Venerdì, 27 Maggio 2022

 

Quattro i percorsi tracciati per Bidonì. Qui vi presentiamo il cammino lineare che in 3,3 km connette la chiesa campestre di S. Maria di Ossolo al novenario di S. Basilio di Nughedu S. Vittoria. Le tappe intermedie sono: la chiesa romanica di S. Pietro; il presepe permanente in trachite locale; la parrocchiale di S. Giovanni Battista; il Museo S'Omo 'e Sa Maiarza. Buen camino!

Lasciamo la SS 131 dcn, per proseguire sulla SP15 verso Tadasuni. Superiamo il ponte sull'Omodeo in direzione Sorradile. Dopo 5 km, alla rotonda, svoltiamo per Bidonì.

La segnaletica invita a girare a sinistra per un chilometro ed eccoci al novenario S. Maria di Ossolo. I 130 abitanti di Bidonì lo raggiungono a piedi il 29 agosto, giorno in cui inizia la novena. Strano ma vero, il 31 agosto, però, la chiesa è chiusa! Come mai? Semplice, quel giorno, vigilia della festa di S. Basilio Magno, Bidonì è a novenare nella chiesa campestre di Nughedu.

01bis Santa Maria di Ossolo

 (Novenario di Santa Maria di Ossolo)

Questa assenza giustificata spinge pure noi a voler ripercorrere i passi dei novenanti di Bidonì devoti di S. Basilio. Prima di lasciare S. Maria Ossolo, ci avviciniamo al cippo tronco piramidale, con scritta latina del III sec. d.C., per un’Ave Maria. Risaliamo, quindi, la vallata, dove scorre il Rio Meana.

Alla nostra sinistra, si staglia il colle Onnarìu, 279 m., sulla cui cima fu scoperto nel 1997 un ampio tempio romano, di cui restano solo i basamenti, dedicato a Giove, come risulta dalla scritta Iovis su un lato dell'altare.

03 Bidonì Tempio di Giove

 (Il tempio di Giove)

Il sito attesta l'avanzata dei romani sino ai confini con la Barbaria. È probabile che i blocchi squadrati siano stati riutilizzati sia per la pavimentazione di una notevole aia detta S'Arzola de Onnariu sia per l'edificazione di S. Maria Turrana e S. Pietro (XIII sec.). Quest'ultima la s'incontra poco prima di giungere al paese, all'interno del cimitero.

02 BIDONI SanPietro

 (Chiesa campestre di San Pietro)

Pochi passi e siamo nel borgo autentico. Si presenta ben curato e accogliente. In via Costa sostiamo presso la Fontana su Crastu, già ex lavatoio pubblico, e poi, in via S. Pietro: ammiriamo il presepe permanente in trachite.

Costeggiamo la parrocchiale S. Giovanni Battista, ricostruita nel 1970, per raggiungere il Museo S'Omo 'e Sa Maiarza. A farci da cicerone, la Sindaca Ilaria Sedda. Il percorso museale, ci dice, rappresenta un unicum in Sardegna.

004 BIDONI Museo SOmo e Sa Maiarza2022 2

(Museo S'Omo 'e Sa Maiarza)

Partendo dalle divinità dei morti romani, si giunge all'Inquisizione e al Malleus Maleficarum (a.1486), che funse da manuale negli interrogatori per stregoneria. Conclusa la visita, ci attende la salita di 1,2 km sino al novenario di S. Basilio. La chiesa, in stile tardo gotico-catalano, risale al primo trentennio del XVII secolo. Il porticato, sorretto da otto colonne su di un lato, veniva utilizzato la notte dai forestieri. Si contano 12 muristenes. L'area attorno alla chiesa è chiamata, dagli abitanti del posto, sa corte 'e sa festa. Qui, comunità differenti sperimentano da secoli quanto siano profondi i legami che li uniscono e li fortificano nel cammino di fede e della vita.

05 NUGHEDU San Basilio

(Nughedu Santa Vittoria, chiesa di San Basilio)


Il cammino in cifre

Lunghezza: km. 3,3;
Livello salita: m. 370 – discesa: m. 200;
Difficoltà: facile; tipologia lineare; tempo 2,5 ore;
Sito web: online dal 24 aprile;
App komoot | cerca: donignazio.
Gps www.komoot.it/tour/721530841. Scarica il tracciato;
Parrocchia: San Giovanni battista. Don Emanuele Lecca (parroco) 0783.57704;
Comune Bidonì: Ilaria Sedda (sindaco) 340 0923019;
Comune Nughedu S.Vittoria Chiamare allo 0783.69026 per le chiavi di s. Basilio;
Tempio di Giove, Museo s'omo 'e sa maiarza, S. M. Ossolo e San Pietro: le visite a questi luoghi sono su prenotazione; chiamare al 340.0923019.


Da vedere: Chiesa Santa Maria di Ossolo

La chiesa è del 1632, come risulta da due iscrizioni nel pilastro sinistro della navata che riportano i nomi degli operai Sebastiano Cau, Comida Manqua, Bidianu Manqua e dei Maestri Iuaquinu de Otieri e Antoni Pina. Quest'ultimo è lo stesso che edificherà (1636-1642) la parrocchiale S. Sebastiano di Sorradile. Il novenario è a pianta longitudinale, a tre navate, divise da due ampie arcate. All'esterno vi è un portico, realizzato in pietra vulcanica rosa, su cui si aprono tre ampie arcate a tutto sesto, i cui sostegni poggiano su un alto basamento. All'estrema destra del tetto, il campanile a vela. Il fianco sud presenta un portale e una piccola finestra. L'abside ospita una finestra rettangolare sormontata da un architrave scolpito e sorretto da tre colonne, poggianti su alte basi e coronate da allungati capitelli. Nel fianco nord, su cui si apre una porta, vi è un'ala porticata sostenuta da quattro colonne con fusti modanati coronati da capitelli. Fonte: beweb


Pagina a cura di don Ignazio Serra
Incaricato regionale e diocesano per la Pastorale del Turismo

Pin It

Iscriviti al nostro canale youtube

Guarda i nostri video dalla diocesi

YouTube icon