Lunedì, 14 Giugno 2021

Sabato 9 maggio, nella Cappella del Pontificio Seminario Regionale sardo, nonostante il pesante e doloroso tempo pandemico, con i repentini passaggi zonali del contagio, la più importante comunità vocazionale della Sardegna ha vissuto un momento ecclesiale molto significativo e profetico: a undici giovani seminaristi, studenti di teologia, sono stati conferiti i ministeri del Lettorato (a nove di loro) e dell’Accolitato (a due).

In rappresentanza dell’Episcopato sardo, ha presieduto la Liturgia Eucaristica, il vescovo di Alghero-Bosa mons. Mauro Morfino. Nel gruppo dei neo istituiti lettori anche due seminaristi arborensi, Pierpaolo Brunzu (23 anni) della parrocchia di Baratili San Pietro e Marco Ruggiu (22 anni) di Bonarcado. Abbiamo rivolto loro alcune domande, sul significato ecclesiale e personale di questo ministero. Ecco cosa ci hanno risposto.

Nel vostro percorso di discernimento vocazionale e di formazione che state vivendo in Seminario, che significato assume il conferimento del ministero del Lettorato?
Marco: È una tappa importante del mio cammino di formazione. Fino al 1972 era un Ordine minore, il secondo. Grazie al volere di San Paolo VI è divenuto un ministero laicale oggi anche aperto alle donne secondo il disegno di Papa Francesco, benché rimanga ancora come tappa fondamentale per poter accedere (successivamente all'Accolitato), agli ordini del Diaconato e del Presbiterato. Per me è anche un momento di discernimento vocazionale. La Chiesa, attraverso il vescovo e gli educatori, mi chiama a collaborare a questo impegno primario, che è l’annuncio del Vangelo.
Pierpaolo: Il conferimento del ministero del Lettorato ha un significato fondamentale per il seminarista e anche per qualsiasi fedele che desidera riceverlo. Quest’importante servizio, che Dio dona alla Sua Chiesa, dà la possibilità ai fedeli di approfondire la Parola di Dio. Personalmente questa tappa mi arricchisce spiritualmente e umanamente; credo che sia un privilegio il fatto che il Signore si serva della voce del lettore, per rivelarsi a tutto il suo popolo. Questo aspetto del ministero aiuta a comprendere l’importanza e la responsabilità di essere Lettori istituiti.

Come vi siete preparati in questa tappa del cammino vocazionale?
Pierpaolo: La formazione umana, spirituale, culturale e pastorale è utile per approfondire questo servizio. La preparazione al ministero è stata personalizzata anche dalla direzione spirituale. Il Lettorato ti fa sperimentare che la Sacra Scrittura è l’essenza della vita cristiana e anche di quella presbiterale. Ho percepito che la Parola deve nutrire ogni giorno della mia vita. La voce di Dio non solo mi indica i comportamenti giusti, ma dona senso pieno alla vita, illuminando pensieri, azioni e sentimenti.
Marco: È necessario che, mentre annunzi agli altri la Parola di Dio, sappia accoglierla in te stesso con piena docilità allo Spirito Santo; meditala ogni giorno per acquistarne una conoscenza sempre più viva e penetrante, ma soprattutto rendi testimonianza con la tua vita al nostro salvatore Gesù Cristo. Queste parole del rito, indicano il cammino, la preparazione e l’esercizio di questo ministero. Quest’anno durante gli incontri formativi in Seminario, abbiamo approfondito proprio la proclamazione della Parola e la storia dei libri liturgici. Non meno importanti sono stati i momenti di meditazione, preghiera personale, la lectio e la formazione teologica in Facoltà.

Come eserciterete questo ministero liturgico?
Marco: Eserciterò il ministero sia nel Seminario che nelle parrocchie di pastorale e di origine. Mi affido alle vostre preghiere perché sia consapevole del compito che la Chiesa mi consegna, e sappia collaborare, nel mio piccolo, perché i fratelli possano scorgere coerenza tra me e la Parola che proclamo.
Pierpaolo: Il ministero del Lettorato trova senso pieno nella liturgia, la quale, come afferma il n°10 della Sacrosanctum Concilium, è culmine verso cui tende l’azione della Chiesa e fonte da cui promana tutta la sua energia. Questo servizio si esprime pienamente nella celebrazione dell’Eucaristia, dove facciamo memoria del mistero pasquale attraverso la mensa della Parola e del Pane eucaristico. Questo ministero non può fermarsi però solo alla liturgia, deve nutrire tutta la vita.

Il Lettorato chiede ai candidati al sacerdozio che acquisiscano una profonda familiarità con la Parola di Dio: che posto occupa nella vostra formazione teologica lo studio della Bibbia?
Pierpaolo: All’interno del percorso accademico lo studio della Sacra Scrittura ricopre un ruolo essenziale, per il fatto che da essa dipendono le altre discipline teologiche. Lo studio della Scrittura funge da bussola per orientare gli studenti. Anche io desidero conoscere sempre di più ciò che Dio mi vuole comunicare, per cercare di realizzare la sua volontà, anche se questa Parola rimane pur sempre un mistero che comprendiamo solo grazie all’opera dello Spirito Santo.
Marco: Tutta la formazione teologica ha come fondamento la Parola di Dio. Oltre i numerosi corsi di introduzione ed esegesi, anche gli altri corsi hanno come base la Bibbia. Mi sono molto appassionato allo studio della Bibbia: è bello sentire che la Parola è rivolta a te in ogni momento della vita. È una Parola viva, e anche nello studio ci si rende conto di come non si riesca mai a conoscerla per intero.

Il vescovo Mauro Morfino, da docente di Sacra Scrittura, pubblicò un libro dal significativo titolo: Leggere la Bibbia con la vita. Che importanza ha per voi la lectio divina, la proclamazione liturgica e lo stile di vita?
Pierpaolo: La lectio divina, la proclamazione liturgica e lo stile di vita sono gli aspetti più significativi per questo ministero: con la lectio si approfondisce un testo, ma non ci può fermare alla comprensione intellettuale, occorre completarla con la preghiera che illumina la mente e con la meditazione per cogliere ciò che il Signore vuole dirmi. La lectio aiuta il credente ad avere familiarità con la Scrittura e a testimoniarla con una degna coerenza di vita.
Marco: Settimanalmente in Seminario viviamo la lectio divina, a cui segue un momento prolungato di adorazione eucaristica in cui si ha l’occasione di meditare il brano biblico della domenica successiva. I ricercatori di Dio leggono la Bibbia con la vita e la testimonianza per essere non solo credenti ma anche credibili. È per questo che mi affido anche alle vostre preghiere, affinché possa essere questo, testimone credente e credibile della Parola che salva, Gesù Cristo!

Come state vivendo questo tempo pandemico a livello seminaristico, familiare e personale?
Pierpaolo: La pandemia ha creato molte situazioni delicate e pesanti: è stato un tempo difficile per tutti e sotto tanti punti di vista, ma sono certo che il Signore ci ha sempre accompagnati. In Seminario abbiamo vissuto la quarantena; quest’esperienza inizialmente ha creato paure e incomprensioni, ma ha anche rafforzato la comunità, insegnando a ciascuno il rispetto delle norme, il sostegno per i malati e la collaborazione tra tutti. Per me è stato un tempo fecondo dal punto di vista umano e spirituale. Mi ha fatto riflettere sulla fragilità umana, sul sostegno reciproco e sulla consapevolezza che senza il Signore non possiamo fare nulla. Ho cercato di pregare di più per coloro che erano colpiti dal contagio, sia nel lavoro che negli affetti. Ho pregato per i defunti a causa del Covid-19, per chi ha perso la professione, per i politici, per gli operatori sanitari, per i sacerdoti malati, per i familiari che hanno sperimentato la perdita dei loro cari.
Marco: Questo tempo ha profondamente segnato anche il cammino seminaristico. Per gran parte dello scorso anno non siamo potuti restare a Cagliari, siamo stati in famiglia e in parrocchia, sempre in contatto con gli educatori; abbiamo potuto trascorrere un mese nel Seminario Arcivescovile: è stato un bel tempo di fraternità. Quest’anno abbiamo ripreso la vita al Regionale, con tutti i rischi e la bellezza che esso comporta. Volutamente la nostra comunità ha scelto di non chiudersi e di permettere una formazione aperta alla città e alle realtà presenti nel territorio, quindi si è ripreso anche con le esperienze pastorali nelle parrocchie. Io svolgo questo servizio nella parrocchia di Marrubiu e vedo nel volto delle persone il desiderio di ripresa e la pesantezza di questo tempo incerto. Non serve disperarci: siamo chiamati a vivere l’oggi che il Signore ci dona con speranza, con la capacità di saper leggere i segni della sua presenza e la certezza che non siamo mai soli.

Grazie: anche a nome dei nostri lettori vi assicuriamo le nostre preghiere e il nostro affetto: vi auguriamo buon esercizio di questo ministero, tanto prezioso per il vostro cammino vocazionale e per la vita della nostra Chiesa Diocesana.
Pagine a cura di Toz

 

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