Domenica, 16 Agosto 2026

Con la ripresa delle attività scolastiche, i bambini e i ragazzi tendono a rivelare maggiormente i problemi di vista a causa della maggiore propensione alla lettura: in aula, durante lo svolgimento della lezione stessa (pensiamo a quando il bambino cerca di leggere ciò che è scritto nella lavagna), ma anche a casa durante lo svolgimento dei compiti. Approfondiamo ciò, perché è importante prestare attenzione a quei segni che possono indicarci deficit visivi nei più piccoli.

di Alessandro Cabiddu

Quali disturbi visivi possiamo riscontrare nei bambini?

I disturbi maggiori sono i vizi di rifrazione, causati di solito da una struttura anatomica non perfetta dell’occhio; questi disturbi interessano circa il 20-25% dei bambini e degli adolescenti e portano ad avere una visione sfocata degli oggetti, in quanto la luce non è perfettamente messa a fuoco sulla retina. Questa è una struttura nervosa situata nella parte posteriore dell’occhio su cui convergono la luce e gli oggetti che osserviamo, quindi è responsabile della visione corretta.

Può farci alcuni esempi?

Sono tre: ipermetropia, miopia e astigmatismo. L’ipermetropia, spesso congenita (ereditaria) quindi presente fin dalla nascita, è un disturbo che determina una difficoltosa visione degli oggetti vicini a causa di una riduzione della normale lunghezza dell’occhio (bulbo oculare) che porta l’immagine osservata a essere messa a fuoco non perfettamente sulla retina ma dietro di essa. La miopia, solitamente presente a partire dai 6-7 anni, è un disturbo visivo che ostacola la visione degli oggetti lontani, in quanto l’immagine osservata è messa a fuoco davanti alla retina. Può essere un problema ereditario, infatti, se entrambi i genitori sono miopi: vi è un rischio sette volte più alto che il bambino diventi tale; tuttavia incidono anche altri fattori come l’ambiente e lo stile di vita. L’astigmatismo è un’alterazione della forma della cornea molto comune nei bambini. In questo caso l’occhio ha una forma più ovale e quando la luce penetra nell’occhio non si distribuisce in modo uniforme, consentendo di mettere a fuoco solo una parte degli oggetti che osserviamo.

Ci può indicare, se presenti, quali sono le malattie oculari nei bambini non correlate ai vizi di rifrazione?

Certamente, anche perché esse stesse sono abbastanza frequenti. Sono essenzialmente tre: occhio pigro, strabismo, daltonismo. L’occhio pigro (ambliopia) è una riduzione della capacità visiva dell’occhio che non è data, come nei vizi di rifrazione, da un’alterazione della struttura anatomica dell’occhio, ma da un’anomalia nella trasmissione dello stimolo tra l’occhio e il cervello. Infatti, se gli occhi percepiscono due immagini differenti, il cervello prende in considerazione quelle trasmesse dall’occhio dominante, ignorando le informazioni provenienti dall’occhio più debole. Nello strabismo (visibile a partire dai sei mesi) vi è una deviazione degli assi visivi a causa di anomalie nei meccanismi neuromuscolari che controllano il movimento degli occhi. Ne deriva che gli occhi non sono ben allineati e non sono orientati nella stessa direzione. Il daltonismo (discromatopsia) è un’alterata percezione dei colori causata da un malfunzionamento delle cellule sensoriali deputate alla percezione dei colori.

I genitori come possono accorgersi dei problemi di vista dei bambini?

Se i bambini non si lamentano in modo chiaro del problema, perché troppo piccoli o perché per loro la situazione può apparire normale è chiaro che i genitori devono cogliere segnali più o meno chiari: mal di testa, alterazioni posturali per cercare di vedere meglio, continui ammiccamenti, fastidio della luce, forma degli occhi o delle palpebre alterate. Nella miopia il bambino tende a guardare da vicino la TV, avvicinare gli oggetti per leggerli, strizzare gli occhi. Nell’ipermetropia il bambino allontana gli oggetti per metterli a fuoco, si stropiccia gli occhi, ha mal di testa e gli occhi stanchi. Nell’occhio pigro assume posizioni anomale per leggere (tendono anche a confondere le parole e a saltarle), vi sono mal di testa e dolore cervicale con riduzione della capacità visiva. Nello strabismo il bambino inclina la testa da un lato, vede doppio (per questo tende a chiudere un occhio per mettere a fuoco) e gli occhi non si muovono nella stessa direzione contemporaneamente.

Quando consiglia di rivolgersi al medico?

Se vi sono anomalie come quelle appena elencate è doveroso rivolgersi al medico, in particolare all’oculista, per evitare uno sviluppo visivo e psicomotorio anomalo del bambino. Inoltre, a prescindere dai disturbi visivi, più o meno evidenti, sarebbe utile far eseguire una visita oculistica nei bambini a partire dai 3-4 anni, in modo da poter cogliere precocemente alterazioni della vista e attuare le tempestive correzioni, soprattutto se nella famiglia stessa sono presenti tali problematiche.

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