Domenica, 20 Maggio 2018

 

Il 9 maggio nell’Aula Magna del Liceo Scientifico di Oristano si terrà un incontro per gli studenti sul fenomeno delle Bufale. Ci sarà un confronto con gli agenti della Polizia postale e con il caporedattore di bufale.net Luca Mastinu, già nostro collaboratore, a cui abbiamo rivolto alcune domande per capire meglio il fenomeno delle fake news e della comunicazione digitale.

a cura di MAC

Quale è il compito di bufale.net? Cosa fate e perché?

Il compito di bufale.net è offrire uno strumento di ricerca della verità - non abbiamo la pretesa di chiamarla corretta informazione - attraverso il confronto delle fonti. L'iniziativa di offrire il nostro servizio nasce da un fenomeno sempre più diffuso di condivisione compulsiva di informazioni che, spesso, nascono da siti web e/o pagine social in modo fuorviante. Uso la parola fuorviante in quanto emergono sempre di più fonti che facilmente si possono confondere con il nome delle testate ufficiali, sfruttando appunto la tendenza di molti utenti a contribuire allo share di articoli poco attendibili. Questa tendenza trova spiegazione, infine, nella non-coscienza di verificare una fonte. Oltre alla verifica delle fonti (fact-checking), bufale.net vuole essere uno strumento di formazione per un pubblico sempre più interessato all'informazione imparziale.

 È vero che le fake news sono sempre più diffuse? Nel caso, qual è il motivo di questo incremento?

Sì, le fake news sono sempre più diffuse. I motivi che spiegano un tale fenomeno in progressivo aumento sono diversi. Tra i più conosciuti troviamo la natura politica che sta dietro la creazione delle bufale: per screditare un certo partito politico e/o un dato personaggio politico particolarmente esposto al pubblico si crea la fake-news che particolarmente inventa notizie false, composte da frasi mai dette in quella data circostanza, iniziative mai prese in merito a quella legge, quella situazione sociale e via discorrendo. Un esempio più che attuale - pur con un cambiamento reso evidente dalla successione avvenuta con Roberto Fico - lo troviamo nella collezione con numeri importanti che interessavano Laura Boldrini, ex Presidente della Camera e continuamente bombardata dalle bufale (ricordiamo i vari personaggi inesistenti spacciati per membri della sua famiglia, sui quali venivano inventati privilegi e benefici che ella stessa si è trovata a smentire a più riprese). In secondo luogo - ma non per minore importanza - abbiamo le fake-news di natura sociale (con bufale e disinformazione di taglio razzista) create per creare un vero e proprio nemico individuato nelle comunità straniere, con particolare leva sul fenomeno dei migranti. Questi ultimi, infatti, vengono spesso presentati con notizie false o rielaborate ad hoc nelle quali si parla di stupro, furto e vandalismo da essi perpetrati. Il risultato è un razzismo 2.0 fatto di proclami pericolosamente nazionalisti, diffusione d'odio e maldestre associazioni mediante l'uso della formula "agli extracomunitari tutto (hotel, diaria, agevolazioni) / agli italiani niente". Nel formulare un tale fenomeno, gli autori della disinformazione fanno leva sulla crisi economica lasciandola intendere come causata dal fenomeno della migrazione. 

Il motivo alla base della diffusione delle bufale è, prima di tutto, di natura economica. I bufalari (o viralizzatori) diffondono le loro false notizie da siti internet sui quali sono presenti banner pubblicitari che consentono loro di guadagnare attraverso le visite dei lettori. In questo modo, gli autori, possono coprire le spese di manutenzione del sito e godere degli introiti pervenuti dalle pubblicità. Per incanalare al meglio il traffico di visite, gli autori si servono di pagine social create per raccogliere un pubblico sempre maggiore. Attraverso queste pagine vengono veicolati i loro articoli, che totalizzano sluca mastinu verticaleempre un numero importante di condivisioni. La loro strategia, inoltre, comporta l'utilizzo di titoli scandalistici e sensazionalisti, ma la loro migliore riuscita si verifica con l'utilizzo del clickbaiting (ovvero titoli che spingono il lettore a dover cliccare per forza di cose sull'articolo per scoprirne il contenuto, un esempio: "Video choc: guardate cosa combinano i migranti quando non hanno il wi-fi / Madre torna a casa dopo una festa: quello che trova al suo rientro è impressionante").

Come si possono riconoscere le false notizie?

Per riconoscere le false notizie è bene tener presente, in primis, la propria reazione alla loro lettura. Se dopo aver letto il contenuto si sviluppa un'emozione molto forte (tristezza, rabbia, indignazione) è molto probabile che la notizia sia sospetta. In secondo luogo è di grande importanza andare a verificare l'attendibilità della fonte (nome del sito, nome della pagina social) e cercare la stessa notizia sui motori di ricerca attraverso le parole chiave. In terzo luogo si deve prestare attenzione alla grammatica e all'ortografia del testo. In troppi casi, il grado di alfabetizzazione dei creatori di bufale è molto basso e lo si individua, essenzialmente, in un utilizzo esasperato delle maiuscole e dei punti esclamativi. Un discorso a parte meritano le immagini con didascalia diffuse sulle piattaforme di messaggistica istantanea (WhatsApp, Messenger) e inoltrate senza fonti di riferimento. Sovente, questo genere di contenuti, si concludono con "condividi prima che lo censurino" et similia. Molto spesso si tratta di catene di Sant'Antonio infondate e che potrebbero anche danneggiare terze persone, aziende e associazioni. Non bisogna obbedire passivamente alla richiesta di diffusione, specie se il contenuto non è accompagnato da una fonte attendibile. L'imbroglio sta anche - ed è importante ricordarlo - nell'attribuzione di un dato messaggio a un fittizio personaggio delle forze dell'ordine, che spesso si rivela inesistente. Bisogna fidarsi solamente delle fonti ufficiali e istituzionali (testate certificate, canali web delle forze dell'ordine).

Il problema della falsa comunicazione coinvolge solo i giovani o è anche questione che interessa gli adulti?

Purtroppo le bufale interessano ogni fascia d'età. Si registra una particolare concentrazione di diffusione tra il pubblico con una bassa capacità di utilizzo degli strumenti web - non dovuta a un deficit, bensì a una scarsa esperienza nel mondo della rete - e tra gli utenti che già utilizzano la rete con pregiudizio, altamente foraggiato dalla lettura delle fake-news. Dall'adolescente all'adulto, esiste e insiste una fruizione delle bufale che talvolta diventa preoccupante. I motivi sono diversi: dal già citato pregiudizio possiamo spostarci anche su una non-conoscenza delle possibilità che la rete offre per arrivare alla fonte di una notizia. Alla non-conoscenza si accompagna la non-coscienza, ovvero un sentimento ancora poco diffuso della possibilità di conoscere la verità al di là del proprio pensiero. 

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