Lunedì, 27 Gennaio 2020

Progetto1

Nomi di fantasia: Tani, Luca, Miriam, la piccola Precious e sua mamma, Felicity e Salomon e tanti altri. Ognuno con la propria storia...

a cura di Luciana Putzolu

E poi ci sono medici, infermieri, psicologi, mediatori culturali, amministrativi: curano le ferite, quelle visibili e quelle invisibili. Mille colori di umanità (Carlo Delfino editore-giugno 2019) è un libro di 21 racconti, ma può essere considerato un’unica narrazione in cui il protagonista è il cuore che batte al ritmo di un’unica melodia, quella della fratellanza universale.

La dott.ssa Silvana Tilocca coordina il personale sanitario che si occupa dei migranti che sbarcano nel porto canale di Cagliari. Una donna con una lunga esperienza, le sue parole sono tessute di passione, la sua carica è davvero travolgente. La incontro ad Abbasanta, suo paese di origine, al quale è molto legata…

Un libro polifonico scritto a più mani che narra incontri vissuti tra l’ambulatorio STP (per gli stranieri temporaneamente presenti), il soccorso di Strada e il C.O.S.S.I (Centro di Orientamento ai Servizi Sanitari per gli Immigrati), un servizio che è considerato di eccellenza tra quelli presenti in Italia. Ci racconta l’inizio di questa realtà professionale?

La passione è nata molto tempo fa, agli inizi della mia carriera lavorativa, quando alla fine degli anni '80 cominciai a misurare il fenomeno relativo alla presenza di immigrati nella città di Cagliari, raccolsi una serie di dati che mi permisero di evidenziare che l’1% dei residenti era di altra provenienza. Fu una scoperta per tutti, compresi i miei superiori e gli Amministratori; per me fu l’avvio di un percorso professionale e umano veramente importante insieme alla scoperta di una grande verità: chi vuole occuparsi di salute per la Comunità non può e non deve ignorare i fenomeni che la caratterizzano. Il fenomeno migratorio era presente ma ignorato e dunque non governato, bisognava occuparsene. L’apertura dell’ambulatorio, la creazione di un centro di orientamento, l’ambulatorio di Strada arrivarono dopo molti anni di lavoro e di impegno nell’evidenziare la crescita del fenomeno migratorio e l’esigenza di dare risposta ai bisogni di salute di una parte della popolazione presente ma invisibile, portatrice di fragilità e nel contempo di grandi valori umani e culturali. In tutto questo è andata ad inserirsi la grande fortuna dell’aver incontrato persone speciali, i miei Colleghi appunto, che hanno offerto la loro esperienza e grande umanità in questo progetto, al quale va riconosciuto il grande valore d’essere il prodotto di tante professionalità unite armoniosamente da un grande obiettivo comune: garantire il Diritto alla Salute.

intervista a equpe medica

Quali sono le motivazioni sue e dei suoi colleghi che la spingono a divulgare l’esperienza?

Certamente non la volontà di incensarsi, anzi abbiamo temuto tutti, io per prima, che questo potesse accadere. L’obiettivo era ed è quello di “usarci” per dare voce alle persone che avevamo incontrato e alle quali non viene data la possibilità di raccontarsi . Noi siamo testimoni di un dramma umano di grandi proporzioni, 22.000 persone sbarcate in questi anni a Cagliari. Abbiamo messo le mani sulle ferite, assistito al dolore del corpo e dell’anima di bambini, donne e uomini. Abbiamo visto e imparato che la sofferenza, pur esprimendosi in forme diverse, ci unisce comunque tutti , come l’amore, e ci consente di comunicare pur appartenendo a culture tanto diverse.

Come può essere contrastata, a suo avviso, la strumentalizzazione politica sul problema dell’immigrazione?

La strumentalizzazione del dolore a fini politici è quanto di più infimo si possa pensare e nessuna società civile che si rispetti può accettare che questo venga fatto senza suscitare grande indignazione. Non è un fenomeno di oggi, credo faccia parte della storia dell’uomo, laddove vi sia un terreno culturale basso, o meglio, una notevole disinformazione sull’argomento. E’ storia dell’uomo del resto, non è una novità e non è neppure nuovo il fatto che solo i testimoni diretti abbiano la risorsa giusta per diffondere la conoscenza e consentire, dunque, a chi adeguatamente informato, di fare le proprie scelte in piena consapevolezza. Ecco perché chi ha visto deve raccontare.

Quali appuntamenti avete in programma?

Mille colori di umanità è anche reading con i colleghi Caterina Anna Melis e Andrea Manfredi.

I proventi del libro andranno in beneficenza. Siamo stati a Cagliari al Banco di Sardegna, alla libreria Tiziano, a Iglesias al teatro Electra, a Pirri in casa Saddi, e all’Agorà di Abbasanta. Il 19 prossimo a Milano alla libreria Cultora, il 5 Dicembre a Pula. Altri Comuni della Sardegna e della Penisola hanno già chiesto la presentazione per il prossimo anno.

Dobbiamo ringraziare l’Editore Carlo Delfino perché ha avuto fiducia nella nostra proposta e Giulia Zuddas che ha curato con grande maestria l’editing del libro mettendo insieme i diversi autori. La prefazione è a cura del noto musicista Paolo Fresu.

Con lei sfoglio il libro, passa in rassegna situazioni, volti, le sue parole sono commosse. Leggiamo insieme e mi fermo sulla voce che racconta “Il primo sbarco”: Si può passare una vita intera a discutere di politiche migratorie, di protocolli internazionali e quote di ri-assegnazione (…) Quando dal porto guardi una nave che si avvicina, tutto diventa istantaneamente chiaro. Ecco, io al porto, mentre mi preparavo a gestire il primo sbarco, ho capito, ma capito davvero, che se mi trovavo sulla banchina e non sulla nave era solo per un accidente del destino.

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