Domenica, 20 Maggio 2018

 

Nel febbraio scorso, la città di Iglesias ha ricevuto il Premio Internazionale Chiara Lubich per la Fraternità 2018. Davvero rilevante la motivazione...

di Stefano Pilia

Per il coraggio e la forte volontà a costruire la Pace contro ogni logica di convenienza condannando sin dall’origine la dialettica della guerra, contrastando la fabbricazione di bombe sul proprio territorio. Essa è divenuta punto di riferimento in Italia e ponte tra la Sardegna e il Mediterraneo. Ha altresì mobilitato cittadini singoli e associati con altrettanto spirito di fraternità. L’augurio è che le piccole e grandi voci di Fraternità possano far udire la loro musica corale.

Sabato 5 e domenica 6 maggio, nella città si è svolta una serie di eventi che, sempre in nome della pace, l’hanno riportata all’attenzione della stampa sarda e nazionale.

Soprattutto nella giornata di sabato 5 maggio, la riflessione sui teatri internazionali di guerre ha assunto uno spessore notevole, grazie al Seminario internazionale, tenutosi nella Sala Electra, organizzato da NetOne e dall’editrice Città Nuova, intitolato: Media, periferie, legami di pace ed economie di guerra. Dal Sulcis Iglesiente allo Yemen. L’evento, dedicato agli “addetti ai lavori” del mondo della comunicazione, ha visto confrontarsi giornalisti della carta stampata, delle televisioni, del web, giornalisti locali, studiosi e operatori dello sviluppo; ecco alcuni nomi: Giorgio Beretta (Rete italiana disarmo), Maurizio Simoncelli (Archivio disarmo), Nello Scavo (Avvenire), Marinella Correggia (Centro Studi Sereno Regis), Paolo Gentili (Cei), Teresa Piras (Movimento non violento), Efrem Tresoldi (Nigrizia), Rosa Siciliano (Pax Christi), Marta D’Auria (Riforma), Roberto Comparetti (Il Portico), Cristina Montoja (NetOne), Giorgia Bresciani (Radio in Blu), Giampaolo Atzei (Sulcis-Iglesiente Oggi), Carlo Cefaloni (Città Nuova), Giulio Meazzini (Città Nuova).

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In parallelo, presso la Sala Lepori, il Movimento dei Focolari Sardegna ha organizzato un incontro con una forte impronta ecumenica ed interreligiosa dal titolo Porta il tuo pezzetto di pace ad Iglesias, nel quale, per circa tre ore, si sono potute ascoltare esperienze di persone provenienti dai territori martoriati dai conflitti e iniziative di dialogo che hanno mostrato all’opinione pubblica un’Isola davvero impegnata sul fronte della solidarietà e dell’integrazione, sensibile alla problematica della pace e del disarmo. È intervenuta Gada Karioty, libanese, che negli ultimi quattro anni è vissuta in Siria. Ha raccontato di quanto è difficile vivere quotidianamente con la guerra in casa, della drammaticità di vedere amici e conoscenti in continuo pericolo di morte, delle privazioni di cibo, acqua e luce. Ma ha parlato anche di solidarietà, di fraternità, del fatto che la diversità culturale e religiosa non solo non sia un ostacolo, ma un terreno di fraternità e aiuto reciproco, di incoraggiamento e di speranza. Oppure Mohamed, della Siria, che vive ad Iglesias da circa 4 anni, entrato attraverso un corridoio umanitario che gli ha permesso di studiare, specializzarsi e diventare mediatore culturale. Che dire poi, della testimonianza di una giovane donna dello Yemen, Bonyam Gamal, che ha documentato la strage di una famiglia di vicini proprio con gli ordigni bellici prodotti dalla RWM di Domusnovas? Tra gli interventi, importantissimo quello di Lisa Clark, aderente alla Rete Disarmo, che ha rappresentato il gruppo di associazioni che hanno ricevuto il Premio Nobel per la Pace 2017. L’esponente dell’associazione Ican e co-presidente dell'International Peace Bureau (Ipb), ha sottolineato quanto sia significativo che il Nobel non sia andato ad una singola persona, ma a un gruppo di associazioni impegnate per il disarmo in tutte le parti del mondo. Il riconoscimento, ha continuato Lisa Clark, di un impegno che viene dal basso, dalla gente, dai cittadini.

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Poi testimonianze da Sassari, Cagliari, Valledoria; tutte fortemente incentrate sulla solidarietà, sull’inclusione, sulla fraternità.

L’impronta ecumenica e interreligiosa è stata evidenziata dall’intervento di Maria Elena Lacquaniti, della Chiesa battista, dalle presenza in sala di Elizabeth Green, teologa evangelica, dagli interventi degli esponenti dell’associazione Soka Gakkai, buddista, e di alcuni partecipanti alla preghiera interreligiosa che, oramai da due anni, si svolge ad Oristano.

Nel pomeriggio altri eventi. Sempre nella sala Lepori una tavola rotonda coordinata da Nello Scavo di Avvenire, con gli interventi del prof. Maurizio Simoncelli (Rete Disarmo) e Nico Piro, giornalista inviato del Tg3, che ha documentato, attraverso video e foto, quello che realmente accade nei luoghi di conflitto.

Nel tardo pomeriggio, inoltre, ha avuto luogo la presentazione del libro di Nanni Salio e Silvia De Michelis, Giornalismo di pace.

iglesias1webDomenica 6, sono stati protagonisti i giovani. Si è celebrata la Run4Unitiy, la staffetta per la pace concepita dai Ragazzi per l’unità del Movimento dei Focolari, che in tutto il pianeta accoglie giovani di diverse razze, culture e convinzioni religiose. Proprio da questa manifestazione, il 7 maggio 2017, si era costituito il Comitato di riconversione della RWM che oggi ha fatto davvero tanta strada. Erano presenti circa 200 persone fra giovani e adulti che, partendo dalla piazza del Comune, dopo il saluto del Sindaco Gariazzo, hanno percorso parte del Cammino di Santa Barbara, facendo diverse tappe di riflessione, canti e musica. Suggestiva e profonda è stata la tappa al Monastero della Vergine del Buon Cammino, nel quale i manifestanti hanno ricevuto il saluto della madre Badessa.

Personalmente, ho avuto l’onore di presentare l’evento della mattinata nella Sala Lepori: un momento con una fortissima sottolineatura “plurale”, una celebrazione di piccoli e grandi gesti di pace che partono dal basso, dalla quotidianità e creano “ponti” di dialogo e di fraternità vissuta. È stata la testimonianza che la pace nasce nel terreno della riconciliazione, del perdono, del dialogo, e le diverse appartenenze non sono altro che diverse sfaccettature di una stessa immensa realtà.

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