Lunedì, 16 Settembre 2019

Progetto1

 

Domenica 4 novembre i locali del Museo Diocesano ospiteranno una formazione del tutto particolare, l’Ensemble Scisma, composto per questa occasione da sei elementi: Marina Onidi (flauto), Andrea Onnis (clarinetto), Bianca Nucita (arpa), Anna Floris (violino), Tommaso Delogu (viola) e Marcello Calabrò (pianoforte)...

a cura di Alessia Andreon

Formatosi tra il 2015 e il 2016 nell’ambito di un progetto interdisciplinare e interdipartimentale del Conservatorio di Musica di Cagliari, Scisma ha come scopo primario quello di favorire l’incontro tra compositori, strumentisti e direttori d’orchestra. L’obiettivo che lega tra loro i componenti del gruppo è principalmente quello di dare ai compositori la possibilità di sperimentare e verificare il dato sonoro fin dalle prime fasi di progettazione, agli strumentisti di confrontarsi con le moderne tecniche esecutive e i relativi tipi di notazione e ai direttori d’orchestra e di coro di affrontare problematiche relative all’insieme, al ritmo, al timbro e alla forma nel repertorio contemporaneo. Il loro ambito di specializzazione è il repertorio contemporaneo. Abbiamo rivolto qualche domanda al compositore e pianista Marcello Calabrò sul loro percorso e sull’impatto che la sperimentazione musicale ha sugli ascoltatori.

L' Ensemble Scisma è indubbiamente una realtà innovativa nel panorama musicale sardo, ci può spiegare in cosa vi differenziate dalle altre formazioni?

L'Ensemble Scisma nasce proprio come laboratorio aperto a tutti gli studenti delle classi di strumento, composizione e direzione, non intese come compartimenti stagno, favorendone la reciproca integrazione. I brani di nuova composizione, ad esempio, hanno la possibilità di prendere forma tramite uno scambio diretto di informazioni e idee tra i diversi protagonisti dei diversi ambiti del “fare musica”. I repertori e i progetti affidati a Scisma richiedono, inoltre, una certa versatilità: se il focus principale è sulla musica colta contemporanea, non mancano brani del '900 storico, lavori di teatro musicale, musica applicata ed elaborazioni per orquesta tipica argentina.

Il vostro ensemble di musicisti è formato quasi interamente da studenti, tra loro ci sono anche compositori; da cosa traete ispirazione?

Penso di poter parlare anche a nome dei miei colleghi compositori nel dire che il percorso di ideazione, progettazione e stesura di un pezzo è un percorso assolutamente personale. Scisma non ha fonti segrete di ispirazione! Non è raro, tuttavia che, per alcuni pezzi, quel percorso passi proprio attraverso Scisma e ne conservi, per così dire, il profumo. Idee che derivano da pretesti musicali o suggestioni musicali che nascono da improvvisazioni o da semplici chiacchiere da bar tra chi il pezzo dovrà scriverlo e chi dovrà suonarlo o dirigerlo.

Avete fatto già numerosi concerti, come viene accolta la vostra musica dal pubblico?

Sorpresa! Il tipo di repertorio che proponiamo più frequentemente è lontano dalle sonorità che mediamente si possono incontrare casualmente alla radio o in televisione. Questo genera in chi ci ascolta una curiosità che può disorientare, o portare a meravigliarsi nello scoprire qualcosa di nuovo.

MUSICA arborense SCISMA ENSEMBLEweb

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