Oristano. I ragazzi della III B biomedico del Mariano IV d’Arborea si sono aggiudicati il 1° premio al Concorso nazionale del MIUR "Una Città non basta". Gli stessi ragazzi ci raccontano la loro esperienza.
di Alessio Sechi e Elena Uccheddu
Le chiamano opportunità. Sono quelle situazioni che a volte si presentano inaspettate, ma che poi si trasformano in eventi importanti, sia sotto il profilo personale sia per un’intera classe. In estrema sintesi è questa l’esperienza che abbiamo vissuto a scuola in questo travagliato periodo segnato dall’ingombrante compagnia di un invisibile, ma insidiosissimo, compagno di viaggio: il Covid-19.
Elena. Quando il nostro docente ci ha proposto un approfondimento su una donna che ha segnato a suo modo il secolo scorso, non ci aspettavamo certo il nome di Chiara Lubich. Nessuno di noi conosceva questa donna, tantomeno la sua opera nel mondo. Per questo quando il prof. ha tracciato un suo breve profilo per offrirci almeno degli spunti generali per una nostra valutazione, ci è sembrato corretto e prudente, chiedere una settimana di tempo per riflettere e decidere. È così che abbiamo deliberato di partecipare come classe al Concorso nazionale, promosso anche dal MIUR, Una città non basta. Chiara Lubich cittadina del mondo, in occasione del Centenario della fondatrice del Movimento dei Focolari. Dopo un periodo di approfondimento della sua figura e della sua opera ci è stato chiaro quale sarebbe stato il nostro tema: Chiara Lubich e il crollo del muro di Berlino. In effetti, la simbologia dei muri che si ergono e crollano, ci è sembrata subito attualissima e, di lì a poco, la pandemia da Covid-19, ci ha fatto toccare con mano quanti ostacoli e quanti muri abbiamo dovuto superare: la chiusura delle scuole, la DAD, le porte di casa sbarrate, niente amici, niente compagni, niente sport, niente piazza… Così, tra una difficoltà e l’altra, un anno scolastico è passato e, anche se il lavoro si è bruscamente interrotto, abbiamo dichiarato al prof. la nostra determinazione a concludere il lavoro nei primi mesi del presente anno scolastico.
Alessio. Proprio nel momento meno opportuno, quando oramai la scadenza era vicina, si è presentato di nuovo il muro delle lezioni a distanza. Tuttavia, ecco il valore aggiunto dell’esperienza di Chiara, abbiamo anche noi trasformato in opportunità questa difficoltà e abbiamo realizzato insieme il lavoro. Era giusto andare fino in fondo; scoprire Chiara, il suo anelito alla fraternità e al dialogo fra i popoli era già stato un bel traguardo. Certo, quando in quella serata di dicembre il prof. ha condiviso un link nella chat che ci rimandava al sito del Centro Chiara Lubich che aveva appena reso noto i vincitori del Concorso, con una certa sospensione abbiamo visitato la pagina e quando abbiamo letto nella sezione elaborato multimediale Primo premio. Categoria B, il nome della nostra classe, la chat si è tinta dei colori della festa. Il 22 febbraio scorso, alla presenza dei rappresentanti delle Associazioni che hanno promosso il Concorso (Centro Chiara Lubich, Fondazione Museo Storico del Trentino e New Humanity) e con la partecipazione del dirigente del MIUR, dott. Paolo Sciascia e di suoi collaboratori, siamo stati protagonisti di una diretta Zoom dalla prestigiosa Biblioteca Nazionale di Roma, nella quale sono stati presentati i lavori provenienti da tutta Italia e quelli premiati, tra i quali, appunto, anche il nostro. La cerimonia (durata più di due ore), ha segnato un momento importantissimo di scambio fra studenti e fra generazioni, all’insegna della creatività e della capacità espressiva dei giovani. Davvero lusinghiera è stata per noi la motivazione dell’assegnazione del Premio, letta da una funzionaria del Ministero: L’elaborato video, ripercorrendo efficacemente, anche con strategie tecniche, tappe significative della storia contemporanea, spesso segnata da violenza, sopruso, terrorismo e conflitti fra persone, ha saputo evidenziare come proprio in questo mondo il messaggio di Chiara Lubich ha aperto orizzonti di vero ascolto, di dialogo, di fraternità tra singoli e popoli. Realizzato mentre era in atto la Didattica Integrata a Distanza (DID) l’elaborato documenta creatività, autonomia e spirito di iniziativa della classe nonostante l’emergenza Covid in atto.
Elena. Ci è stato assegnato un premio di € 800. Abbiamo sentito subito che non avrebbe avuto senso per noi pensare a una spartizione o farne un uso personale e, mettendo in atto un metodo oramai ben acquisito e tanto vicino allo spirito che ha animato Chiara e le sue compagne, abbiamo deciso di devolvere l’intero importo alla ricerca contro i tumori (del resto, la nostra classe segue una specializzazione biomedica). Nella lettera di accompagnamento abbiamo esplicitato che il gesto esprime la volontà della classe di ripercorrere gli ideali di Chiara Lubich, oggetto del concorso, contribuendo ad abbattere i muri che si pongono davanti ai malati di patologie tumorali. Per me, è stato importante realizzare questo lavoro perché ritengo sia necessario mettere in evidenza figure come quella di Chiara, che hanno fatto del dialogo e dello scambio di opinioni diverse la ragione di vita: chiunque, al di là che creda o meno in Dio, può e deve esprimere la propria idea. Chiara aveva una grande capacità di entrare in dialogo con tutti, ed è un aspetto che mi ha particolarmente colpito.
Alessio. Io ho curato la regia e il montaggio del video. Ritengo che sia importante conoscere persone come Chiara. Anche per noi giovani la sua figura è un riferimento. Il dialogo con più culture, con chi ha posizioni diverse è possibile, così come Chiara Lubich ha testimoniato con la sua vita. Ciascuno di noi può seguire questa strada: una scelta di vita da attuare in ogni contesto.
Alessio Sechi e Elena Uccheddu, classe III B biomedico del Mariano IV d’Arborea, Oristano