Domenica, 19 Aprile 2026

La Nazionale Italiana Calcio Trapiantati ha battuto per 2 a 1 la Spagna laureandosi Campione d’Europa lo scorso ottobre in Francia...

di Laura Mastinu

La squadra azzurra è un’Associazione di Promozione Sociale formata da persone a cui è stato trapiantato cuore, fegato, rene, polmone, midollo osseo e cornea.

Il 16 gennaio il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto conoscere personalmente i giocatori e ringraziarli per l’impegno e la passione nel portare avanti il messaggio della Donazione.

Persone gravemente malate vivono lo scorrere dei giorni nell’attesa di un Dono. È un tempo difficile in cui la speranza e la paura si rincorrono e il desiderio di vivere corre parallelo allo sconforto: la sopravvivenza è legata alla morte di un’altra persona.

Il trapianto è l’unica terapia, un grande dono grazie al quale la maggior parte dei pazienti riprende un’esistenza vicina alla normalità.

L’intervento è complicato, ma dà risultati importanti, si può persino praticare sport e portare avanti una gravidanza.

L’attività sportiva ha implicazioni positive perché porta ad acquisire forte autostima, fissare nuovi obiettivi, reagire alla stanchezza.

Carlo è un giovane atleta di Settimo San Pietro, nella nazionale di calcio trapiantati dal suo esordio, avvenuto in occasione di un memorial, nel settembre 2014.

carlo nazionale trapiantati

Da allora partecipa a tutte le partite senza mai fermarsi e il legame con la squadra è diventato molto forte (continuità territoriale permettendo).

Da ragazzo era uno sportivo. Per anni aveva giocato a calcio con determinazione e passione, tra un successo e l’altro, fino alla partita più importante della sua vita: quella contro la malattia. A causa di un virus, il suo fegato era ormai all’ultimo stadio e non si rigenerava più; l’unica possibilità si chiamava trapianto. Dopo lunghe sofferenze, all’improvviso un donatore. Sette ore di intervento, poi Carlo si sveglia e inizia una nuova esistenza.

Ha vinto una partita difficile. Pian piano sta riprendendo le forze, adesso vuole tornare a giocare sul campo di calcio.

Ricomincia con spirito e motivazione nuovi: vuole essere una testimonianza immediata del successo del trapianto, un simbolo che infonda fiducia ed energia e stimoli chi si trova nella condizione che lui ha vissuto.

Lo sport può contrastare l’insorgere di molte patologie e contribuire alla cura. Da anni il Centro Nazionale Trapianti è impegnato a verificare gli effetti positivi dell’attività fisica e promuove studi per migliorare la qualità di vita.

Nell’ambito del progetto Trapianto… e adesso sport si è dimostrato attraverso studi clinici che l’esercizio fisico previene le patologie metaboliche, cardiovascolari e osteoarticolari causate dalla terapia farmacologica. I test sui pazienti trapiantati attestano che un programma di attività fisica personalizzato migliora i parametri fisiologici. Il coinvolgimento di specialisti e medici dello sport può favorire la diffusione di questa pratica.

nazionale trapiantati mattarella

Carlo è sceso in campo per confermare il desiderio di riprendere la vita di sempre, per tornare a essere come gli altri o addirittura più degli altri. Per lui e i suoi compagni di squadra giocare in Nazionale è un modo nobile per ringraziare, ricordare, vivere. Lo fa per se stesso, ma anche per chi ha donato.

Oltre alle partite di calcio, la Nazionale organizza manifestazioni per promuovere la cultura della Donazione e l’attività fisica per tornare a una vita normale.

Dopo l’onore e l’emozione di essere ricevuti dalla più alta carica dello Stato, per Carlo e compagni comincia una nuova attesa: a settembre del 2020 saranno a Cesenatico per i primi campionati Mondiali.

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