Sabato, 31 Luglio 2021

L’opportunità di riqualificare le abitazioni dal punto di vista energetico, ha evidenziato il fatto che il fai da te non sempre paga. Uno dei requisiti fondamentali, infatti, per poter usufruire della detrazione fiscale fino al 110%, è che nell’abitazione su cui si vuole inter-venire non siano presenti abusi.

Spesso la parola abuso è un termine che spaventa e quasi offende i tanti proprietari. In realtà è un abuso qualsiasi opera realizzata senza progetto o in maniera diversa da quanto previsto in progetto. Pertanto, tramezzi diversi da quanto previsto, muri interni aggiunti, spostati o demoliti, finestre realizzate o eliminate, tettoie, sebbene tutte aperte, locali accessori vari realizzati sul proprio lotto, sono tutti esempi di opere abusive se realizzate in assenza di titolo idoneo.

E a poco valgono le risposte frettolose di taluni uffici, piuttosto che il parere esperto dell’amico provetto geome-tra, ingegnere o tecnico di qualsivoglia natura; tante volte infatti la risposta è: ma m’anti nau ca si podiada fai! Assolutamente vero che siano opere realizzabili, ove ci siano le condizioni, ma a patto di ottenere prima l’autorizzazione.

Oggi i procedimenti amministrativi e urbanistici sono differenziati a seconda della tipologia di intervento, alcuni molto semplici e veloci, altri più complessi. Altra credenza popolare è che il fatto che si possa sistemare tutto procedendo all’accatastamento; in realtà, anche un edificio perfettamente accatastato ma realizzato senza progetto e senza adeguata autorizzazione, è pur sempre un’opera abusiva. Pertanto, abbiamo voglia di cambiare gli ambienti dell’abitazione perché sono sorte nuove esigenze? Vogliamo eliminare o realizzare un nuovo infisso? Abbiamo un garage e vogliamo invece una cantina? Ci serve una tettoia sul cortile? Abbiamo bisogno di una veranda? Vogliamo fare degli interventi di manutenzione straordinaria e quindi usufruire delle agevolazioni statali?

Sono questi gli esempi per i quali, prima di chiedere all’amico pseudo esperto, sarebbe meglio contattare un tecnico, magari anche prima di chiamare l’impresa, che possa indicare la procedura da intraprendere per poter soddisfare l’esigenza. È certamente vero che a casa nostra abbiamo il diritto di realizzare ciò che ci serve, ma nel solco delle norme. L’occasione del Superbonus, si diceva, ha evidenziato tantissimi interventi di questo genere, realizzati più o meno in buona fede, che oggi comportano il fatto che si debba sanare gli abusi attraverso un accertamento di conformità; questo comporta tempo perso e il pagamento di una sanzione e spese tecniche che pareva fossero state risparmiate a suo tempo. Da questo punto di vista l’incentivo sta diventando opportunità per regolarizzare i tanti piccoli abusi che nel tempo si sono realizzati.

Queste cose ci servono da esperienza, perché sebbene gli italiani siano un popolo di esperti navigatori, allenatori di calcio e ingegneri, una cosa è chiacchierare al bar dello sport, un'altra cosa è operare nei meandri della vita reale. Per cui facciamo in modo che ciascuno contribuisca con il proprio sapere e affidiamoci alle persone giuste.

Luca Piras

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