di Stefano Pinna
Più di un centinaio di giovani studenti hanno ascoltato gli interventi e le relazioni della mattinata.
Dopo un breve saluto del Dirigente scolastico, dott. Pino Tilocca, il primo a prender la parola è stato il vicesindaco di Oristano nonché assessore alla cultura dott. Massimiliano Sanna per sottolineare come il Comune di Oristano all’indomani della scomparsa di S.A. De Castro si preoccupò di onorare la memoria di questo illustre cittadino intitolandogli da subito una via; sulla scia di questa tradizione l’intenzione dell’amministrazione comunale è quella di istituire un Centro di documentazione che raccolga l’intera produzione diretta o indiretta relativa allo studioso oristanese, articolata in ben otto sezioni, e che comunque già oggi interessa l’80% di tutta la produzione del De Castro.
In un intervento molto appassionato, Guido Tendas, già sindaco di Oristano e per più di un decennio preside del Liceo De Castro, ha ricostruito le fasi che dal 1859 hanno consentito la nascita prima del regio- ginnasio e quindi del regio liceo-ginnasio (1935), per occuparsi poi del dibattito (a dire il vero molto veloce) che portò il 4 marzo del 1897 alla decisione del Consiglio comunale di Oristano di intitolare il regio-ginnasio, su proposta del consigliere Parpaglia, al De Castro. Una scelta quasi scontata, a dimostrazione di quanto alta fosse la considerazione che la città aveva del canonico oristanese che si era contraddistinto soprattutto come docente universitario e uomo di scuola.

Il compito di ricostruire la complessa figura di questo importante intellettuale dell’Ottocento sardo è stato affidato allo storico Luciano Carta che, in una ricca e ben documentata relazione, ha messo in evidenza l’importanza della città di Oristano durante gli anni della “sarda rivoluzione” e il legame che unì tre personaggi centrali della storia della Sardegna dell’Ottocento e dello stesso parlamento sub-alpino quali G.B Tuveri, Giorgio Asproni e S.A. De Castro, tutti esponenti di una cultura riformatrice se non rivoluzionaria che non poté non tenere conto della figura e dell’opera di Giovanni Maria Angioy.
Mons. Sanna, arcivescovo di Oristano, ha presentato infine il profilo del sacerdote e dell’educatore, sottolineando come il clero svolgesse in quegli anni un’azione di supplenza dal punto di vista politIco e di centralità dal punto di vista culturale.
Con la presentazione e lettura di un componimento poetico del De Castro a cura degli studenti, si è conclusa la cerimonia, dopo aver scoperto una lapide per ricordare il bicentenario della nascita di De Castro.