Le api sono insetti preziosi, che rischiano l’estinzione soprattutto a causa dei pesticidi. Se questi insetti sparissero, le conseguenze sarebbero devastanti per le produzioni alimentari e per l’ambiente in genere.
Api regine, api operaie e fuchi, destinati, questi ultimi, esclusivamente alla riproduzione, popolano la terra da milioni e milioni di anni, come mostrano i reperti fossili. L’esemplare più antico di ape è stato ritrovato nel 2001 in Birmania all’interno di un piccolo frammento di ambra, e la sua datazione risale a 100 milioni di anni fa.
Oltre ai pesticidi, la vita delle preziosissime api è minacciata dalla diffusione delle monocolture, da alcuni tipi di parassiti e dal cambiamento del clima. Secondo un report di Greenpeace il nemico numero uno delle api sono i pesticidi. Questi prodotti chimici, sempre secondo Greenpeace, avrebbero causato nel 2020, nelle campagne tra Brescia e Cremona, la morte di circa 8 milioni di esemplari. A seconda delle zone del mondo, compresa l’area dell’Unione Europea, il numero degli alveari ha subito una riduzione che va dal 30 al 50%. Insomma, il pericolo è reale, e non va sottovaluto, se si considera che un terzo del cibo di cui ci nutriamo dipende dall’impollinazione di questi insetti. Solo in Europa, oltre 4 mila tipi di verdure che mangiamo, dipendono dalle api.
Gli esperti affermano che l’impollinazione è in parte responsabile di circa il 75% della produzione agricola del cibo che finisce nelle nostre tavole. Le api, infatti, rivestono un ruolo prezioso in quanto sono responsabili dell’impollinazione di migliaia di specie vegetali. Come abbiamo visto, i piccoli insetti di cui parliamo, hanno un valore enorme nella catena alimentare e dobbiamo essere grati alle api se fiori e piante sono in grado di riprodursi.
Greenpeace, che da tempo denuncia il dramma che vivono le api, spiega che si può ottenere un’inversione di rotta a beneficio della vita degli impollinatori, adottando le seguenti buone prassi: salvaguardare il clima; evitare l’uso dei pesticidi; evitare le monocolture e favorire la biodiversità; incrementare la presenza delle siepi; favorire la coltivazione delle piante amiche delle api.
Ognuno di noi può contribuire nel piccolo a far sì che le api non scompaiano piantando in giardino o sul balcone fiori o piante in grado di attirare le api. Tra le piante capaci di fare da calamita, ma anche preziose come spezie da usare in cucina, possiamo annoverare l’erba cipollina, la salvia, il rosmarino e l’insostituibile basilico. Una buona iniziativa a tutela delle api e che soddisferà i palati più raffinati.
A cura di Franca Mulas