Lunedì, 25 Maggio 2026

Il territorio della nostra Arcidiocesi è uno scrigno di tesori di storia, archeologia, paesaggi e spiagge che i turisti di casa e di fuori possono visitare in tanti modi: a piedi, in bici, in scooter e, perché no, anche in treno. Da qualche anno, infatti, sono nuovamente attive alcune tratte del Trenino Verde.

di Rita Valentina Erdas


 

La linea, lunga 600 km, fu costruita a fine '800 per collegare l'interno, aspro e sconosciuto, con le coste. Un'esperienza indimenticabile di turismo lento, lungo la linea ferroviaria a scartamento ridotto più lunga d'Europa, dove i visitatori faranno un viaggio indietro nel tempo su antiche carrozze, al ritmo dello sferragliare sulle rotaie. I viaggiatori potranno ammirare paesaggi immersi nel verde, tra vallate selvagge, foreste ricche di fauna selvatica, gole profonde attraversate da ponti e raggiungere il cuore dell'Isola, scoprendo luoghi spesso sconosciuti e fuori dalle classiche mete turistiche. Quattro i percorsi disponibili da metà giugno agli inizi di settembre; uno di questi attraversa i territori della nostra Arcidiocesi: la tratta Mandas-Isili-Sorgono. Il percorso parte dalla stazione di Mandas e giunge fino a Sorgono, attraversando i suggestivi pendii del Sarcidano fino alle montagne della Barbagia-Mandrolisai. Il viaggio, della durata di circa tre ore, fa tappa in diverse stazioni (in base al pacchetto scelto), nelle quali è possibile sostare e fare un tour guidato per ammirare le bellezze naturalistiche e archeologiche dei territori attraversati: Isili, Nurallao, Laconi, Meana Sardo, Belvì, Aritzo, Desulo, Tonara e Sorgono. Ecco alcune tappe.

Stazione di Isili
Adagiato su un altopiano a circa 500 m d'altitudine, nella regione del Sarcidano, Isili è un centro agro-pastorale e artigianale, famoso per la lavorazione del rame la cui tradizione rivive nel Museo dell'Arte del rame e del tessuto in cui i manufatti in rame sono accostati ai tappeti dai colori variopinti prodotti dalle abili mani delle donne isilesi. Fino agli anni '70, infatti, Isili era la capitale della lavorazione del rame con oltre 50 artigiani ramai che comunicavano tra loro con il tipico gergo chiamato romaniska o arbareska. Il territorio offre vari itinerari naturalistici e archeologici, da percorrere sia a piedi che in bici, e pareti scoscese dove fare arrampicate. La stazione di Isili fu costruita su progetto della Società italiana per le strade ferrate secondarie della Sardegna e inaugurata nel 1881-82: doveva collegare Cagliari con il Sarcidano e il Mandrolisai. Nel 1915 fu costruita la stazione di Sarcidano per realizzare la diramazione per Villacidro: oggi dismessa, rimane solo la piccola stazione sulle sponde del lago. Chi giunge a Isili con il Trenino Verde, potrà ammirare il nuraghe Is Paras, uno tra i meglio conservati del territorio, che costituiva un baluardo di difesa per la valle del rio Mannu: posizionato sulla sommità di una collina, il suo maestoso bastione custodisce una camera la cui cupola (tholos) è tra le più alte finora ritrovate. Gli appassionati di arrampicata possono cimentarsi nelle pareti a strapiombo della gola di Is Barroccus, dove si trova la diga omonima che convoglia le acque del rio Mannu, creando il lago di San Sebastiano, in cui è possibile praticare pesca sportiva ed escursioni in canoa.

Stazione di Nurallao
Posizionato tra due colline calcaree, al confine tra le provincie del Sud Sardegna e di Nuoro, Nurallao è rinomato per l'antica produzione di calce, di tegole e di vasi, grazie ai giacimenti di argilla presenti nel territorio: qui si possono ancora vedere le cave dismesse, come quella di Niachili e numerose fornaci, tra cui Funtana 'e susu, interessanti esempi di archeologia industriale. Le attività artigianali, fino agli anni '60, erano in stretta connessione con le Ferrovie Complementari, la cui stazione oggi è tappa del Trenino Verde e luogo di accoglienza e di ristoro per i viaggiatori che, da qui, possono partire per visitare le bellezze del territorio. Tra queste, la tomba dei giganti di Aiodda situata a circa 3 km dal centro abitato in un'area densa di testimonianze archeologiche, che si distingue per la presenza, all'interno della camera sepolcrale, di una statua menhir in cui è rappresentata una figura maschile con pugnale; altri menhir sono presenti nell'area circostante. Da visitare anche il parco di Funtana is Arinus, immersi nei boschi di querce, lecci e macchia mediterranea: qui il rio Sarcidano forma diverse cascate, la più famosa quella di su Craddaxioleddu che, nei periodi di piena, forma un salto di circa 15 metri. Proseguendo nel tragitto del Trenino Verde, si fa tappa nella stazione di campagna di Cignoni, un tempo utilizzata per il trasporto dell'argilla e della calce, ora aperta solo a fini turistici. Il viaggio prosegue verso Sorgono, costeggiando la sagoma inconfondibile della Giara di Gesturi.

Stazione di Sorgono
Posizionato al centro dell'Isola, tanto che alcuni lo chiamano l'ombelico della Sardegna, sul versante occidentale del Gennargentu, Sorgono è circondato da boschi di conifere, lecci, castagno, noccioli e macchia mediterranea che ospitano diverse specie di fauna selvatica tutelate nella riserva di Santu Loisu. Il suo territorio, che offre paesaggi montani e panorami sugli altipiani di Serra Longa e Iscalas, è attraversata da sentieri di trekking e dalla linea ferroviaria del Trenino Verde che qui fa capolinea. La stazione conserva ancora le caratteristiche dell'architettura ferroviaria di fine '800. Il centro storico custodisce alcuni palazzotti signorili, tra cui un edificio seicentesco che ospita il Museo dei segni sul legno dove si conserva una collezione di oggetti, macchinari e utensili donata dalla famiglia di Antonio Sau, maestro del legno e artista dell'intaglio. Nel giardino interno fa bella mostra di sé Funtana Lei, una fontana in stile tardogotico. Fuori dal centro abitato si trovano diversi luoghi di culto: il più importante è il santuario tardogotico di San Mauro, circondato dai muristenes, sulla cui facciata si può ammirare il più grande rosone gotico dell'Isola. Numerose le testimonianze del passato, tra cui spicca il parco archeologico di Biru 'e Concas che custodisce una tra le più alte concentrazioni di menhir del Mediterraneo: all'interno di una muraglia che delimitava l'area sacra, si trovano circa 200 menhir, alcuni integri altri ridotti in pezzi, disposti singolarmente, a coppie o a piccoli gruppi e in circa 20 allineamenti e circoli.

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