Sabato, 18 Settembre 2021

Giunto il periodo estivo è arrivato anche il desiderio di avere un’abbronzatura perfetta e duratura. Questo aspetto positivo dato dai raggi solari non deve tuttavia far abbassare la guardia nei confronti dei pericoli derivanti da un’esposizione solare eccessiva e scorretta.

di Alessandro Cabiddu, medico


Ci sono dei benefici dati dall’esposizione ai raggi solari?
Sì, sono molteplici: favorisce il sonno naturale (regolando il ritmo sonno-veglia), riduce lo stress, migliora l’umore, rilassa la muscolatura. Inoltre, aspetto non di poco conto, stimola il nostro corpo nel produrre il calciferolo, un precursore della vitamina D che viene trasformato come tale a livello epatico e renale. La vitamina D gioca un ruolo importante nell’assorbimento intestinale e osseo del calcio, perciò indirettamente il sole contribuisce a ridurre l’incidenza di patologie come l’osteoporosi e il rachitismo.

A questi aspetti positivi se ne contrappongono altri negativi?
Sicuramente l’esposizione eccessiva può dare spiacevoli manifestazioni, non solo a livello cutaneo, di diversa gravità: eritemi, prurito, desquamazioni, colpi di calore, febbre, brividi, nausea, cefalea, capogiri. Le ripetute scottature cutanee, che si verificano nel corso degli anni, possono determinare sia una riduzione dell’elasticità della pelle con formazione di rughe (come se la cute invecchiasse precocemente) sia la formazione di tumori, melanomi in particolare, in soggetti predisposti che hanno nei nelle parti esposte al sole. Queste situazioni si verificano soprattutto in chi ha la pelle chiara, ma un’esposizione solare sbagliata può determinare problemi anche in chi ha la pelle più scura.

Quali consigli si possono dare per esporsi adeguatamente ai raggi solari?
Tutto parte da una considerazione generale: rispettare il proprio fototipo cutaneo. Esso rappresenta la classificazione dermatologica riguardante la quantità di melanina presente nella pelle e ci può indirizzare verso il giusto comportamento da attuare. Esistono sei fototipi, quello di tipo VI è quello che contiene più melanina. Attenzione particolare va posta per i bambini in quanto, avendo una pelle più sensibile al sole, a parità di fototipo, vanno comunque tutelati con creme di protezione alte. L’importante è esporsi gradualmente al sole con le dovute precauzioni, evitando le ore più calde (indossando indumenti e restando sotto l’ombrellone), facendo attenzione anche quando il cielo è coperto (i raggi solari anche se attenuati arrivano comunque) e utilizzando gli occhiali da sole.

Quali tipologie di creme si possono consigliare?
Vanno bene tutte purché siano ovviamente certificate e che abbiano un fattore di protezione adeguato al proprio fototipo. Si passa dai fototipi I e II che hanno necessità di una protezione superiore a 50 ai fototipi III e IV in cui la protezione varia da 30 a 15, fino ad arrivare ai fototipi V e VI dove la protezione dovrebbe essere, rispettivamente, di 10 e 6. Dopo i primi giorni di esposizione solare il filtro di protezione si può anche ridurre, ma anche se si è già abbronzati, essa deve essere almeno in parte sempre presente. Ovviamente tutto ciò è indicativo, in quanto non sempre una persona viene identificata con un fototipo specifico ma ci sono sfumature di cui si deve tenere conto. Ricordiamoci che la crema va messa, oltre che quando si arriva in spiaggia, anche prima dell’entrata in acqua (i raggi arrivano comunque) e dopo (la protezione viene ridotta dalla stessa) o a una sudata intensa (camminata o corsa). Meriterebbero attenzione anche i capelli in quanto sono sotto stress sia per i raggi solari (non producono melanina) sia per la salsedine. Perciò si potrebbero proteggere con creme o oli specifici.

Ci sono cibi che consentono di proteggersi dagli inconvenienti dati dai raggi solari e magari migliorare l’abbronzatura?
Non abbiamo alimenti che risolvano tutti i problemi, ma possono fornire un aiuto. Per esempio il beta carotene che è presente nei vegetali arancioni, verdi e gialli, come le carote, le albicocche, le angurie, le pesche, i meloni, la rucola. Questa sostanza stimola la produzione di melanina, fondamentale sia per la protezione cutanea sia per migliorare l’abbronzatura; ha inoltre anche proprietà antiossidanti (riducendo l’invecchiamento cutaneo) e rafforza il sistema immunitario. A questa sostanza possiamo aggiungere in generale frutta, verdura e un adeguato introito di liquidi (2 litri al dì) per avere un’idratazione ottimale. Questi alimenti sono essenziali perché contengono antiossidanti (vitamina A,C,E, selenio, Coenzima Q10, licopene, quest’ultimo presente in buone quantità nei pomodori e nei peperoni rossi).

Dopo una giornata in spiaggia, al rientro a casa, è consigliabile usare creme?
Sì, anche se non si ha l’abitudine a usarla ed è un aspetto trascurato, il doposole idratante (con vitamine e sali minerali) ammorbidisce la cute rendendola più elastica, oltre a fissare meglio l’abbronzatura proprio perché protegge la cute.

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