Mercoledì, 01 Luglio 2026

Si è spento, il 12 gennaio, fratel Biagio Conte a soli 59 anni, dopo un lungo tempo di malattia. L'angelo dei poveri, così lo chiamavano tutti, è deceduto tra i volontari e gli ospiti della Casa di Palermo che lui stesso aveva fondato.

di Marta Gallon


Biagio, infatti, fu l’ideatore della missione Speranza e Carità, nata nella periferia di Palermo. È stato lo stesso missionario laico a raccontare, prima della sua morte, da dove nacque la sua idea di fondare questa missione.

Ha raccontato di aver sentito l'esigenza di lasciare Palermo e di rifugiarsi nei monti e nelle colline della Sicilia, alla ricerca della sua pace e, abbandonando le cose materiali, per vivere appieno la sua interiorità e spiritualità. Questa scelta di eremitaggio, lo ha portato a fare il pellegrino in varie parti d'Italia arrivando fino ad Assisi: nella sua strada ha incontrato poveri e trasandati, in loro rivede i poveri della sua Palermo.

Davanti alla tomba di San Francesco decise di ispirarsi alla sua semplicità e al suo approccio nei confronti dell'umanità ferita. Pian piano capiva qual era la sua missione: voleva andare in Africa o in India ma Gesù gli fece capire che doveva partire dalle strade di Palermo, dalla stazione centrale, tra i vagoni e le sale d’aspetto, i marciapiedi, le panchine, dove tanti fratelli dormivano e passavano intere giornate tra l’indifferenza più assoluta.

La società li chiama barboni, vagabondi, giovani sbandati, alcolisti, ex detenuti, separati, prostitute, profughi, immigrati, ma nel momento in cui Biagio ha sentito il coraggio di incontrarli e abbracciarli, lui ha avuto il bisogno di chiamarli fratelli e sorelle senza farli sentire inferiori o diversi. Era felice di vivere con loro alla stazione, di aiutarli e confortarli, si impegnava a portare loro thermos con latte e the caldo, panini e coperte per ripararli dal freddo.

Fratel Biagio bussò anche alla Curia di Palermo per chiedere aiuto: colui che lo accolse, allora era il Cardinale Pappalardo, decise di andare a celebrare Messa sotto i portici della stazione per spezzare il pane con gli invisibili e i dimenticati della storia. Biagio capisce che la sua vita sarà spesa con gli ultimi, divenendo lui stesso ultimo con loro, condividendone le stesse sorti e fatiche.

Nasce così la sua missione per rispondere all'incessante appello di Gesù nel vangelo a vestire chi è nudo, dare da mangiare a chi ha fame, accogliere lo straniero, visitare il malato e il carcerato. La sua morte ha avuto un forte impatto mediatico: sono state molte le persone che hanno scritto di lui. Non solo coloro che sono vicini al mondo ecclesiale ma chiunque ha saputo scorgere nella storia povera di quest’uomo, il senso della vita: donarsi all'altro. A pregare per lui, o a raggiungerlo per l'ultimo saluto, c'erano persone di diverse etnie e religioni, proprio per mettere in luce che nel suo tendere una mano fratel Biagio non badava a nulla se non al cuore.

C’è un’interessante riflessione presente in una pagina facebook che mette in risalto il suo stile di vita:

Due paradigmi opposti e il senso della vita, due vicende si intrecciano, quella di Matteo Messina Denaro, la sua cattura, la conferenza stampa e la gente che applaudiva; dall'altra la processione tra le vie di Palermo che si stringe intorno al feretro di Biagio Conte, una vita spesa per i poveri. Due vite parallele, 30 anni di fuga e latitanza da una parte, 30 anni di Missione di Speranza e Carità dall'altra. Una vita sterile che ha generato male e solitudine e una vita feconda, pienamente realizzata, che ha promosso il bene, creato comunità. Alla violenza fa eco l'impegno per la giustizia, nella carità. Era questo ieri il sentimento diffuso della gente che accompagnava Biagio Conte in cattedrale. Due paradigmi opposti e il senso profondo della vita.

Un post che ci aiuta a capire cosa alla lunga verrà ricordato e apprezzato: occorre sempre scegliere di stare dalla parte della giustizia e dei poveri. La profezia che lascia la morte del missionario è che tanta gente si ispirerà a ciò che lui ha lasciato e donato. La vita di fratel Biagio sarà feconda per sempre.

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