L’8 marzo ricorre la Giornata Internazionale delle donne. Le origini di questa ricorrenza risalgono ai primi del Novecento, quando furono fatti i più importanti passi di rivendicazione e lotta pacifica per la conquista di quei diritti inspiegabilmente mai riconosciuti.
di Daniela Dalia
Discriminazioni nelle fabbriche, sfruttamento da parte dei datori di lavoro, salari inferiori a quelli degli uomini, diritto al voto e discriminazione sessuale: queste le principali leve motivazionali che spinsero le donne a proclamare le prime conferenze e le manifestazioni in piazza. Ufficialmente la giornata delle donne nasce nel 1909, negli Stati Uniti, quando cominciò a essere rivendicato il diritto al voto.
Nel 1917 le donne russe scesero in piazza al grido di pane e pace per chiedere la fine della guerra, avere di che sfamare la propria famiglia e chiedere che gli uomini, mariti, padri, fratelli, tornassero a casa. Nello stesso anno Vladimir Lenin istituì l’8 marzo come festività ufficiale. In Italia nel 1945, alla fine della guerra, l’iniziativa si consolidò e i movimenti femminili celebrarono la ricorrenza nelle zone dell’Italia liberate dal fascismo: nel 1946 venne estesa a tutta l’Italia. Il 1 febbraio 1945 fu sancito il diritto al voto per tutte le donne a partire dai 21 anni di età: uno dei più grandi traguardi raggiunti.
In seguito l’8 marzo fu scelto dai movimenti femministi per rivendicare i diritti negati: la parità di genere, l’accesso alla cultura, le pari opportunità nel lavoro, il diritto di partecipare alla vita politica in modo attivo, il diritto di operare scelte personali e autonome riguardanti la propria persona. Negli anni Settanta i movimenti femminili e femministi acquistarono più forza e si concentrarono su temi importanti quali l’aborto e il divorzio. Certo è che le profonde motivazioni culturali e sociali che spinsero i governi e la politica a istituire la Giornata internazionale delle donne, oggi appaiono lontane e un po' sbiadite.
Hanno assunto connotazioni abbastanza superficiali e consumistiche: fiori, cene, aperitivi, regali e, forse, promesse che purtroppo non sempre vengono mantenute e si trasformano spesso in violenza. Sempre troppe le donne maltrattate, umiliate, denigrate, usate e anche ammazzate. Tutte le conquiste si perdono in questi avvenimenti e rischiano di essere vanificate. Ma la forza delle donne non può essere vinta dalla comune prepotenza e dall’ignoranza. Ogni uomo nasce dal grembo di una donna: sono milioni le donne, conosciute e sconosciute, che si sono distinte in modo eccelso nella letteratura, nell’educazione, nella matematica, nella fisica, nella musica e nell’arte… in ogni spazio e in ogni tempo. Sempre, con coraggio e altruismo scavalcando e abbattendo i muri del pregiudizio e della discriminazione.
E poi... le nostre vicine di casa, le nostre mamme, le nonne e le sorelle. Le donne eroine nella semplice e complessa quotidianità, che spesso vivono nei silenzi e nell’indifferenza di molti. Quelle che, nella solitudine della loro casa, compiono i piccoli miracoli quotidiani. Eppure non è ancora piena la consapevolezza e la comprensione di ciò che comporta l’essere donna, madre, sposa, amica. Innumerevoli ruoli compresi in uno solo. Ogni giorno, non ogni tanto. Però una volta all’anno si ricorre alla celebrazione quasi ormai folcloristica, della Festa della donna.
Come se tutto potesse per un giorno, essere ignorato: violenze e disparità di genere. Le bambine e i bambini vivono con leggerezza la loro differenza di genere. Non hanno tabù o falsi pudori. Sono ugualmente gentili o scortesi con tutti e con tutte. Capita se ti è simpatica o no. Semplicemente vivono il loro ruolo di piccole persone. Le differenze vengono esaltate successivamente ma in senso peggiorativo, a scapito delle donne che finiscono per diventare il sesso debole. Davvero? C’è da sorridere pensando che la maggior parte degli uomini, non sopporterebbe la minima parte di ciò che la donna si trova ad affrontare, per esempio quando dà alla luce un figlio. Sarà perché ogni persona, appunto, nasce dal grembo di donna. Cresce accompagnata dal sorriso mentre viene allattata e accarezzata. Sarà perché anche Nostro Signore è nato dal grembo di una donna.
Sarà per tutto questo, che sovviene una riflessione: la Giornata internazionale sui diritti delle donne avrebbe senso e valore se il 25 novembre non si dovesse più celebrare la Giornata contro la violenza sulle donne. Nate da una costola di Adamo, che ancora la reclama!