Domenica, 25 Febbraio 2024

Finalizzato a contenere la lotta all’inflazione e rivolta alle fasce economicamente più deboli, attraverso una carta distribuita da Poste italiane, verrà erogato un contributo di 382,50 euro per l’acquisto di generi alimentari di prima necessità.


La creazione normativa è prevista dalla Legge di Bilancio tramite l’istituzione di un fondo specifico di 500 milioni di euro pensato per le necessità dei singoli. La carta Dedicata a te nasce come proposta sperimentale e con possibilità di rinnovo in periodi successivi. La carta si presenterà come una ben nota tessera Postepay, perciò una carta elettronica prepagata, che verrà ricaricata di 382,50 euro da destinare esclusivamente e principalmente all’acquisto di generi alimentari.

A partire dal 18 luglio i Comuni, individuati per essere i migliori attuatori dell’iniziativa, invieranno le comunicazioni ai beneficiari della carta risparmio spesa contenenti le indicazioni per il ritiro delle carte presso gli Uffici postali. Il contenuto della misura prevede un solo contributo economico per nucleo familiare. La mancata effettuazione del primo pagamento entro il 15 settembre 2023 comporta la non fruibilità delle carte e la conseguente decadenza del beneficio. Il contributo è destinato all’acquisto dei soli beni alimentari di prima necessità, con esclusione di qualsiasi tipologia di bevanda alcolica, e può essere speso presso tutti gli esercizi commerciali che vendono generi alimentari, aderenti ad apposita convenzione. I requisiti economici per poter ricevere la carta, non essendo infatti il singolo beneficiario a doversi attivare per ricevere la Postepay, sono definiti nel possesso di un indicatore della situazione economica equivalente (Isee) non superiore a quindicimila euro.

La selezione dei beneficiari è stata fatta perciò a monte da parte dell’Inps, tramite i criteri di individuazione dei beneficiari del contributo economico indicati nel decreto del 18 aprile 2023. Pertanto, i beneficiari del contributo sono individuati tra i cittadini appartenenti ai nuclei familiari, residenti nel territorio italiano, in possesso di due requisiti. Il primo: iscrizione nell’Anagrafe della popolazione residente (comunale). Il secondo: titolarità di una certificazione Isee ordinario, in corso di validità, con indicatore non superiore ai 15mila euro annui.

Si evidenzia, però, come il contributo venga escluso a espresse categorie di cittadini, tra i quali i percettori di reddito di cittadinanza o di altra misura di inclusione sociale, sostegno alla povertà o in cui almeno uno dei componenti sia percettore di assicurazione sociale per l’impiego-Naspi e indennità mensile di disoccupazione.

La misura pubblicizzata risulta necessaria, ma comunque insoddisfacente. Risulta evidente come l’aiuto economico si riveli indispensabile proprio perché non sono state create altre misure sociali e di sviluppo lavorativo più coinvolgente. Viviamo da anni situazioni emergenziali, in cui sembra che l’unica soluzione rimanga un diretto e concreto aiuto economico, come se le singole persone fossero prive di capacità e professionalità per non elemosinare sempre qualcosa. A quanto pare per ora funziona così, sperando che possa essere un reale beneficio per i destinatari, anche se minimo.

Francesco Pettinau


 

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