Domenica, 17 Maggio 2026

Lo stagno di Sale ‘e Porcus, nel territorio di San Vero Milis, è lo stagno temporaneo più esteso della Sardegna e lo stagno salato più esteso d’Italia. Ha una superficie di circa 350 ettari e una profondità media di 40 cm e massima di circa 1 metro.

a cura di Rita Valentina Erdas

Si tratta di un bacino di raccolta di acque piovane, privo di immissari e di comunicazioni col mare, soggetto a disseccamento durante la stagione estiva: la forte evaporazione dell’acqua piovana ricca di sali, dovuta alle alte temperature, porta al totale prosciugamento dello stagno che si trasforma in una grande distesa di sale. Il fenomeno è dovuto alla presenza, nel fondo dello stagno, di sedimenti argillosi che lo rendono impermeabile, impedendo all’acqua di penetrare nel sottosuolo; in questo modo la concentrazione di sali, in particolare di cloruro di sodio (il comune sale da cucina), aumenta di anno in anno.

Saltuariamente e con l’abbondanza delle piogge, si crea un collegamento tra lo stagno di Sale ‘e Porcus e il vicino stagno di Is Benas che provoca l’innalzamento delle acque e la loro conseguente tracimazione. La forte salinità fa sì che la vegetazione circostante sia composta da specie dette alofite, ossia in grado di adattarsi all’ambiente salmastro: la specie dominante è la salicornia, una pianta grassa erbacea commestibile nota anche come asparago di mare.

Lo stagno di Sale ‘e Porcus è noto soprattutto perché habitat di numerose specie avicole, in particolare uccelli acquatici migratori che lo hanno scelto come sosta per lo svernamento e la nidificazione: alcune specie di rapaci come il falco pescatore e il falco di palude, la garzetta, la spatola, l’albanella, la pernice di mare, diverse specie di sterna, l’occhione e il gabbiano roseo; ma la specie che più interessa dal punto di vista faunistico è il fenicottero rosa che nelle acque dello stagno di Sale ‘e Porcus trova l’artemisia marina, un piccolo crostaceo di cui è ghiotto.

Per il suo interesse a carattere comunitario, nel 1982, è stato dichiarato Sito di Importanza Internazionale secondo quanto stabilito dalla Convenzione di Ramsar del 1971, relativa alle zone umide di importanza internazionale. L’anno successivo la Regione Sardegna ha istituito la Riserva Naturale Orientata per il suo interesse ornitologico e geologico. L’area è gestita dal comune di San Vero Milis in collaborazione con la LIPU (Lega italiana protezione uccelli).


 I siti Ramsar nel golfo di Oristano

La Convenzione di Ramsar (Iran) sulle Zone Umide di Importanza Internazionale del 1971, con particolare riferimento agli habitat di uccelli acquatici, ha lo scopo di tutelare e preservare dalla distruzione le zone umide importanti per gli uccelli migratori, riconoscendone il valore ecologico, scientifico, culturale ed economico. L’Italia ha firmato la Convenzione nel 1975. La Convenzione di Ramsar si attua attraverso tre attività principali: l’individuazione delle aree umide di interesse internazionale; la promozione dell’uso sostenibile delle aree umide; la cooperazione internazionale. In Sardegna sono presenti 8 siti Ramsar di cui 6 nel Golfo di Oristano: oltre lo stagno di Sale ‘e Porcus; lo stagno di Cabras, il più vasto dell’Isola, importante perché zona di sosta, nidificazione e svernamento di varie specie di uccelli acquatici, tra cui il fenicottero rosa; lo stagno di Mistras, nella penisola del Sinis, che crea una laguna di isolotti, ottimo habitat per la fauna avicola, i molluschi e i pesci; lo stagno di S’Ena Arrubia, laguna d’acqua dolce che un tempo faceva parte di un complesso di paludi bonificate nella prima metà del ‘900, oltre che luogo si sosta, nidificazione e svernamento di uccelli acquatici è ricco di canneti e specie vegetali sommerse; gli stagni di Corru S’Ittiri-San Giovanni-Marceddì, in parte separati dal mare da una serie di dune, si caratterizzano per una ricca fauna ittica; lo stagno di Pauli Maiori, una piccola laguna a bassa salinità che ospita diverse specie di interesse internazionale. La convenzione, al 2014, è stata sottoscritta da 168 Paesi, con 2181 siti individuati per un totale di oltre 208 milioni di ettari, dato in continuo aumento grazie alla adesione di ulteriori Paesi che accettano di proteggere e conservare le zone umide presenti nei loro territori.


Il progetto Maristanis

Maristanis è un progetto di cooperazione internazionale per la gestione integrata delle zone umide e costiere del Golfo di Oristano, coofinanziato dalla Fondazione MAVA e coordinato dalla Fondazione MEDSEA, in collaborazione con l’Area Marina Protetta Penisola del Sinis – Isola di Mal di Ventre e si sviluppa in parallelo con analoghi progetti in Tunisia, Montenegro e Albania. Il progetto nasce con lo scopo di proteggere, ripristinare le zone umide del Golfo di Oristano, tutti siti Ramsar, attraverso un sistema integrato di gestione e sviluppo di un territorio dal valore naturalistico incalcolabile, che si estende per 7700 ettari da Capo Mannu alla laguna di Marceddì e coinvolge 11 comuni. Attraverso 8 obiettivi: migliorare la conoscenza delle zone umide; realizzare una gestione integrata; ridurre le minacce sugli ecosistemi marini; promuovere la gestione e l’uso responsabile delle risorse idriche; ridurre il rischio da fonti di inquinamento; migliorare la tutela degli habitat e delle specie a rischio; valorizzare il patrimonio culturale e paesaggistico; aumentare la consapevolezza sull’importanza delle zone umide. Il Progetto Maristanis intende creare una nuova convivenza tra l’uomo e l’ambiente, coinvolgendo le popolazioni dei territori interessati e quelli circostanti come parti attive di un sistema di sviluppo sostenibile che possa diventare modello per le altre zone umide del Mediterraneo.


Bibliografia e Sitografia

Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 78 del 20 marzo 1982
www.apmolentargius.it www.sardegnanatura.com
www.comune.sanveromilis.or.it www.maristanis.org

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