Lunedì, 14 Giugno 2021

Il famoso detto Canta che ti passa! non è mai stato così attuale come oggi. Si sa che cantare fa bene, rilassa il corpo e rilascia endorfine, ci aiuta a stare bene. Dopo che abbiamo cantato ci sentiamo sempre bene.

Nel 1992 Fiorello girava le piazze di tutta Italia con Karaoke, il fenomeno musicale che negli Stati Uniti stava avendo un grande successo, in Italia era ancora nella fase iniziale. Ben presto tutti i locali italiani sfruttarono il momento e iniziarono a organizzare serate Karaoke, dove le persone potevano dimostrare le loro capacità canore.

In vent’anni la tecnologia ha fatto passi da gigante migliorando e cambiando gli strumenti del Karaoke: le basi musicali intonate dalle band sono state via via sostituite dai compact disc e successivamente dai computer.

Ora gli smartphone e i tablet son diventati strumenti di uso comune, e poter avere la propria musica a portata di mano è facilissimo. Negli ultimi anni si sono sviluppate App che permettono, attraverso i propri auricolari, di poter cantare in libertà dove si vuole e poter esercitare la personale abilità nel canto. Durante la pandemia, questo tipo di applicazioni hanno avuto un vertiginoso aumento degli iscritti: non solo appassionati di Karaoke, ma anche cantanti, coristi e tante persone che lavorano e vivono di musica, non potendo farlo nelle sedi consone, le hanno scaricate.

Questo mondo di cantanti da casa è un universo variegato di persone, di giovani e meno giovani, che possono sfogarsi veramente nell’arte del canto. Una delle App più utilizzate è Smule, un social network che mette a disposizione quasi cinquecentomila basi di canzoni per far divertire i propri iscritti. Gli utenti possono lanciare delle sfide musicali ad amici sparsi in tutto il mondo. Si può scegliere una canzone che piace e si può cantarla in diverse modalità: da soli, iniziando un duetto (in differita) o unendosi al duetto iniziato da altri (sempre in differita). Si possono realizzare videoclip, ma se ci si vergogna nel mostrarsi, si può anche cantare solo la traccia audio. C’è anche la possibilità di fare live con persone sparse per il mondo e cantare in qualsiasi lingua, purché esistano le basi.

Un’altra peculiarità è che all’interno del social canoro ci sono Star della musica, come Seal, Lewis Capaldi, Anastacia, che offrono la possibilità di duettare con loro cantando i loro maggiori successi. Ma se si vuole sentire musica, si può utilizzare l’applicazione anche solo come strumento in cui ascoltare le canzoni che più si ama: spesso si ascoltano performance eccezionali da togliere il fiato. Detto questo non resta che provare: in fondo, la musica è un insieme di accordi che suonano bene insieme, e queste App mettono in relazione persone con la passione per il canto ma danno anche la possibilità a tutti di mettersi in relazione con il canto.

In un periodo dove le relazioni vere son sempre più difficili da creare, cantare è il miglior modo per aprirsi al mondo. Come dice Vladimir Jankélévitch, un grande filosofo francese, Dove la parola manca, là comincia la musica; dove le parole si arrestano, l’uomo non può che cantare.

Alessandro Pilloni

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