoro portato avanti nei cinque anni di Amministrazione.

Nelle prime interviste rilasciate, appena saputo l’esito elettorale, ha raccontato la sua soddisfazione anche per il fatto di aver vinto da soli contro tutti. Cosa significavano quelle parole?
Nel 2018 gareggiammo contro un fronte elettorale diviso, con ogni gruppo che rappresentava in campagna elettorale la propria identità partitica. Quest’anno i diversi gruppi si sono uniti presentandosi come fronte unito ma che, comunque, aveva dietro la spinta dei partiti politici. Noi, invece, siamo andati oltre i partiti: probabilmente questa strategia funziona ed è importante per la politica regionale e nazionale, ma a livello locale contano di più le risorse umane. Gli elettori di Cabras, in larga maggioranza, hanno dimostrato che nei Comuni contano di più i candidati dell’entità astratta di un partito politico.

Pochi giorni per festeggiare e per mettere in piedi la squadra di Governo che subito si è tornati al lavoro. Da cosa state ripartendo?
Abbiamo un pacchetto di lavori pubblici che deve essere portato avanti all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: siamo riusciti ad attivarci con puntualità rispetto alle indicazioni governative, abbiamo allestito progetti per sei milioni di euro, oggi questi progetti sono tutti appaltati. Tutti cantieri in consegna che andranno seguiti nella loro attuazione e che saranno importanti per Cabras una volta ultimati. Poi abbiamo le misure sociali su cui contiamo molto, a partire dalle iniziative per l’estate in sostegno alle famiglie e ai bambini. E, ancora nell’immediato, la gestione dei 25 km di litorale: un'attività non indifferente che ci impegna in tanti ambiti tra servizi, logistica, iniziative, accoglienza.

Altri cinque anni per amministrare Cabras: c’è un sogno che vi piacerebbe realizzare approfittando di questo ulteriore tempo che i vostri concittadini vi hanno concesso?
Il nostro sogno è la visione di Cabras come di una Città della Cultura intesa non come aristocratica o elitaria ma come sostenibile e aperta. Su questo concetto già ci stiamo lavorando e si apriranno, in questo senso, tante sfide. Quella di una mobilità che utilizzi sempre di meno l’auto e privilegi il camminare e la bicicletta. Quella della valorizzazione dell’Area marina protetta che si proponga come zona turistica capace di offrire più di quanto già tanto dispone. Quella di sostenere le produzioni agro alimentari locali, valorizzarle e inserirle nella rete delle eccellenze delle produzioni regionali e nazionali. Quella del recupero e della gestione dello stagno per una maggiore qualità delle acque e della pesca. E infine, quella di riportare a casa tutti i nostri Giganti: su Mont’e Prama intendiamo osare tanto.

Un’ultima domanda sulle criticità: dove c’è ancora tanto da lavorare?
Occorre avere misure più specifiche per valorizzare la nostra cultura, le nostre tradizioni, le nostre ricchezze: in questo senso si rende necessario allargare l’operatività in termini di esposizioni museali etnografiche. Poi l’attenzione ai nostri anziani e ai giovani: mancano, e sono fondamentali, spazi per la loro accoglienza e per il loro stare insieme.


 

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