Martedì, 09 Agosto 2022

Costantino Tidu, 70 anni, inizia il suo terzo mandato da sindaco. Sono numerose le sue esperienze in campo politico: l’incarico di Commissario comunale, l’assessorato alla Pubblica Istruzione, all’Artigianato e all’Edilizia scolastica nella provincia di Nuoro e il ruolo di sub commissario dell’ex provincia Ogliastrina nel 2016, su mandato della giunta regionale.


Questo è il suo terzo mandato come sindaco di Teti, quali sono le emozioni e quali le preoccupazioni?

È un onore essere investito del ruolo di guida di una comunità. È una grande responsabilità per ogni amministratore e la maggiore preoccupazione è determinata dalla situazione sociale ed economica del proprio paese. Questo, ovviamente, si collega direttamente alle caratteristiche e alle condizioni territoriali del territorio in cui vive la comunità montana del centro Mandrolisai, territorio che attraversa un momento molto difficile e in cui noi, come sindaci, siamo chiamati a difendere servizi che fino a ora abbiamo dato per acquisiti ma che vengono messi in discussione giorno per giorno. Per questo è necessario, però, cercare di coinvolgere anche il governo regionale e nazionale: non dimentichiamo ciò che sta accadendo al presidio ospedaliero di Sorgono e a tutti i servizi correlati, per esempio.

Quali sono gli aspetti più urgenti su cui vorrebbe lavorare per la sua comunità?

È necessario sapersi muovere al meglio all’interno della cornice normativa: i bilanci sono armonizzati e la responsabilità è in capo a funzionari appartenenti agli enti locali. Come sindaci dobbiamo impegnarci nel correggere e indirizzare fondi e sforzi nel creare opportunità sempre nuove per i cittadini sia in termini di lavoro, politiche sociali, servizi essenziali, istruzione e viabilità.

Quali di questi punti sono i più critici?

Purtroppo gli ultimi due: si pensi al calo demografico e alla mancanza di nascite. È necessario porre in essere politiche a favore delle famiglie e concentrarsi nel trovare diverse alternative sul piano della mobilità perché senza questa non si può accedere ai servizi. Quella della mobilità è una battaglia che continuiamo a portare avanti e dalla quale non possiamo assolutamente prescindere. Siamo nell’era dell’innovazione e del progresso tecnologico ma se non dotiamo le nostre comunità degli strumenti necessari per usufruirne, subiremo un salto generazionale in cui una buona parte dei cittadini rimarrà esclusa e perderà la possibilità di godere di servizi essenziali.


Intervista a cura di Valentina Contiero (foto Sardegnalive.net)

 

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