La sedentarietà, anche se non rappresenta di per sé una malattia, è correlata a una serie di disturbi e patologie sicuramente evitabili con lo sport o comunque con l'esecuzione abituale di un po' di moto. Uno di questi disturbi è la sindrome ipocinetica o sindrome da immobilizzazione.
di Alessandro Cabiddu
Per quale motivo si manifesta questa sindrome?
Il tutto è determinato dall'assenza pressoché totale di attività fisica, aspetto che accomuna quasi la metà della popolazione italiana a causa di uno stile di vita improntato sul lavoro (che già di per sé è spesso sedentario), sull'utilizzo dei social network, videogiochi ed elettronica in generale. Escludendo le persone impossibilitate da malattie che impediscono il movimento, tra cui gli anziani, è essenziale effettuare attività fisica a partire dalla giovane età, abituando il fisico al movimento e allontanando lo spettro della sedentarietà.
Immagino che proprio gli anziani siano le persone più a rischio.
Esattamente, infatti la loro mobilità, non solo è ridotta a causa del fisico logorato dall'età, ma anche da patologie croniche tipiche dell'anziano che, spesso, lo costringono a letto. Per esempio possiamo avere malattie neurologiche (tra cui demenza e depressione), cardiovascolari, dell'apparato locomotore e pneumologiche. Consideriamo inoltre che ci sono diverse condizioni, non patologiche, che possono causare un ridotto movimento: la solitudine, la paura di cadere, ostacoli architettonici, indigenza, assenza di ausili per facilitare la camminata (come i deambulatori).
In che modo la sedentarietà è coinvolta nella sindrome ipocinetica?
Se il nostro corpo non si muove in modo adeguato perde, a poco a poco, la propria funzionalità. Fare poca attività fisica non solo può determinare molteplici malattie, come un aumento del peso corporeo (sovrappeso e obesità), diabete, tumori, patologie cardiovascolari e/o metaboliche, ma anche problemi dell'apparato osteoarticolare, compresa la muscolatura.
Come si manifesta tale sindrome?
I movimenti degli arti, camminata compresa, sono impacciati, rallentati, con rigidità delle articolazioni e deficit della coordinazione. La forza fisica si riduce (ipostenia) anche a causa della perdita della massa muscolare (ipotrofia), con ridotta o assente autonomia del movimento. Si possono avere, inoltre, debolezza, deformazioni, fragilità dell'apparato locomotore (muscoli, tendini, ossa e cartilagini) e piaghe da decubito. Non di rado vengono coinvolti anche altri apparati con molteplici patologie: osteoporosi, deficit neurologici, pressione bassa, depressione, riduzione della capacità respiratoria, stipsi o incontinenza, riduzione dell'appetito (con conseguente malnutrizione e disidratazione). Come possiamo notare, certe patologie possono essere sia la causa sia la conseguenza della sindrome ipocinetica. In seguito allo stile di vita attuale queste situazioni, anche se in modo meno marcato, si notano sempre più anche nei giovani, soprattutto per quanto riguarda la scarsa coordinazione e il deficit muscolare. La sindrome in questione può essere acuta ma anche cronicizzante, fino ad arrivare alla disabilità totale.
Può indicarci com'è possibile evitare di giungere alla sindrome ipocinetica?
L'unica soluzione reale, come detto in precedenza, è quella di svolgere una regolare attività fisica e uno stile di vita attivo già da bambini senza attendere l'età adulta, dove i problemi correlati alla sedentarietà potrebbero già essere iniziati. Quindi la terapia è preventiva e occupazionale. Il consiglio, soprattutto in caso di ridotto tempo a disposizione, è di camminare il più possibile utilizzando meno la macchina, soprattutto se il tragitto che dobbiamo compiere è breve. Inoltre introdurre l'abitudine di camminare almeno 30 minuti al giorno e di fare le scale al posto dell'ascensore sono altre azioni che possono fare la differenza. Se non ci sarà una modifica dello stile di vita assisteremo a un aumento delle malattie legate alla sedentarietà, tra cui appunto, la sindrome ipocinetica. Nell'anziano si deve evitare l'allettamento promuovendo, in caso di deficit deambulatorio, anche piccole attività. In caso di allettamento si deve effettuare una periodica mobilizzazione per evitare le piaghe da decubito, con utilizzo di letti appositi e mantenendo la cute asciutta e integra. Per questo sono essenziali una buona idratazione e alimentazione, mantenendo una corretta igiene corporea mentre, in alcuni casi, può essere utile il potenziamento muscolare attraverso l'elettrostimolazione.