Domenica, 19 Aprile 2026

 

Il CVS diocesano (Centro Volontari della Sofferenza), che recentemente ha rinnovato il suo consiglio direttivo, ha vissuto a Donigala Fenughedu, nella Casa di Spiritualità Nostra Signora del Rimedio, alcuni giorni dedicati agli esercizi spirituali.


Da giovedì 18 a sabato 20 maggio, poco più di una ventina di persone, tra residenziali e non, si sono ritrovate per pregare, meditare, riflettere e fare fraternità sotto la guida di p. Gianluca Longobardi, delegato diocesano per la Pastorale della Salute, e p. Giuseppe Cogotzi.

Ti chiediamo Signore di cercarti e desiderarti come ti ha cercato Abramo, di avere la sua stessa fiducia in te.

Questa la frase che ha fatto da sfondo a tutte le meditazioni proposte dai due assistenti, presentate nella introduzione ai lavori da p. Giuseppe e approfondita, attraverso tre meditazioni, da p. Gianluca. La fede di Abramo è stata di incoraggiamento per chi vive nella sofferenza: tante volte, di fronte alle malattie o alle avversità della vita ci si domanda il perché queste cose accadano. Abramo insegna a sapersi fidare di Dio anche quando i suoi progetti sembrano assurdi e incomprensibili.

19 08 02 esercizi spirituali CVS 9Alcuni momenti di incontro, invece, sono stati incentrati sulla spiritualità di mons. Luigi Novarese, fondatore del CVS e proclamato Beato dieci anni fa, l’11 maggio 2013. Fu la Madonna di Fatima, a cui era molto legato, che lo ispirò a fondare il Centro Volontari della Sofferenza, che riunisce gli ammalati che hanno scelto, volontariamente, in piena libertà, di vivere la sofferenza secondo l’insegnamento di Cristo, di affidare la vita a Lui per seguirlo e di prendere parte con lui al grande misterioso disegno della redenzione (Paolo VI, discorso del 12 aprile 1972).

Parlando del fondatore del CVS ci si è confrontati sullo scopo dell’associazione che è quello di aiutare i credenti a prendere coscienza del valore di salvezza che può esserci nel dolore dell’uomo quando viene vissuto non come impedimento condizionante, ma come una risorsa per il bene. Ci si è interrogati, quindi, su come oggi, riprendendo la sua spiritualità, attraverso la veridicità della propria esperienza personale, si riesce a trasmetterla agli altri, al fine di realizzare la promozione integrale della persona sofferente, riconosciuta nella sua piena dignità, nei suoi diritti e doveri.

Gli esercizi si sono conclusi con l’incontro pomeridiano del sabato pomeriggio dove non solo si è fatta verifica del tempo vissuto insieme ma si sono condivise un po’ di idee per pensare alle prossime attività diocesane del CVS.

Maria Todde

 


 

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