L’Arcidiocesi arborense ha un territorio molto vasto (il secondo per estensione in Sardegna) che si sviluppa fino al versante occidentale del Gennargentu, dove si trova la Barbagia di Belvì a cui appartengono le parrocchie di Desulo, Belvì, Aritzo, Meana Sardo e Gadoni. È un’area ricca di boschi di castagni e lecci e si caratterizza per la presenza di alti torrioni di roccia calcarea, chiamati tacchi, da cui un tempo si estraeva la calce.
A cura di Rita Valentina Erdas
Tra i più alti Su Texile di Aritzo, che domina sul territorio circostante; vi è poi Su Toni ‘e Girgini che in primavera offre lo spettacolo magnifico dei ciliegi in fiore disseminati in una vasta area, oggi gestita dall’Agenzia Forestas, che fino al 1980 era sfruttata solo per il pascolo. Grazie alla sensibilità di Enti locali e regionali, degli operatori del settore turistico e ambientale, che da alcuni anni si occupano della cura, valorizzazione e tutela, oggi è possibile visitare questi luoghi, ammirarne la bellezza e conoscerne la biodiversità, attraverso percorsi escursionistici e centri di educazione ambientale (CEAS).
Tra i sentieri escursionistici di suggestiva bellezza vi è quello di Girgini, in territorio di Desulo: indicato con la sigla T-700, fa parte del circuito denominato Periplo del Gennargentu all’interno della Rete Sentieristica della Sardegna. È un sentiero molto suggestivo, facile e ben raggiungibile, tanto da essere indicato per le famiglie; infatti, dopo aver attraversato la foresta e aver ammirato i tacchi di Su Toni e di Genna ‘e ragas, si può fare sosta nell’area attrezzata di Sa Sedda ‘e s’ena, all’ombra di alberi secolari, laghetti e fontane alimentate dalle numerose sorgenti. La foresta di Girgini occupa i versanti occidentali del Bruncu Spina e i versanti nord-occidentali di Bruncu Furau fino rio Su Fruscu e ospita una grande varietà di specie arboree. Oltre ai ciliegi che coronano il tacco di Su Toni, Girgini è famosa anche per il boschi di lecci e roverelle che si estendono per circa 530 ettari, il primo e per 180 ettari il secondo. A causa dello sfruttamento intensivo come pascolo, entrambi i boschi si trovavano in gravi condizioni di degrado e fenomeni di erosione.
Nel 1991 il territorio è passato alla gestione dell’Agenzia Forestas che ha iniziato un’opera di rimboschimento. Ma la foresta di Girgini non offre solo bellezze naturalistiche. Custodisce al suo interno anche l’area archeologica più importante di Desulo: la necropoli di Sa Sedda ‘e s’ena in cui si trova, tra le altre sepolture (alcune delle quali ipogeiche), la tomba dei giganti di Sa Tanchitta, posta all’interno di un recinto su di un piccolo pianoro a 1068 metri slm. Della camera funeraria, lunga circa 10 metri si conserva ancora l’abside finale, i muri perimetrali per un’altezza che varia dai 130 ai 60 cm e alcune delle lastre di copertura; ai lati della camera funeraria si apriva una grande esedra di cui rimangono alcuni resti. Nelle località di Sa Tanca Manna e di Genna ‘e ragas sono stati ritrovati resti di murature ed elementi in bronzo risalenti all’età nuragica, mentre in località Su Au ‘e s’ena si conservano i resti di un nuraghe.
La rete dei sentieri della Sardegna
Con il POR Sardegna 2000-2006 per gli interventi strutturali nello sviluppo turistico e rurale, la Regione Sardegna ha voluto promuovere e accrescere lo sviluppo culturale e turistico del territorio isolano in modo tale da preservare le risorse naturali e la biodiversità e promuovere l’occupazione. A tale scopo è stata creata, in tutto il territorio regionale, una rete di sentieri che uniscono bellezze naturali, tesori di archeologia ed elementi culturali.
Per sentiero si intende una viabilità attrezzata che consente la fruizione dei paesaggi, dei luoghi di interesse archeologico, naturalistico e panoramico che sono direttamente interconnessi con il sentiero o ubicati nelle vicinanze. Nel 2010 la Regione Sardegna, attraverso l’Agenzia Forestas ha partecipato al Programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Francia Marittimo, in collaborazione con la Regione Corsica, per la valorizzazione delle Reti Ecologiche Regionali, attraverso il recupero delle Reti Sentieristiche e dei Percorsi di Mobilità Dolce. Grazie a questo progetto è nato il sistema informativo della Rete dei Sentieri della Sardegna relativo a percorsi di mobilità dolce, trekking, ippovie, ciclovie, mountanbike: una rete attrezzata e allestita per la fruizione turistica delle foreste della Sardegna, mediante l’utilizzo dei criteri di progettazione e con la nomenclatura del CAI (Club Alpino Italiano) dotata anche di un apposito catasto. Inoltre, da questo progetto è nata un’opera editoriale, composta da 12 mappe (per un totale di 76 sentieri), denominata
Un’Isola di Sentieri, con lo scopo di promuovere la valorizzazione ecologica e sociale del patrimonio naturale e culturale dell’Isola. I percorsi sono caratterizzati da due tematiche principali: naturalistico-biologiche (alberi monumentali, punti di osservazione, specie protette, giardini botanici); antropologiche (antichi mestieri, architetture, paesaggi rurali.
Il sistema regionale di InFEAS
La Barbagia di Belvì custodisce numerosi tesori naturalistici e faunistici che meritano di essere conosciuti, tutelati e valorizzati. Dal 2014 a Belvì, circondato da boschi di noccioli, castagni, roveri e lecci, è operativo il CEAS (Centro di Educazione Ambientale e alla Sostenibilità), un ente di servizio territoriale che svolge attività di educazione e sviluppo sostenibile. I CEAS presenti in tutta l’Isola formano una rete strategica per la crescita e la cultura della sostenibilità in Sardegna, sono osservatori dei sistemi ambientali locali e punti di riferimento per cittadini e imprese che vogliono attivare interventi dedicati all’educazione ambientale e allo sviluppo locale e fanno capo al sistema regionale InFEAS (Informazione, Formazione ed Educazione all’Ambiente e alla Sostenibilità).
InFEAS è composto, oltre che dai CEAS, da un Centro Regionale di Coordinamento con le funzioni di promozione, monitoraggio e accreditamento dei soggetti operanti nel settore, dai Nodi Territoriali, attivi nella Città Metropolitana di Cagliari e nelle quattro provincie sarde, con funzione di animazione e raccordo organizzativo e propositivo tra le comunità locali, i CEAS e InFEAS. Il CEAS di Belvì, attraverso una serie di programmi didattici, attività di immersione nel territorio, permette di ammirare la bellezza dei luoghi, approfondire la conoscenza della flora e della fauna, promuovendone la valorizzazione e la tutela.
Bibliografia e sitografia: