Lunedì, 14 Giugno 2021

Come distinguere le due malattie, Covid-19 e influenza? Sembra complicato fare una netta distinzione, è davvero così?

di Alessandro Cabiddu.


Si, perché, come in molte patologie virali respiratorie, i sintomi sono molto simili, anche se si riscontrano differenze in alcuni aspetti, come la presenza di manifestazioni caratteristiche, la metodologia di trasmissione o il tempo di incubazione (tempo che intercorre tra l’infezione e la manifestazione dei sintomi). Il problema è che per il paziente i sintomi sono spesso sfumati, poco chiari e di difficile interpretazione; quindi solo un parere medico può essere di aiuto per tranquillizzarlo. Secondo uno studio, più del 30% delle persone prese in esame ha paura di non saper riconoscere le due malattie e un 15% di non poter ricevere cure adeguate.


Per quanto riguarda differenze nei sintomi cosa può dirci?
Prima di tutto, in entrambe le malattie di cui stiamo parlando, ma ancor di più nella Covid-19, i sintomi possono presentarsi in modo evidente o, al contrario, essere appena accennati. In secondo luogo, questi sintomi non si manifestano sempre tutti insieme ma possono presentarsi singolarmente o associati tra loro. Questo ampio range di presentazione implica un’evidente difficoltà di inquadramento standard e le situazioni vanno valutate caso per caso perché i sintomi non sono specifici. I sintomi classici possono essere comuni ad entrambe le malattie: febbre (anche superiore a 38°C), dolori muscolo-scheletrici e articolari, sintomi respiratori (tosse, mal di gola, congestione nasale). Quelli più caratteristici della Covid-19 sono: ageusia (perdita o alterazione del gusto), in cui vi è persino la difficoltà di distinguere l’amaro dal dolce; anosmia (perdita dell’olfatto), con una secrezione nasale (raffreddore), al contrario dell’influenza, praticamente assente (almeno dalle casistiche riportate) e tosse secca, molto insistente e fastidiosa.

L’incubazione differente può essere di aiuto?
Nella pratica attuale non più di tanto. Anche se il virus influenzale ha un’incubazione di 3 giorni e la Covid-19 di 5-6, nella pratica clinica le differenze si attenuano, perché è difficile spesso risalire al momento del contagio di entrambe le malattie e i giorni di incubazione non sono poi così diversi. Se ci si basasse solo su questo potremmo chiamarle tutte influenze o Covid-19 indifferentemente.

Da quello che traspare, l’unica modalità per discriminare tra le due malattie è il tampone?
Esattamente; allo stato attuale, per i livelli di organizzazione e di personale presenti risulta abbastanza complicato, oltre che inutile, far effettuare il tampone a tutti a tappeto. Ci deve essere un primo step che individui le persone da sottoporre eventualmente al tampone perché ad esempio hanno sintomi caratteristici o continui per più giorni o, ancora, hanno avuto contatti con persone positive. Tuttavia, se abbiamo qualche linea di febbre associato al raffreddore, che magari si presenta ogni anno, non allarmiamoci e valutiamo se in 2 o 3 giorni migliora. Facciamo più attenzione se sopraggiungono altri sintomi, come la tosse intensa.

Quindi cosa consiglia?
In caso di sintomi simil-influenzali è consigliabile stare a casa ed avvisare il proprio medico, esponendogli la sintomatologia presente, aspetti anamnestici come eventuali contatti a rischio, viaggi o visite in ospedale recenti e aggiornandolo in caso di modifiche del quadro clinico. Gli aspetti primari da tenere in considerazione sono la temperatura corporea e il senso di affaticamento associato a difficoltà respiratoria, che possono indicare un peggioramento del quadro. Essendo la situazione variabile caso per caso, in relazione anche alle malattie croniche già presenti nel paziente, non si può generalizzare e il colloquio col medico di fiducia che conosce il malato diventa importante. Gli sviluppi successivi come riprendere a lavorare o uscire di casa piuttosto che fare esami ulteriori come il tampone dipenderanno dall’evoluzione dei sintomi e verranno decisi insieme al medico. Egli infatti, sempre secondo lo studio accennato prima, in questo periodo rappresenta il primo punto di riferimento nel 55% dei casi, soprattutto qualora dovesse insorgere la febbre.

Qualche consiglio pratico per ridurre il rischio di influenza?
Gli stessi di ogni anno, evitare gli sbalzi di temperatura e coprirsi bene quando si esce, soprattutto il primo mattino o a tarda sera, alimentazione variegata e bilanciata e fare il vaccino, mai come quest’anno consigliato a tutti. Inoltre è preferibile, se si hanno febbre o sintomi influenzali, non recarsi direttamente al Pronto Soccorso ma chiamare il proprio medico, i numeri telefonici istituiti per la pandemia, cioè il numero verde 800311377 (dalle 8 alle 20) e il numero nazionale 1500 (24 ore su 24) o, in caso di emergenza, il 118.

Alessandro Cabiddu, medico

Pin It

Iscriviti al nostro canale youtube

Guarda i nostri video dalla diocesi

YouTube icon