Era stato attivato nel 2015 in forma sperimentale per un triennio. Poi, a conclusione del suo percorso, per non si sa quale motivo, non era stato più rinnovato nonostante, a detta di tutti, avesse avuto una grande validità. Stiamo parlando del protocollo d’intesa tra l’Ufficio Scolastico Regionale e l’Assessorato alla Sanità per l’inclusione del bambino con diabete di tipo 1 a scuola.
di Mauro Dessì
Norme importanti, utili a garantire all’alunno con diabete di poter vivere in un ambiente scolastico sicuro, evitando di subire problemi fisici e psicologici, prevenendo, quindi, forme di discriminazione verso lo studente.
Dal 2018 queste norme non esistono più e la gestione del diabete da parte della Scuola è diventata, per le famiglie e gli studenti diabetici, una criticità.
Di questo si è parlato, venerdì 14 luglio a Oristano in occasione di un tavolo operativo promosso dall’Aniad Sardegna, l’associazione sarda di volontariato che, partendo dallo sport, si occupa di contribuire al pieno inserimento sociale della persona diabetica.

All’incontro hanno partecipato rappresentanti del mondo della Scuola (ufficio provinciale, dirigenti scolastici, docenti), della politica (commissione regionale della Sanità, consiglieri regionali, sindaci), dell’amministrazione sanitaria (Asl 5, diabetologi, medici), dell’associazionismo e delle famiglie. Tutti insieme per definire le linee guida per un nuovo protocollo che partendo dall’esperienza di Oristano (territorio che in questi ultimi due anni lo ha testato seppur non fosse ancora stato ratificato) possa essere attivato per tutta la Sardegna.
Presentiamo un nuovo documento in cui crediamo molto, ha spiegato Marcello Grussu, presidente nazionale Aniad introducendo i lavori: è il frutto del lavoro di alcuni anni in cui abbiamo cercato di mettere insieme le esperienze e le competenze dei vari ambiti coinvolti per la tutela degli studenti e del personale scolastico.
Il dott. Francesco Mastinu, che per anni ha guidato il reparto di diabetologia a Oristano, ha spiegato, attraverso i numeri, come la Scuola non debba sottovalutare un fenomeno purtroppo in continua evoluzione: I dati rivelano che in Italia cinque milioni di persone hanno il diabete; in Sardegna sono oltre 50mila e il 20% delle famiglie sarde sono coinvolte con la gestione del diabete. I casi in Sardegna sono in progressivo aumento: 60 diabetici su 100mila abitanti, mentre in Italia la proporzione è di 6 su 100mila. Uno scarto incredibile. Sono dati superiori a quelli della Finlandia che detiene il primato a livello mondiale. In Sardegna ci dobbiamo aspettare 108 casi all'anno, solo a Oristano dieci nella fascia da 0 a 14 anni. Attualmente abbiamo circa 100 bambini in carico alla Asl 5; è atteso un bambino ogni sette classi scolastiche. Motivo per cui la Scuola non può farsi cogliere impreparata.
Da qui, la consapevolezza di insistere sulla riattivazione di un protocollo la cui sospensione, come ha spiegato la rappresentante di Cittadinanza attiva, la dott.ssa Maria Grazia Ficichelli, ha creato un vuoto all’interno del mondo della Scuola che ha generato situazioni di disagio e poca tranquillità, nonchè atteggiamenti di paura nell'assumersi responsabilità, spesso causati da scarsa formazione e conoscenza.
Benedetto Mameli, presidente della sezione sarda dell’Aniad ha illustrato la proposta del nuovo protocollo come un aggiornamento, la rielaborazione e l’integrazione di tre documenti precedenti: Un lavoro nato dalla riflessione tra diabetologia pediatrica, scuola, associazioni e famiglie. Sono indicati tutti i passaggi che un bambino deve fare a scuola e ciò che le singole parti devono compiere per sostenere le famiglie per evitare casi, purtroppo recentemente successi, in cui uno dei due genitori ha dovuto lasciare il lavoro per supportare il figlio. Un protocollo, ha proseguito Mameli, per la gestione dell'ordinario e delle emergenze anche se, grazie alle nuove tecnologie, le emergenze sono ormai praticamente azzerate.

Tanti gli interventi e le testimonianze portate al centro del dibattito avutosi nella sala dell’Hospitalis Sancti Antoni di Oristano. Tra i tanti, quello della dott.ssa Rita Stara, presidente della Federazione Diabete dell’Emilia Romagna, regione pioniera in Italia nell’ambito della gestione del diabete in tanti settori della vita sociale dei diabetici, compresa la scuola. La dott.ssa Stara ha rivelato come mettere in dialogo le varie parti che interagiscono nella vita sociale ed educativa di una persona diabetica è strategia vincente per una gestione più serena ed efficace della malattia che, ha sottolineato la presidentessa, è democratica, non fa distinzioni né di sesso, né di razza, né di categorie sociali.
Tutti gli interventi fatti in sala, all’unanimità, hanno convenuto sull’importanza di una riattivazione celere di norme capaci di restituire serenità alla Scuola, alle famiglie e agli studenti; norme che affermino il diritto alla non discriminazione e alla sicurezza e che si basino su obiettivi che facciano emergere una gestione condivisa.
Pubblicato su L'Arborense n. 27 del 2023
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