Sabato, 16 Maggio 2026

ABC… della Liturgia. Spunti di riflessione e qualche consiglio per le nostre assemblee. L come Liturgia delle Ore: pastori e fedeli uniti nella Lode al dio della vita...

di Tonino Zedda

Vuoi custodire e alimentare nel tuo stato di vita lo spirito di orazione e adempiere fedelmente l'impegno della Liturgia delle Ore, secondo la tua condizione, insieme con il popolo di Dio per la Chiesa e il mondo intero? (dal rito di Ordinazione del diacono)

 Il Concilio Vaticano II ha chiesto, con grande insistenza, che la preghiera fosse restituita a tutta la Chiesa: la preghiera, infatti, non può essere esclusiva peculiarità dei religiosi o del clero, ma è dovere e impegno di tutto, e per tutto il popolo di Dio. Prima della Riforma, pur non essendoci un unico metodo universale, lo schema generale era pressoché lo stesso (tutt’ora valido almeno per le principali famiglie monastiche), contemplava sei momenti di preghiera diurni: le Lodi (al sorgere del sole), la Prima (alle 6), la Terza (alle 9), la Sesta (alle 12), la Nona (alle 15) e i Vespri (al tramonto del sole), una preghiera prima di andare a dormire (la Compieta) e tre momenti di preghiera notturni (le Vigilie), che vennero poi riuniti nell’Ufficio chiamato Mattutino. L’usanza della Liturgia delle Ore si diffuse rapidamente anche al di fuori dei monasteri. Nel Medioevo iniziarono a circolare sintetiche raccolte dette Breviari, che contenevano i testi da recitare nelle varie Ore. Con la riforma del Vaticano II, la preghiera è stata semplificata: l’ora Prima è stata eliminata, il Mattutino è diventato l’Ufficio delle Letture e può essere recitato in qualsiasi orario, le Ore Terza, Sesta e Nona sono state unificate nell’Ora media, con la possibilità di scegliere in quale orario recitarla. Il Concilio ridusse anche la struttura della Liturgia della Ore suddividendo i 150 salmi in un ciclo di 4 settimane, detto Salterio, anziché in una sola settimana, ed eliminandone alcuni salmi o parti di esso considerati per linguaggio e contenuti poco evangelici. La Compieta è invece organizzata su una singola settimana. Sempre il Concilio Vaticano II ha ribadito che diaconi, presbiteri e vescovi debbano celebrare la Liturgia delle Ore nella sua forma integrale (per i diaconi permanenti è sufficiente pregare le Ore maggiori), la vera novità riguarda i fedeli, essi vengono caldamente esortati a celebrare ogni giorno almeno le Lodi (all’inizio della giornata) e i Vespri al tramonto. Per i ministri sacri celebrare la Liturgia delle Ore è un obbligo personale, anche se lo fanno da soli. Loro dovere è mantenere vivo e costante l’impegno della Chiesa di pregare ogni giorno, incessantemente. Il vescovo fa le veci di Cristo, come sacerdote supremo e pastore per tutto il gregge. La vita spirituale dei fedeli dipende da lui, e dunque deve essere sempre il primo nella preghiera, anche quando si trova da solo. Quando celebra la Liturgia delle Ore per la comunità, lo fa a nome di tutta la Chiesa, così come i presbiteri lo fanno per invocare la protezione di Dio su tutti i fedeli a loro affidati. Questo compito è importantissimo per tutti i sacerdoti, soprattutto se sono parroci, ai quali è concesso di tralasciare le Ore solo in casi di grave impedimento. Possiamo dunque riassumere schematicamente la Liturgia delle Ore in questo modo, dividendole tra Ore maggiori (o canoniche) e Ore minori: Ufficio delle Letture (è una delle Ore minori, che un tempo si chiamava Mattutino, e che può essere celebrato in qualsiasi orario); Lodi (una delle Ore maggiori, da celebrare all’inizio della giornata); Ora Media (una delle Ore minori), Vespri (la seconda delle Ore maggiori, da recitarsi al crepuscolo o prima di cena) e la Compieta (una delle Ore minori, le preghiere da recitare prima di andare a dormire). Dopo oltre mezzo secolo dobbiamo constatare che, mentre perdurano tante devozioni e preghiere popolari, la Liturgia delle Ore (cioè la più autentica preghiera della Chiesa) in moltissime comunità è una chimera.

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