Martedì, 23 Luglio 2019

Progetto1

Grazie ad un consistente finanziamento concesso dal Ministero per i beni e le attività culturali, sia la Cattedrale dell’Arcidiocesi che l’ex Convento di S. Francesco, potranno tornare all’antico splendore...

di Mario Virdis

La somma stanziata, oltre 7 milioni di euro, consentirà di ripristinare in Cattedrale le pitture murali degradate (sia nelle cappelle che nelle sagrestie), riportandole alle condizioni d’origine, mentre l’ex Convento di S. Francesco, da tempo non più sede del Distretto Militare, sarà sottoposto ad un profondo restauro, che consentirà all’antico immobile dell’era giudicale di essere nuovamente fruibile, in quanto futura sede dell’Archivio di Stato.

La comunicazione ufficiale dell’intervento e del prossimo inizio dei lavori l’hanno portata la responsabile della segretaria regionale del Ministero per i Beni e le attività culturali, prof.ssa Patricia Olivo, e il funzionario della Sovrintendenza l'arch. Paolo Margaritella, nella conferenza stampa del 13 giugno alla quale ha partecipato anche mons. Sanna, ora Amministratore Apostolico dell’Arcidiocesi, in attesa della consegna e della presa di possesso della Sede Arcivescovile da parte del nuovo Arcivescovo Arborense mons. Carboni.

Il complesso dell’ex convento di S. Francesco, oggi in condizioni pietose, è certamente uno dei monumenti più significativi di Oristano; l’antica chiesa, edificata ad aula unica con la facciata gotica, fu costruita intorno alla metà del XIII secolo; successivamente furono apportate varie e importanti modifiche, fra le quali, tra il XVI e il XVII secolo, l’aggiunta di 5 cappelle, successivamente demolite. Nel XIX secolo prima l’architetto Antonio Cano e successivamente l’architetto cagliaritano Gaetano Cima realizzarono con non poche difficoltà l’attuale chiesa di S. Francesco col suo grande cupolone, edificio realizzato tra la precedente struttura gotica e il transetto.

Il particolare restauro studiato dal Ministero per quest’edificio prevede il recupero degli elementi più antichi ed originali, che verranno opportunamente messi in risalto, come la facciata gotica della Chiesa duecentesca, che al suo interno ospiterà l’area di accoglienza dei visitatori dell’archivio di Stato.

L’antico convento con il chiostro, invece, liberati dalle aggiunte recenti, ospiteranno la sala di lettura, gli spazi espositivi e gli uffici dell’archivio. Un intervento che appare ampio e ben studiato, che darà nuova vita e respiro ad un antico pezzo della storia della città da tempo dimenticato.

I lavori in programma consentiranno, dopo la prevista demolizione dei corpi di fabbrica aggiunti nel XX secolo (sono quelli edificati a fini militari e che insistono soprattutto lungo la via S. Antonio), di recuperare alla vista la parte che si è salvata dell’antico edificio, in particolare le prime due campate della facciata gotica, che tornerà ad essere l’elemento urbano percepibile dell’antico percorso di accesso alla città attraverso la “Porta S. Antonio”.

restauro san francesco 2019 margaritella

Il progetto, come hanno avuto modo di illustrare al pubblico nella conferenza stampa del 13 giugno la dottoressa Olivo e l'architetto Margaritella, è la risultante di uno studio che, nella logica funzionale di destinare l’immobile a nuova sede dell'Archivio di Stato, ha voluto allo stesso tempo conservare e valorizzare un complesso architettonico edificato nel XIII secolo, seppure successivamente gravemente manomesso in modo da adattarlo a struttura militare, dopo l'incameramento da parte dello Stato. Nel progetto di restauro è previsto, oltre il recupero della parte più antica dell’edificio, la sistemazione consona dell’ampio spazio interno, che diventerà spazio pubblico che si aprirà sulla via Sant'Antonio.

L'avvio dei due cantieri è ormai imminente, e gli oltre 7 milioni di euro messi a disposizione dal MIBAC verranno utilizzati, quanto a 2 milioni e 100mila euro per la sistemazione della Cattedrale di S. Maria Assunta, la più grande della Sardegna (oltre il restauro degli apparati pittorici della chiesa e delle sacrestie monumentali, che presentano un diffuso deterioramento, verranno effettuati alcuni interventi di consolidamento strutturale dell'ingresso Nord e della facciata principale), mentre i restanti 5,6 milioni di euro saranno impiegati nell’ex convento di S. Francesco.

L'avvio dei lavori, la cui durata è prevista in circa un anno, è previsto per la fine dell'estate e non dovrebbe pregiudicare il regolare svolgimento delle funzioni religiose che si svolgono in Cattedrale. Ora la città attende di riscoprire uno dei suoi gioielli del passato, per troppo tempo dimenticato.

Photo credits: Santino Virdis

Pin It

Leggi anche

Iscriviti al nostro canale youtube

Guarda i nostri video dalla diocesi

YouTube icon