Domenica, 16 Dicembre 2018

 Raccontando la Sartiglia è un progetto della fondazione Sa Sartiglia nato per approfondire la conoscenza dell’antica e famosa giostra. Esso prevede incontri culturali con studiosi ed esperti, per dibattere su tradizioni, usi e costumi dell'antico torneo.

di Mario Virdis

Ebbene, nell’ultimo numero (il n. 70) di Quaderni Oristanesi, la rivista semestrale di cultura fondata da Don Peppino Murtas nel lontano 1982 (che ora porta il nome di Monti Prama), è presente un bell’articolo di Maurizio Casu dal titolo La Sartiglia nella storia della Città di Oristano.

Nell’incontro del 7 Aprile, organizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Oristano e la casa editrice PTM presso la Pinacoteca C. Contini in Via S. Antonio, si è discusso proprio di questo importante numero della rivista.

quaderni oristanesi fondazione sartiglia2 numero 14 2018

Ad aprire i lavori il presidente della fondazione Sa Sartiglia Angelo Bresciani, che dopo i saluti a lasciato campo libero agli esperti. Il direttore della rivista, Gian Matteo Corrias, ha ricordato l’importanza culturale del cartaceo, fondato oltre 35 anni fa. Ne ha riepilogato la lunga e tormentata vita, partendo dal fondatore, don Peppino Murtas, dal primo successore, il prof. Giorgio Farris, e chi, dopo la sua morte, ne ha proseguito l’attività: Gigi Sanna, fino a lui, attuale direttore.

 Dopo l’intervento di Corrias si sono avvicendati al podio Gigi Sanna, che ha ripercorso il suo periodo di direzione della rivista, seguito da Maurizio Casu, chiamato a riepilogare quanto scritto sulla rivista. Il professor Casu ha detto di aver voluto ripercorrere, seppure in sintesi, la lunga storia della grande giostra equestre. Nel suo preciso intervento ha riepilogato il grande lavoro di studio portato avanti da diversi studiosi, in particolare negli ultimi anni, con ricerche approfondite sulle origini del torneo. Ha ripercorso la storia dei Giudicati, un periodo nel quale la Sartiglia non era un gioco carnevalesco ma un torneo nobiliare, che festeggiava ricorrenze di grande importanza. Torneo gestito dalla città, che ne finanziava lo svolgimento. Successivamente la Sartiglia passò nelle mani dei Gremi che la organizzarono su delega.

Casu ha anche evidenziato i tanti vuoti storici ancora esistenti, che non consentono di scrivere per intero la storia del torneo,RACCONTANDO LA SARTIGLIA anche se lentamente le tessere stanno andando a completare un puzzle ancora non del tutto chiaro. Vuoti storici spesso riempiti dalla tradizione orale, ha aggiunto, come quella relativa a Su cungiau de sa Sartiglia, l’appezzamento di terreno che il canonico Dessì lasciò in eredità per il mantenimento e il finanziamento della giostra nel tempo.

In realtà, ha detto Maurizio Casu, seppure non comprovato da documenti, questo lascito è sicuramente esistito. Nel 1883, questo è certo, il Gremio dei contadini fece la permuta di un terreno noto come “Canonico Dessì”, posto in località Serra Fraus, con un altro appezzamento. Terreno, quello riferito alla Sartiglia, identificato nella scuderia dei fratelli Cozzoli, che alla Sartiglia hanno dato due grandi cavalieri che hanno ricoperto anche il ruolo di Componidori: Luigi e Anna Dina Cozzoli.

Negli intervalli tra i vari oratori, Pino Porcu ha letto magistralmente alcuni brani tratti dai primi Quaderni Oristanesi: alcune riflessioni di don Peppino Murtas e di Giorgio Farris (tratte dai numeri 25 e 28), dedicate alla Sartiglia. Anche il finale è stato appannaggio di Porcu che, dopo aver ricordato che don Peppino Murtas era anche un gran poeta, ha letto una sua bella poesia, sempre relativa alla Sartiglia. Una saluto in vero stile oristanese ha posto fine all’incontro: è stato offerto a tutti un bicchierino di ottima vernaccia con i mostaccioli.

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