Domenica, 05 Dicembre 2021

La promozione del territorio locale ha sempre fame di attenzione, di notizie e di visibilità, perché è spesso messo in secondo piano dalle grandi testate giornalistiche e dai mass media. Su questo ragionamento nascono varie iniziative che si prefiggono di raccontare il territorio nei suoi aspetti ma mai nessuno che si occupi veramente e solo di sport locale. In questo scenario nasce, nel 2016, il portale web GuilcerSport.it, diventato ormai un punto di riferimento per l’informazione sportiva non solo per tutto l’oristanese ma anche per tutto il territorio isolano.

A cura di Alessandro Pilloni

Nato da una intuizione di Serafino Corrias e Simone Carrucciu, oggi conta un bacino di utenza molto e un seguito ampio: in questi anni è diventato anche strumento per la valorizzazione del territorio. Abbiamo intervistato uno degli ideatori, Serafino Corrias, giornalista pubblicista, con tanta esperienza di giornalismo sportivo sia sulla carta stampata che in varie emittenti locali sarde, e attualmente Addetto Stampa dell’Ente provinciale per il turismo di Oristano.

Cos’è e perché nasce GulicerSport.it?
È un portale web sportivo identitario e indipendente. Un progetto attivo on-line dal mese di febbraio 2016, ideato e realizzato da semplici appassionati di sport come me e Simone Carrucciu di Norbello. Io esercito il ruolo di responsabile della parte giornalistica, Simone di quella tecnica e del coordinamento generale. Il nostro unico obiettivo è quello di dare un concreto contributo alla promozione sportiva anche nel centro Sardegna. E ancora, il servizio di informazione è totalmente gratuito, garantendo altresì sempre equità e pari spazi per tutti. Questo è possibile grazie soprattutto a tanti collaboratori che ci aiutano sempre con tanta dedizione. Nasce per parlare di sport di un territorio limitato, ma la testata dopo tre anni di cronache soltanto del Guilcer, ha deciso di accettare l'invito di tanti lettori, nel seguire anche altri territori dello sport regionale. Per cui sono nate delle sezioni all'interno del portale dedicate a: Oristano, Montiferru, Barigadu, Marmilla, Terralbese, Planargia. Ma non solo. Tenuto conto che le province di Nuoro e Sassari sono confinanti dal punto di vista geografico, sono state create delle sezioni dedicate a: Marghine, Nuoro, Sassari, Sarcidano. In nome dello sport abbiano voluto abolire gli anacronistici campanili. A nostro avviso una scelta che ha premiato, visti anche gli oltre 8300 lettori che seguono la pagina Facebook ufficiale. Sino a oggi abbiamo scritto e pubblicato circa 5000 articoli, foto e filmati su sport, società, dirigenti, atleti, tecnici, arbitri e tifosi, sui quali, probabilmente, non avrebbe scritto nessuno.

Qual è lo spirito che regge questa vostra iniziativa giornalistica?
Siamo tra i pochi che impiegano il proprio tempo libero gratis e per passione parlando dello sport dilettantistico in generale del centro Sardegna. Il nostro fine settimana, e la domenica in particolare, la trascorriamo in studio, nei campi e nelle palestre per dare un servizio, che ci pare apprezzato. Ne andiamo orgogliosi e accettiamo pure le critiche, quelle costruttive e basate su dati oggettivi. Noi difendiamo le nostre scelte, il nostro lavoro e ne andiamo orgogliosi.

Come vedi la situazione del giornalismo e dello sport isolano in questo periodo di Pandemia?
Così come per tutte le cose che vivono di stimoli, anche noi in questo particolare momento, dove le attività sportive si son ridotte drasticamente, ci siamo dovuti in qualche modo reinventare, come interviste particolari, o la pagina polvere di Stelle, che son state utili per continuare a fare informazione sportiva anche in tempo di Covid, colmando la mancanza di sport. Per noi, quando il calcio locale si è fermato, ci è mancato un mondo, essendo questo sport il più seguito e numeroso, tra atleti, dirigenti, tecnici e tutto l’intorno che crea. Va da sé che anche gli altri sport minori hanno subito la stessa tragica sorte.
Per quanto riguarda lo stato dello sport dilettantistico isolano, visto da cronista, direi, e ne sono convinto, che la stagione 2020/2021, almeno per gli sport di contatto, si debba ritenere chiusa. Non vedo le condizioni tecniche, logistiche e di possibilità per le piccole società di riprendere. Per quanto riguarda invece tutti gli altri sport come la pallavolo, per esempio, la cosa è totalmente diversa e dovrebbe esserci una graduale ripresa. Logicamente tutto questo a porte chiuse. Anche se la situazione va migliorando, bisogna pensare alla prossima stagione.

Qual è stato il maggior successo giornalistico in questi sei anni?
Sicuramente la possibilità di aver creato rete nel territorio e aver ampliato il nostro bacino di utenza, allargandolo e fidelizzando chi, negli anni, ci ha dato fiducia. Quando invece parliamo di storie, forse quella che ci ha dato più visibilità e quella che ci ha inorgoglito di più è la bella storia pubblicata il 20/07/2016 dove avevamo parlato di sei profughi ospitati al Camping di Sant’Ignazio a Norbello e che giocarono il campionato di Seconda Categoria a Tadasuni. Questa notizia venne rilanciata da diversi importanti organi di stampa sul web (Agenzia ANSA, La Nuova Sardegna, Link Oristano, la Radio dei Vescovi Radio in Blu e altri). Questo ci ha incoraggiato tantissimo e ci ha confermato che ogni notizia ha una sua importanza. Una informazione del territorio sempre puntuale e corretta porta anche a questi piccoli ma grandi riconoscimenti.

Come vedi il futuro di GuilcerSport.it?
Finché ci sarà lo sport dilettantistico, finché si riuscirà a far sport nei nostri paesi, questo tipo di informazione sarà sempre in crescita. Sicuramente nessuno poteva prevederlo ma, credo, che dare lo spazio a chi spazio ne ha poco sia un diritto di cronaca. Questo nostro progetto vive delle comunità e per le comunità locali. Oggi tutta la cronica online, la cronaca veloce, di 5 minuti, attraverso i vari social media e siti, che arriva subito dopo l’evento possa avere sempre un futuro roseo.

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