Domenica, 17 Maggio 2026

Sono sei i cammini tracciati nel territorio Ardauli. Presentiamo quello che parte dalla chiesa campestre di Sant'Antonio abate e raggiunge il novenario di San Quirico. Le tappe intermedie sono: la parrocchiale Beata Vergine del Buon Cammino, la chiesa dei Santi Cosma e Damiano e il belvedere Coronzu 'e Cabras. Buen camino!

Lungo la SP30 che conduce ad Ardauli da Tadasuni, dopo 3 km da S. Quirico, s'incontra la chiesa di Sant'Antonio abate. Il Rettore Tatti, nel 1947, scriveva nel Liber chronicus che fu ricostruita tra il XVI e XVII secolo. Se oggi non è più un rudere, lo dobbiamo al restauro realizzato (2003) dal compianto don Domenico Obinu.Ogni anno, alla vigilia della festa (17 gennaio), vi si accende un falò in onore del Santo con grande concorso di popolo.

02 Ardauli SantAntonio Abate

(Ardauli, Chiesa di Sant'Antonio Abate)

Lasciamo il sito. L'App Komoot ci guida passo passo. Superato il curvone, risaliamo un antico sentiero e, dopo 700 m. raggiungiamo l'abbeveratoio Tulei. Nasce spontaneo un WOW: pare sia il più bello del Barigadu!

Riprendiamo il cammino per 1,3 km, sino alla parrocchiale B.V. del Buon Cammino. Prima di entrare, sul lato sinistro di via Parrocchia, siamo attirati da due scritte latine incise sulle finestre in trachite: sono un invito a meditare sulla fugacità della vita.

Entriamo nella parrocchiale. La costruzione si deve al rettore Sebastiano Dessì (+1610). Nel testamento lasciò tutti i suoi beni a tal fine. Verso il 1630, il rettore Giossanto Cossu, dà inizio all'opera. La struttura ricalca la tipologia gotica sardo-catalana. Interessante il rosone, che rimanda a quelli di San Giacomo di Nughedu e di San Mauro di Sorgono.

3 Parrocchiale BV del Buon Cammino

(Ardauli, Chiesa parrocchiale)

Il cammino continua con sosta al cimitero. Doveroso un requiem verso chi ha arricchito e abbellito il paese col lavoro e l'ingegno e, tra questi, il Rettore Tatti, che scrisse la storia del paese.

Ultima tappa in paese, la chiesa dei santi Cosma e Damiano (XVII sec.). La nostra attenzione cade sui cinque simboli racchiusi nel lunotto. Si tratta degli attributi che connotano i Santi medici. In senso orario riconosciamo il cappello degli intellettuali, il bisturi, il libro di scienza, il vaso dei medicamenti e la palma del martirio.

Lasciato il piazzale, ci avviamo alla SP30, e poi al belvedere Coronzu 'e Cabras. Un mirador eccezionale! Perdiamo la cognizione del tempo mentre incameriamo bellezza a dismisura. Non vorremmo più staccarci!

8 Belvedere Cabras e Coronzu

(Ardauli, Belvedere Coronzu 'e Cabras)

Pochi passi e raggiungiamo Su Cammineddu sardu, che ci trasporta, tra oliveti e vigneti, in 1,7 Km sino a S. Quirico. Scorgiamo un contadino che zappetta i vitigni Nuragus. Si tratta di Mario, classe 1945. Ci parla dei carri a buoi che scendevano lungo il cammino e di quando, sin da bimbo, partecipava alle processioni col Santo. Siamo come immersi in quei racconti, quando i nostri piedi sono già a San Quirico. Qualcuno suona la campana mentre i nostri occhi non smettono di tuffarsi nelle acque cristalline del lago.

La prossima settimana vi portiamo a Bidonì, dove piccolo fa rima con bello.


 Il cammino in cifre

Lunghezza: km. 4,7;
Livello salita: m. 440, discesa: m. 210;
Difficoltà: facile; Tipologia: lineare; Tempo: 3 ore;
Sito: online dal 24 aprile;
App: komoot | cerca: donignazio. Scarica il tracciato;
Gps: www.komoot.it/tour/712156270

Comune: Massimo Ibba (sindaco), 0783.651223;
Parrocchia: B. V. del Buon Cammino, don Emanuele Lecca (parroco) 0783.57704
Carabinieri: via Foscolo, 3 – 0783.651201;
Pro Loco: 331.8119305

Fortemente consigliati i cammini che conducono da S. Quirico a S. Michele di Tadasuni, passando per la SP30 dismessa; al vecchio Mulino; a S. Maria Turrana; alla necropoli di Muruddu; al lago partendo da S. Antonio. Non trascurate di fare due passi lungo il centro storico, con le case in basalto e trachite.


Cannocchiale: San Quirico e Giulitta

La chiesa campestre di S. Quirico è raggiunta 11 volte all'anno dai fedeli di Ardauli. Si comincia il Lunedì di Pasqua, poi per la festa, 15 luglio, e quindi per la novena, 16-24 agosto. Il pregio della chiesa non è di tipo architettonico bensì per la sua posizione paesaggistica: una terrazza naturale, che la rende un mirador sul lago Omodeo e i paesi all'intorno. Ancora oggi sono in tanti a raggiungere il novenario a piedi, lungo l'antico sentiero de su cammineddu sardu. Questi cammini dei novenanti meriterebbero di essere evidenziati con apposita segnaletica, tenuti puliti e salvaguardati come itinerari dello spirito, della memoria e dell'identità degli 11 paesi del lago, in quanto contribuiscono a tener viva e in movimento sia la fede sia il senso di appartenenza alle rispettive comunità.


Pagina a cura di don Ignazio Serra
Incaricato regionale e diocesano per la Pastorale del Turismo

 

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