La parola pace che ogni giorno invoca papa Francesco è arrivata anche nella laguna di Cabras. Il nuovo presidente del Nuovo Consorzio Coop. Pontis. Coop, Giuliano Cossu, 47 anni, eletto pochi giorni fa all’unanimità, auspica la fine della guerra con i pescatori abusivi.
di Elia Sanna
Tra le priorità della sua gestione c’è quella di farli entrare nella gestione dello stagno. Ancora, valorizzare la laguna e i suoi prodotti, riprendere il dialogo con la Regione e soprattutto combattere il principale nemico dei pescatori e dello stagno: i cormorani. Il suo è un ritorno alla guida del Consorzio, lo aveva fatto nel 2019 e anche 14 anni fa.
Non è una novità questa mia proposta, è sempre stato il pensiero di tutti i pescatori, conferma Giuliano Cossu: anche chi mi ha preceduto ha cercato di inserire nel Consorzio anche gli altri colleghi abusivi. Una guerra che va avanti da anni e che ha creato sempre pesanti conflitti con gli abusivi, culminati con denunce e attentati.
Noi lavoriamo rispettando le regole e pagando le tasse...
Aggiunge il neo presidente: per gli altri è sempre stato invece più facile pescare e vendere il pescato in nero, senza alcuna responsabilità. Occorre coinvolgerli e farli lavorare con noi, lo stagno è di tutti e possiamo gestirlo insieme.
Giuliano Cossu ammette che da soli non si può andare da nessuna parte, occorre lavorare insieme alle Istituzioni; dialogare con la politica è indispensabile. Siamo pronti a fare il nostro dovere ma per trovare soluzioni ai problemi che ci attanagliano da anni, aggiunge il presidente Cossu, occorre confrontarci da subito con le istituzioni. Al Sindaco Andrea Abis chiederemo di darci una mano per il risanamento della laguna, individuando progetti che si possono condividere in comune.
Il neo presidente ritorna con prepotenza anche sulla presenza dei voraci cormorani. Credo siano una vera calamità e rappresentano un problema gravissimo, ricorda Giuliano Cossu: ogni anno ci troviamo in una situazione fuori dal normale. Migliaia di uccelli arrivano in laguna e la depredano, ma nessun fa niente per impedirlo. La soluzione è capire quanto pesce ci portano via e quantificare il prodotto che va perso. Così non possiamo mai diventare una vera azienda: è infatti impossibile stipulare contratti con le grosse aziende di distribuzione. Non sappiamo all’inizio della stagione quanto prodotto si potrà commercializzare. A breve incontrerò il presidente della Regione Christian Solinas: lui conosce in parte la nostra situazione ma dobbiamo sederci al tavolo e mettere una volta nero su bianco. Abbiamo necessità di un occhio di riguardo da parte della politica.
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