Martedì, 27 Settembre 2022

Il giorno del rinnovo del Governo si avvicina e la campagna elettorale si intensifica. Le incertezze sono tante e le incognite espresse da molti elettori ancora di più.


Tutto nasce da un sistema elettorale non limpidissimo, da un meccanismo di voto diverso per le due Istituzioni (Camera e Senato) e dalla confusione mediatica generata dalla diversa composizione che avranno le nuove Camere. Infatti, dopo la riforma costituzionale sul numero dei componenti del Parlamento, è iniziato, sin dall’inizio della campagna elettorale, uno sbracciarsi di candidati in cerca di un posto sicuro, ma la legge elettorale e la nuova riforma costituzionale sul numero dei parlamentari non aiuteranno a soddisfare le aspettative di tutti i candidati.

Di fatto, a oggi, viviamo una confusione e un’incertezza sul meccanismo di voto, per cui cerchiamo di capire la differenza tra collegio uninominale e plurinominale, il come si vota e il numero di rappresentanti parlamentari assegnato alla circoscrizione Sardegna.

Il sistema elettorale attivo a oggi in Italia è chiamato Rosatellum, dal sagace vezzo latineggiante e in onore del proponente della riforma elettorale, il relatore Ettore Rosato: un sistema di voto fumoso, però, per gli elettori, composto da un sistema misto maggioritario e proporzionale. Infatti la composizione del nuovo Parlamento sarà determinato da 147 seggi alla Camera e 74 al Senato che verranno assegnati con il sistema maggioritario, mentre i restanti 245 per la Camera e 122 per il Senato con il proporzionale.

La differenza tra i due sistemi è che i candidati espressi nel maggioritario saranno automaticamente eletti nel momento in cui riusciranno a raggiungere un solo voto in più rispetto agli altri candidati all’interno del collegio di appartenenza. Mentre il proporzionale consente l’elezione dei candidati indicati all’interno delle liste, la cui elezione sarà ripartita proporzionalmente ai voti presi all’interno della circoscrizione.

Per rendere più frizzante il meccanismo, i due sistemi di voto vengono applicati rispettivamente per due distinti collegi: il sistema maggioritario governerà l’elezione dei collegi uninominali; mentre il proporzionale determinerà le liste presentate nei plurinominali.
Perciò ciascuna scheda elettorale sarà composta da riquadri rettangolari con indicato in alto il nome del candidato uninominale. Tra questi risulterà eletto chi, nel collegio di riferimento, riceverà più voti.

Inoltre, all'interno del singolo riquadro, l'elettore si troverà alcuni nomi vicino ai simbolini dei partiti: questi sono i candidati delle liste bloccate del sistema plurinominale, eletti con il proporzionale. All’interno di questa sede di voto, l'elettore non potrà esprimere alcuna preferenza, ma verranno eletti in proporzione ai voti ricevuti nel collegio, nel tassativo ordine di lista (perciò l’ultimo nome indicato sarà quello che avrà meno probabilità di essere eletto, salvo percentuali di lista prossime al 90 per cento).

Arriviamo, quindi, al come si vota, ossia come cercare di esprimere la propria preferenza in modo che il voto non venga annullato e ritenuto invalido. Ci sono tre diversi modi per far valere il proprio voto:

  1. Nel primo caso, l'elettore può barrare il solo nome del candidato uninominale. In questo caso il voto è esteso anche alla lista: se, però, quel candidato si presenta con una coalizione di più liste (perciò con più simbolini indicati sotto quel nome), allora il voto verrà suddiviso in proporzione ai voti ottenuti in quel collegio;
  2. La seconda ipotesi è quella di barrare direttamente il simbolo del partito di gradimento, per cui il voto sarà esteso anche al candidato uninominale;
  3. Terza e ultima ipotesi ammessa sarà quando l'elettore deciderà di segnare sia il nome del candidato uninominale sia il simbolo della lista di riferimento.

In tutte queste ipotesi indicate il voto sarà sempre valido, mentre la circostanza in cui il voto potrà essere annullato, perché considerato non valido, si verificherà quando l'elettore barrerà il simbolo di un partito e il nome di un candidato uninominale non collegato a quella lista. Perciò non sarà possibile esprimere il cosiddetto voto disgiunto.
Inoltre, ultima novità di questa elezione sarà l’apertura al voto del Senato anche ai diciottenni, annullando la distinzione per età per le elezioni della Camera e del Senato.


Infine, un’ultima nota sulle elezioni dei nostri rappresentanti sardi. Per la Sardegna si passa da 25 a 16 tra deputati e senatori, su 600 rappresentanti: alla Camera dei Deputati, su undici seggi disponibili, quattro saranno attribuiti in altrettanti collegi uninominali (Cagliari, Carbonia, Nuoro, Sassari), gli altri sette in unico collegio proporzionale per tutta la Regione. Per il Senato, due seggi saranno attribuiti in due collegi uninominali (Cagliari, Sassari) e gli altri tre in un unico collegio proporzionale. Il numero dei rappresentanti isolani previsto è davvero basso: sarà sempre più alto il rischio che la Sardegna possa avere uno spazio ancora più marginale nelle scelte governative.

Francesco Pettinau

 

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