Martedì, 19 Marzo 2019

Progetto1

ABC… della Liturgia. Spunti di riflessione e qualche consiglio per le nostre assemblee. L come Luoghi per la celebrazione:ambienti umani per vivere azioni di grazia...

di Tonino Zedda

Nella scelta degli elementi per l’arredamento della chiesa si curi la verità delle cose e si tenda all’educazione dei fedeli e alla dignità di tutto il luogo sacro (OGMR 292). Bisogna però anche sottolineare che il gusto attuale alla semplicità non deve assolutamente far disperdere il patrimonio storico delle chiese, né confinarlo necessariamente nel deposito parrocchiale (CEI, L’adeguamento delle chiese secondo la Riforma liturgica, n. 42).

 

Nel precedente contributo ho sottolineato la fondamentale verità del fatto che, il luogo primario dell’incontro col Dio di Gesù Cristo, è l’assemblea dei fedeli strutturata in forma ministeriale come un corpo, una costruzione fatta di pietre vive. Talvolta succede però che questa verità venga dimenticata o messa in subordine: con il battesimo, i cristiani sono inseriti in un corpo e costituiscono insieme il tempio del Dio vivente. Il luogo del culto è allora il corpo di Cristo nella sua epifania primaria: l’assemblea convocata e radunata nel suo nome per ascoltare la sua Parola, per pregare e ringraziare, per suggellare nell’Eucaristia la sua comunione al corpo di Cristo, per manifestare la sua unità nella varietà e nella carità. D’ora in poi il tempio è lì e basta questo per essere luogo di culto. Sottolineiamo però che, quest’assemblea cristiana, ordinariamente ha bisogno comunque di un locale per radunarsi. E fin dall’inizio essa ha cercato di sistemarsi in un luogo e, non appena ha potuto, ha costruito edifici per il suo culto: basiliche, chiese piccole o chiese cattedrali, di forma quadrata, rotonda o rettangolare, sotterranee o su alture. Analizziamo ora gli spazi che costituiscono una chiesa prendendo come esempio la cattedrale. È la chiesa più significativa della diocesi. Il nome deriva dal termine che designa il ruolo principale del vescovo: insegnare e ammaestrare i fedeli. La cattedra, di solito, è ben visibile nell’aula liturgica. Lungi dall’essere un trono, essa è semplicemente la sede (o il seggio) da dove il vescovo esercita la presidenza durante l’assemblea liturgica. Di legno, di pietra, di marmo, di metallo poco importa: deve essere un segno visibile, deve cioè far vedere il vescovo a tutti i presenti; da questo seggio il vescovo guida la preghiera del suo popolo e lo istruisce come maestro e pastore. La cattedra è un bene identitario indispensabile in ogni chiesa diocesana. Durante un convegno di studi chiesi al famoso storico e liturgista Crispino Valenziano, come mai nella basilica di san Pietro a Roma non ci fosse una cattedra (la cattedra in bronzo, sorretta dai padri della chiesa, in alto sulla gloria del Bernini evidentemente è solo un richiamo artistico all’apostolo Pietro, ma non ai suoi successori): il professore mi dette una risposta acuta e luminosissima: nella Basilica di San Pietro non c’è cattedra perché la cattedra è il Papa stesso, nel momento in cui guida il gregge di Cristo come suo vicario. I luoghi sono segni come sono segni le persone… indispensabile è conservare la verità del segno nella fedeltà a Cristo. La zona presbiterale, dove di solito prendono posto l’Altare, l’Ambone e la Cattedra, è chiamata Bema. Questo termine, che deriva dal greco, nel mondo classico definiva sia una unità di misura (il passo) sia, in senso traslato, un luogo sopraelevato nel tribunale, dal quale prendevano la parola gli oratori della difesa e dell'accusa. Il secondo di questi significati sembra trasferirsi nella liturgia cristiana dei primi secoli, specie nella Chiesa orientale, per definire il luogo dal quale l'officiante prendeva la parola durante la celebrazione, per la proclamazione delle letture o semplicemente per rivolgersi ai fedeli. Già nella liturgia ebraica esisteva un termine simile, col medesimo significato rituale: il bimah, esso definiva, nelle sinagoghe, una sorta di piattaforma elevata, di due o tre gradini. La rilevanza del bimah è quella di dimostrare che il lettore è la persona più importante in quel momento preciso e rendere, inoltre, più facile l’ascolto dellaTorah. Questo luogo per la proclamazione e la predicazione dei ministri finì per identificare, in senso più generale, tutta la zona dell'edificio di culto riservata al clero - quella cioè che ospitava l'altare, la cattedra episcopale e i sedili per i concelebranti. In questo senso il bema assunse presto la forma di uno spazio che separava l'abside e la zona immediatamente antistante dal resto della chiesa.

(continua)

 

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