Poco più di 5 km percorsi in 90 minuti da una sessantina di pellegrini. Tra questi, la piccola Bianca di 8 mesi nel marsupio della mamma e la novenante ottantenne, dal passo spedito per aver percorso, sin da bambina, il cammino dei novenanti.
di Ignazio Serra
Una serata splendida dal punto di vista del meteo con ben 19 gradi a metà novembre; il verde del paesaggio, la partecipazione gioiosa di tanti, provenienti da vari paesi dell'oristanese, a cui si sono aggiunti i locali, ha contribuito a rendere il cammino speciale. La risposta di Busachi, infatti, è stata super sia per l'accoglienza, la cordialità e la condivisione del cammino.

Un cammino scandito dalle soste per la preghiera, come pure da pause per ammirare il creato con i suoi panorami sul lago e sulle campagne circostanti. Di tanto in tanto, ai pellegrini venivano informati da alcune pillole di microstoria locale come ad esempio sul sito dove venne costruita la torretta di avvistamento antiaereo della Seconda Guerra Mondiale, sui punti di sosta che la Santa compie lungo il tragitto prima di arrivare al novenario, sulla peste che colpì il villaggio di Moddamene, sui giorni della festa.
Le tre grandi pietre in trachite, sulle quali viene appoggiata la Santa martire lungo il cammino, hanno incantato in modo particolare i pellegrini; non di meno il percorso, specie quando si sono attraversati dei veri e propri tunnel nella cattedrale del creato dove la vegetazione nasconde in diversi tratti il cielo e richiede di procedere abbassati lungo il cammino prima di giungere alla chiesa e qui, invece, gli occhi si alzano verso le pareti e la volta del presbiterio per contemplare la bellezza del ciclo degli affreschi che narrano, a mo' di fumetto, la vita e il martirio di Susanna. Un scrigno d'arte realizzato nel 1754 del pittore Are, tanto da essere definita la "Cappella Sistina del Barigadu".

Che dire poi delle interessanti e preziose note storiche offerte ai pellegrini del parroco don Giovanni Marras sia sulla chiesa sia sul novenario, come pure del momento di preghiera in limba e del canto dei gosos? Semplicemente arricchente, vuoi per la mente e vuoi per il cuore, per non parlare della viva testimonianza di fede ricevuta da chi in questo luogo venera la martire e rende lode a Dio da secoli, di generazione in generazione.
La squisita accoglienza, infine, ha visto i pellegrini coccolati anche con un piacevole momento conviviale allestito dinanzi alla chiesa. I pellegrini hanno assaporato una grande varietà di dolci tipici, preparati in casa, insieme a del buon café e a una bibita.
La visita, quindi, è proseguita lungo la corte e la fontana del villaggio. Oltre 100 i muristenes attorno alla chiesa. I pellegrini hanno potuto visitarne uno grazie alla disponibilità di uno dei novenanti. Il rientro in paese, essendosi fato buio, è stato fatto in scurezza in auto. Nel borgo i pellegrini hanno potuto visitare uno dei due musei, quello del Figari-Pellis. A fare da cicerone, l'Assessore alla cultura Angela Saba, che ha illustrato ai pellegrini sia i pannelli realizzati dal Figari sul fidanzamento e il matrimonio negli anni 1912- 1913, utilizzando la chiesa di San Domenico come atelier, sia le foto del Pellis, che immortalò la Busachi del 1934 con la sua macchina fotografica.
Busachi trasuda di fede, cultura, tradizioni, saperi e sapori. I due spazi museali, le sue chiese, le tradizioni, il costume, indossato nella ferialità dalla sua gente, le sue feste, la bellezza del suo territorio attendono pellegrini e turisti desiderosi di trascorrere del tempo alla scoperta di una Sardegna ricca di storia, fascino e meraviglia.
Domenica 20 novembre si prosegue con Bidonì, 100 abitanti, ricco di chiese campestri, un tempio romano, un presepe in trachite rossa e un museo sulla storia della magia in Sardegna. I pellegrini dei cammini del lago Omodeo sono pronti per lasciarsi stupire per la quinta volta.