Oggi per accedere a tanti servizi indispensabili della Pubblica Amministrazione viene richiesto lo SPID. Verificare la propria pensione, prenotare una visita medica o iscriversi a un concorso pubblico sono solo una parte delle attività per cui sarà preferito e richiesto l’accesso con SPID. Ma cosa indica questa sigla?
SPID, acronimo di Sistema Pubblico di Identità Digitale, è il sistema di autenticazione che ci permette di accedere ai servizi online della pubblica amministrazione e dei privati aderenti, utilizzando un’identità digitale unica.
Gli elementi che definiscono questa identità digitale sono le sue credenziali, perciò: nome utente e password. Per ottenerle dovremo procurarcele da zero, utilizzando quelli che vengono chiamati in inglese Identity Provider: aziende a cui è affidato il compito di riconoscere e garantire la nostra identità digitale.
Esistono però tanti diversi Identity Provider e ognuno di questi offre un servizio differente a seconda della richiesta. Cercando di essere più chiari: il ruolo svolto dagli Identity Provider è di certificare la nostra identità digitale in relazione a una richiesta di un servizio/prestazione online gestito dalla Pubblica Amministrazione. Per questa ragione esistono tre distinti livelli di certificazione dell’identità digitale, perché ci possono essere servizi/prestazioni online che necessitano di più sicurezza rispetto ad altri.
Per esempio: per accedere al cedolino dello stipendio nel sito NoiPA verrà richiesto un livello più basso di certificazione dell’identità rispetto a quando si accede al Bonus Cultura 18app. Perciò controllare il cedolino dello stipendio richiederà meno responsabilità certificativa dell’identità personale, rispetto alla richiesta di un buono economico del Bonus Cultura 18app! I livelli di certificazione e sicurezza sono così differenziati: il primo livello permette di accedere ai servizi online attraverso un nome utente e una password; il secondo livello, dedicato ai servizi che richiedono un grado di sicurezza maggiore, permette l’accesso attraverso un nome utente e una password scelti dall’utente e in più viene richiesta la generazione di un codice temporaneo di accesso (one time password) o l'uso di un'App, fruibile attraverso un dispositivo (es. smartphone); il terzo livello prevede l’utilizzo di ulteriori soluzioni di sicurezza e di dispositivi fisici (es. smart card) che vengono erogati dal singolo Identity Provider.
Perciò non bisogna allarmarsi per tutte le informazioni che potranno essere richieste a seconda del servizio/prestazione online necessaria. È meglio precisare come non tutti gli Identity Provider offrano lo stesso livello di certificazione e sicurezza. Nella pagina web www.spid.gov.it sono indicati dettagliatamente tutti i livelli di sicurezza offerti da ogni singolo Identity Provider. Ad oggi operativi ci sono i seguenti Identity Provider: Aruba, Infocert, Intesa, Namirial, Poste, Register, Sielte, Tim o Lepida.
Come poter richiedere lo SPID?
Per prima cosa bisogna essere maggiorenni, avere la disponibilità di un indirizzo e-mail, di un numero di telefono cellulare attivo, di un documento di identità valido e della tessera sanitaria. Scegliere uno tra gli Identity Provider indicati su www.spid.gov.it e seguire la procedura espressamente indicata. La registrazione consiste principalmente in 3 fasi: 1) inserire i dati anagrafici; 2) creare le credenziali SPID; 3) effettuare il riconoscimento personale, che potrà essere svolto di persona, via webcam o online. I tempi di rilascio dell'identità digitale dipendono dai singoli Identity Provider. In alternativa ci si potrà recare presso una delle Pubbliche Amministrazioni abilitate. Non è una procedura complessa da seguire, ma sarà necessario prestare la massima attenzione nella compilazione dei dati richiesti e, soprattutto, scegliere opportunamente l’Identity Provider più agevole alle proprie esigenze. Perciò, non si perda la pazienza e ci si attrezzi alle ultime novità del mondo dell’amministrazione digitale, ormai utili e fondamentali in tante necessità della vita civile.
A cura di Francesco Pettinau