Venerdì, 27 Maggio 2022

 

Quattro i cammini tracciati con Komoot per Ghilarza. Qui vi proponiamo il terzo, che vi condurrà dal novenario di S. Michele a S. Serafino, passando per S. Giovanni. Gli altri tre sono: il primo, dalla parrocchiale a S. Serafino (11,6 km); il secondo li abbraccia tutti e quattro, con partenza da Trempu e arrivo a S. Serafino, passando per S. Michele e S. Giovanni (10,6 km); e, infine, il quarto, da S. Serafino a S. Michele di Tadasuni (10,6 km). Il terzo cammino è il più corto, facile e accessibile a tutti.


Da Ghilarza prendiamo la SP34. Percorriamo in auto 4,6 km prima di svoltare per altri 1,8 km lungo la stradina comunale. Parcheggiamo ed entriamo lungo il vialetto degli olivi, che ci parla di pace in questi tempi di guerra. Vi si affacciano 80 muristenes.

03 InCammino verso SanMichele

(In cammino verso San Michele)

Dopo 150 metri siamo a sa cortiza, un quadrilatero irregolare, che accog lie la chiesa di S. Michele con facciata in pietrame a vista. Una finestrella sulla porta, permette al pellegrino, nel caso questa fosse chiusa, di osservare l'interno, a mononavata, e scorgere, sull'altare, l’Arcangelo; il simulacro, di bottega sarda, schiaccia il diavolo mentre con la mano destra tiene la lancia e con la sinistra la bilancia. Da un documento del 1551, apprendiamo che qui sorgeva la Vila real de Sanct Miguel de Urri desplobada (crollata). 

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(Territorio di Ghilarza, la chiesa di San Michele)

Lasciato il villaggio, percorriamo la stradina per 1.230 metri; giunti al bivio, svoltiamo a sinistra e, dopo 680 metri, ci immettiamo in un antico sentiero sterrato, tra due muretti a secco: nei campi trionfa l’asfodelo in fiore.

Sbuchiamo lungo la SP34 e camminiamo lungo il ciglio stradale (350 m.), facendo attenzione alle auto. Pochi minuti e siamo dentro il villaggio di S. Giovanni. Dal 15 al 24 giugno è un pullulare di pellegrini, in occasione della novena e della festa. Dei quattro novenari è il più recente. I muristenes non superano la quarantina. La facciata è realizzata con blocchi di trachite; il campanile, a vela, è il più elaborato e maestoso dei quattro novenari.

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 (Territorio di Ghilarza, la chiesa di San Giovanni)

Lasciamo S. Giovanni e proseguiamo (1700 m.) con prudenza sulla SP34 verso S. Serafino. Lo raggiungiamo in 20 minuti. Restiamo colpiti dal numero dei muristenes, oltre 110, collocati a diversi livelli. Vi consigliamo di portarvi nella parte più alta del villaggio per ammirare panorami d’incanto e la chiesa, circondata dai tetti in tegola sarda dei muristenes: sullo sfondo, l’ansa del lago che disegna un profilo con tanto di cappello, naso e mento pronunciati.

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 (Ghilarza, vista sul Lago Omodeo da San Serafino)

Quando vi giungiamo per il sopralluogo, ci sono due londinesi. Siamo qui, ci dicono, per la centralità, la pace e la bellezza che il posto emana. S. Serafino è ricco di riferimenti sociali, artistici, culturali ed esprime il senso religioso della comunità ghilarzese attraverso i secoli; è il luogo ideale per ricuperare, nel silenzio, una dimensione alta della vita e del proprio cammino di fede. Ed è quanto vi auguriamo di sperimentare giungendo in questo paradiso. Perdetevi per recuperarvi, camminando, ammirando e lodando. Buen camino. 


San Serafino e le chiese ghilarzesi
Ghilarza, rispetto agli altri dieci paesi del lago Omodeo, è quello col maggior numero di novenari: 4; sono cinque, invece, le chiese del centro abitato. Anzi, tempi addietro, i novenari arrivavano a sette. Le quattro chiese campestri sono: S. Serafino (XIV sec.), S. Michele (1551), N. S. Maria Ausiliatrice di Trempu (1611) e S. Giovanni (XIX sec.). Nel perimetro del paese, ricordiamo: Madonna del Carmelo (prima metà XII sec.), S. Palmerio (XIII sec.), dal 2019 tappa della Via Martyrum; S. Giorgio (1386), S. Lucia (1402), la parrocchiale B.V. Immacolata (1872), che subentrò a quella di S. Macario (1533), infine Sant'Antioco (1577). Per svariati motivi, S. Serafino è ritenuta la Capitale delle chiese campestri del lago Omodeo, sia per l'antichità (VII sec.), di epoca bizantina, sia per gli elementi decorativi esterni del prospetto e del fianco meridionale, come la formella con Agnus Dei e l'albero diradicato, ritenuto il più antico stemma del Giudicato d'Arborea, sia per lo scenario sul lago, sia per il numero dei muristenes. Da qualche anno, inoltre, ad aprile, si tiene Muristenes in Beranu. Per la manifestazione accorrono migliaia di pellegrini e turisti desiderosi di respirare bellezza e immergersi nelle antiche tradizioni locali.


Il cammino in cifre

Lunghezza: km 4,17
Livello salita: m. 266 – discesa: m. 110
Difficoltà: facile; tipologia: lineare; tempo: 2 ore
Sito: www.camminodelagomodeo.it
App: komoot | cerca: donignazio; scarica il tracciato
Gps: www.komoot.it/tour/659106133/

Comune: Stefano Licheri (Sindaco), 0785.5610;
Parrocchia: B. V. Immacolata, don Paolo Contini (Parroco);
Carabinieri: via Carlo Alberto, 24 – 0783.561100
Pro Loco: info al 333.6215050


Pagina a cura di don Ignazio Serra, incaricato regionale e diocesano per la Pastorale del Turismo

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