Sabato, 16 Maggio 2026

Questa settimana, per la rubrica dedicata ai giovani che si distinguono per particolari situazioni di vita, abbiamo intervistato Vanessa Zanda e Gabriele Merlin, entrambi appartenenti all’Apma Agorà, iniziativa nata per aiutare gli studenti degli istituti superiori a scegliere il percorso universitario consapevolmente.

 

di Maria Rita Quartu


Vanessa ha 19 anni, abita a Santulussurgiu dove è molto attiva tra Oratorio e Pro Loco. Ha conseguito il diploma al Liceo Linguistico di Ghilarza e dopo aver svolto un tirocinio formativo e un corso di lingua spagnola a Siviglia, attualmente segue un corso di formazione di Digital marketing. Gabriele ha 24 anni, è di Abbasanta. Anche lui ha frequentato il liceo scientifico a Ghilarza, ha conseguito la laurea triennale a Cagliari in Informatica e, in seguito, quella magistrale a Pisa sempre in informatica.

In quale campo siete attualmente impegnati e verso quali prospettive si sta definendo il vostro futuro?
Gabriele: Attualmente mi occupo di intelligenza artificiale, sto seguendo un corso di dottorato al Max Planck Institute for Software Systems a Saarbrücken in Germania. In generale il mio obiettivo è quello di continuare gli studi e specializzarmi, approfondire il mio ambito e conoscerne di nuovi. Nel futuro vorrei occuparmi di ricerca, ma non ho una chiara idea per adesso.
Vanessa: Dopo la maturità non ho immediatamente pensato all’università benché già sapessi cosa volessi fare. Ma ora il mio obiettivo è superare il test di ingresso per frequentare il corso di laurea in fisioterapia.

L'appartenenza ad Agorà è un valore aggiunto alla vostra formazione e professionalità. Un incontro fortuito o cercato?
Gabriele: In realtà Apma Agorà è stata proposta da me e da Mirko Naitana, caro amico, con cui ho sempre condiviso il desiderio di valorizzare il territorio e la volontà di aiutare i ragazzi a intraprendere la scelta del percorso universitario da seguire. Per me Apma è stata ed è una continua sfida, un investimento sul nostro territorio e in generale sulle nuove generazioni. Il mio obiettivo è sempre stato quello di dare qualcosa, un piccolo contributo, anche se richiede sacrificio e tempo. La mia più grande ricompensa è sapere che ci sono altri ragazzi che condividono i miei stessi valori e che in qualche modo possiamo essere utili agli studenti delle superiori. Dal punto di vista professionale è un’ottima palestra per allenare alcune soft skills (abilità personali) richieste dal mondo del lavoro e in ambito accademico.
Vanessa: L’Apma Agorà è un’iniziativa molto importante perché, essendo gestita da studenti che vivono già all’interno dell’ambiente universitario sono in grado, più di qualsiasi altra forma di orientamento, di poter aiutare i ragazzi delle superiori a orientarsi. Facendo riferimento anche alla mia esperienza, è importante parlare dei propri fallimenti per capire quali errori non devono essere fatti e quindi essere capaci di curare al meglio e in maniera mirata la preparazione.

Da chi o in che modo siete stati orientati e quale supporto è essenziale offrire a chi vuole orientarsi?
Gabriele: Durante l’anno scolastico con la mia classe abbiamo partecipato a giornate di orientamento organizzate dall'università di Cagliari, Sassari e Oristano; esperienze decisive in cui ho potuto toccare con mano il mondo universitario benché abbiano avuto il limite di non aver presentato le testimonianze dirette degli studenti o fornito consigli pratici per indirizzare alla scelta. Per questo motivo Apma si pone come intermediario tra i ragazzi del liceo e l’università proponendo più che un catalogo di corsi, un catalogo di esperienze e di consigli che utilizzabili dagli studenti liceali nell’immediato. Dopo essermi documentato in autonomia sulle varie possibilità, posso ora dire di aver fatto una buonissima scelta perché a Cagliari ho trovato un ambiente universitario ottimo, sia tra i colleghi che con i professori. Tuttavia, se qualcuno mi avesse guidato in questo percorso, sarei stato meno stressato e totalmente concentrato sul nuovo inizio.
Vanessa: La scelta di frequentare il corso di laurea in fisioterapia è avvenuto secondo due criteri che io ritengo fondamentali: la passione, il sogno, il talento e la motivazione e, inoltre, la possibilità di carriera e gli sbocchi lavorativi. In secondo luogo è necessario valutare la scelta della sede universitaria, per questo è essenziale che le scuole diano agli studenti la possibilità di seguire le giornate di orientamento.

Multiculturalità, intercultura, mobilità: come vivete, nel vostro quotidiano, la dimensione della cooperazione anche internazionale?
Gabriele: Il mondo del lavoro soprattutto in ambito informatico è completamente multiculturale. Il digitale ci ha permesso di abbattere muri e frontiere fisiche e ci ha dato la possibilità di essere da qualunque parte in un secondo. Fare esperienze internazionali, vivere in un ambiente multiculturale penso sia essenziale per la nostra formazione. Il futuro è mobilità e multiculturalità. Nella mia esperienza universitaria non ho aderito a nessuna esperienza all’estero, per paura principalmente di affrontare un ambiente nuovo, una nuova lingua, un nuovo stile di vita. Tuttavia solo recentemente ho capito le potenzialità di questo genere di esperienze tant’è che ho intrapreso un dottorato all’estero anche per tale motivo.
Vanessa: In campo internazionale, io ho fatto un'esperienza in Spagna, un paese che ho sempre desiderato visitare da quando ho iniziato a studiarne la lingua a scuola. A Siviglia ho imparato a crescere e a sopravvivere in un ambiente diverso, con persone non sarde e in luoghi che non conoscevo. Giunto il giorno in cui dovevo fare ritorno in Sardegna e nel riprendere gradualmente la routine, mi sono resa conto di essere più consapevole e più matura, di avere la mente più aperta e gli orizzonti più estesi.

Un sogno nel cassetto ...
Gabriele: Sono diversi. Per me stesso vorrei continuare il mio percorso e non smettere mai di imparare e di fare di questo la mia professione, in modo tale da dare un piccolo contributo alla società. Un altro sogno nel cassetto è che l’Italia acquisti la sua centralità nell’ambito della ricerca e che si crei un ambiente favorevole per permettere alle nuove generazioni di potersi realizzare in questo paese, pur promuovendo le possibilità di mobilità internazionale. Un paese che smette di investire sui giovani ha già perso in partenza. E in questo scenario italiano la Sardegna risulta ulteriormente svantaggiata. Spero che la futura classe dirigente sia guidata da questi valori per fare in modo che i giovani possano essere attratti dalla possibilità di rimanere in Italia; questo, secondo me, non può far altro che migliorare la nostra società.
Vanessa: Il mio sogno rimarrà ancora per molto nel cassetto perché è grande e per coltivarlo e realizzarlo ci vogliono molti anni di studio e di formazione nel campo: vorrei aprire un’azienda mia, uno studio privato di riabilitazione di malattie neuromuscolari dei bambini.

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