Sabato, 28 Maggio 2022

Domenica 6 marzo, a Villaurbana, l’Arcivescovo mons. Roberto Carboni ha conferito a Pierpaolo Brunzu, seminarista arborense, il ministero dell’Accolitato.

Originario di Baratili San Pietro, 24 anni, Pierpaolo è entrato in Seminario in seconda media. Da allora, il percorso di studi, prima al Liceo di Scienze umane di Oristano e poi nella facoltà Teologica della Sardegna a Cagliari, è stato indirizzato verso la scelta del sacerdozio. Il ministero dell’Accolitato è l’ultima tappa prima dell’ordinazione diaconale e presbiterale. Lo abbiamo intervistato.

Con quali sentimenti vivi l’Accolitato, nuovo dono per la tua vita?
I sentimenti che provo in questi giorni di preparazione al ministero dell’accolitato sono diversi: sentimenti di gratitudine nei confronti di Dio che continua a sovrabbondare la mia vita della Sua grazia; sentimenti di gioia perché la Chiesa attraverso il nostro Pastore conferisce un ministero a un suo figlio, permettendogli di approfondire sempre meglio la relazione col Signore nel servizio al Suo Corpo Mistico; sentimenti di esultanza nel vivere questo importante ministero all’insegna della contemplazione di Cristo Eucaristia.

In che modo questo Ministero integra il tuo percorso vocazionale e di studi compiuto fino a oggi?
Il ministero dell’accolitato all’interno del percorso vocazionale mira ad approfondire la relazione tra il ministro e il Corpo di Cristo, centro e fondamento della vita cristiana di ciascun credente. Grazie al conferimento di questo ministero il Signore mi dona la possibilità di interrogarmi ancora una volta riguardo alla vocazione sacerdotale, ponendomi davanti al Suo Figlio che si dona per la salvezza dell’umanità e attraverso il pane consacrato entra nella mia vita per conformarla al Suo disegno. Gli studi teologici mi aiutano a comprendere la ricchezza del dono fatto da Cristo e a non coglierne solo l’aspetto intellettuale, ma a trasformarlo in vocazione quotidiana.

Hai ricevuto il Ministero a Villaurbana, una delle tre comunità in cui l'Arcivescovo ti ha chiesto di metterti a disposizione: qual è il senso di questa scelta e come la stai vivendo?
Il nostro Arcivescovo Roberto ha saggiamente scelto il luogo in cui vivrò questa celebrazione. Da ottobre condivido gran parte della vita parrocchiale nelle comunità di Siapiccia, Siamanna e Villaurbana, quindi ritengo doveroso condividere questo importante passo con la famiglia cristiana a cui il vescovo mi ha affidato. Questo segno manifesta la forte comunione tra il nostro Pastore e il gregge che guida verso la Via, Verità e Vita che è Gesù. Vivo questa scelta con sentimenti di gratitudine verso la comunità di Villaurbana che da subito ha accolto con gioia ed entusiasmo questa notizia, mostrando generosità e collaborazione nell’organizzare l’intera celebrazione.

L'Accolitato è un'ulteriore tappa del tuo cammino vocazionale verso il sacerdozio: in che modo proseguirai il tuo percorso formativo e spirituale verso questa importante tappa?
Terminando il percorso quinquennale al Pontificio Seminario regionale sardo e alla Pontificia Facoltà teologica della Sardegna, l’Arcivescovo mi ha destinato al cosiddetto tirocinio pastorale, durante il quale vivo la formazione per il ministero ordinato a stretto contatto con la vita parrocchiale. A occuparsi della mia maturazione in tutti gli ambiti del ministero è il parroco, don Daniele Quartu, il quale mi permette di imparare tanto, di cogliere i miei limiti, di migliorare nelle mie fragilità e di esprimere i talenti donati da Dio. Per questo manifesto la mia gratitudine nei suoi confronti per la fiducia e la stima che mi manifesta. Un’altra fondamentale esperienza offerta dall’Arcivescovo è l’insegnamento della religione cattolica in una scuola primaria, grazie al quale emerge l’urgenza di educare i bambini alla scuola del Vangelo, per poter offrire loro una vita piena di speranza, conoscendo Colui che dona il vero Amore.

Inserito nella vita di comunità parrocchiale dove ti senti maggiormente coinvolto e dove invece ti senti di dover crescere perché il tuo servizio sia ancor più intenso ed efficace?
In questi mesi ho potuto sperimentare la manifestazione della provvidenza divina e le tante soddisfazioni durante la vita pastorale. Il coinvolgimento principale in questa fase del mio percorso vocazionale non può che essere nella liturgia e in particolare nella comunione che grazie al ministero conferitomi, potrò amministrare. Il ministero dell’accolitato mi fa comprendere nuovamente che ogni servizio è importante per sviluppare il Corpo Mistico di Cristo, ma in particolare sento di dover crescere nell’ambito della pastorale giovanile, la quale necessita sempre di ascolto della Parola di Dio e grande generosità nell’accogliere la Voce dello Spirito, che ci chiama ad annunciare il Risorto soprattutto alla nostra gioventù.

Sono tanti i giovani che faticano a trovare un senso alla loro vita: come giovane che consiglio ti senti di dare per suggerire come scoprire la propria vocazione intesa in tutte le sue sfaccettature?
Come giovane che accoglie la chiamata di Dio a seguirlo mediante il sacramento dell’ordine, penso che ciascun ragazzo che cerca di capire il proprio ruolo in questo mondo sia guidato da Dio. Spesso mi capita di parlare con coetanei o ragazzi vicini alla mia età, i quali non sentono Dio vicino alla propria vita, oppure negano direttamente la sua esistenza o anche sono indifferenti al tema della fede. Credo, invece, che il Signore non abbandona nessuno dei suoi figli, ma attraverso la voce della coscienza, attraverso chi ci sta accanto o attraverso le vicende che ci accadono, si rivela e ci guida verso Gesù Cristo, anche se le strade per arrivarci sono differenti e difficili. Concludo incoraggiando ciascun giovane a non perdere la speranza, a non abbattersi per le tante e a volte troppe difficoltà che il mondo ci offre, ma ad andare avanti a testa alta perché esiste un Dio che ci ama per ciò che siamo offrendoci come guida la Chiesa, la quale ci guida al Signore stesso con i suoi innumerevoli doni.

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