Sono passati 130 anni da quando nel nostro Paese si celebra la Festa del Lavoro il 1° maggio. Era il 1891 quando anche in Italia, così come in tante altre parti del mondo, fu istituita questa giornata per ricordare come il lavoro fosse un diritto e, soprattutto, come il lavoro fosse uno dei simboli della dignità dell'uomo.
di Mauro Dessì
Una giornata che nel mondo nacque come segno di protesta per rivendicare migliori e più umane condizioni di lavoro: non era raro che si lavorasse anche 16 ore al giorno a causa dell'egoismo di chi, attraverso una sorta di schiavitù legalizzata, approfittava della manodopera a basso costo in cambio di quattro soldi che, seppur provvidenziali per la vita di tante famiglie, erano pur sempre quattro soldi.
Nel 1947, poi, la giornata divenne Festa nazionale italiana di tutti i lavoratori dopo che per il ventennio fascista il primo maggio fu abolito. Purtroppo però, pian piano la giornata è diventata manifesto di un popolo che non protestava più perché lavorava troppo ma di un popolo che, a gran voce, denunciava la precarietà di un mercato del lavoro sempre più scarso e incapace di accontentare le innumerevoli richieste. Sempre meno lavoro, sempre più precarietà, sempre più disoccupati.
La giornata nazionale di quest’anno ha offerto ancora meno spunti per far festa. Anzi. Dramma nel dramma, anche chi il lavoro ce l’ha e se l’era costruito con fatica e sacrificio ha celebrato la giornata del 1° maggio a casa. Sono tanti i lavoratori costretti al fermo dalle restrizioni governative legate alla pandemia. Abbiamo pazientato un anno intero, rendendoci disponibili a fermarci e chiudere, per fare ciascuno la propria parte: ora è palpabile l’insofferenza, è preoccupante la tensione che si respira. C’è chi si è arreso è ha chiuso definitivamente. C’è chi è nell’atteggiamento di andare oltre le disposizioni. C’è chi continua a stringere i denti.
L’edizione del 1° maggio 2021 ci aiuta a riflettere. Tante volte si è scritto e detto che ciò che stiamo vivendo aiuterà a dare valore a ciò che ci sta mancando. Mai come oggi il lavoro assume un valore così importante: per la vita del lavoratore, per la vita delle famiglie e per il bene delle comunità.
Chi governa provi ad andare oltre il Covid. Come cittadini, invece, continuiamo a rispettare le norme: oltre che salvare vite, salviamo il Lavoro.