Dal 4 al 7 giugno si è rinnovata a Gesturi la devozione nei confronti della Madonna d’Itria.
di Manuela Mereu
Il simulacro de Sa Santa incede verso il suo santuario campestre portato a spalla dai devoti; riecheggia, festoso, il canto del rosario e de is coggius. Quel santuario è la vera patria dei gesturesi ed essi, in questa processione che è un ideale cammino verso la pace del cuore, sono tutti presenti nelle diverse compagini della comunità: i fedeli in abito tradizionale, le confraternite, i musicisti, il comitato organizzatore e il comitato custode del santuario, i sacerdoti e il popolo tutto in festa. Ognuno ha un ruolo e ognuno è attore protagonista di questo grande cerimoniale che è ogni anno diverso ma da sempre immutato nei secoli.
Dopo due anni di festeggiamenti in tono minore, ora le celebrazioni sono nuovamente partecipate in grande misura non solo dai gesturesi ma anche dai devoti dai paesi limitrofi; per quattro giorni la lussureggiante campagna circostante accoglie le famiglie e i gruppi di amici che si riuniscono in pranzi e cene conviviali che rinnovano quella socialità che tanto ci è mancata.
Le campagne intorno alla Madonna d’Itria nei giorni della festa diventano una realtà parallela e vivono in un tempo sospeso, altro rispetto al paese, dove è palpabile l’emozione in chi da sempre ama, rispetta, tramanda ed è partecipe di questi riti; antichi, come quello che prevede di non lasciar mai sola la Madonna, specialmente durante la notte, quando i fedeli restano in Chiesa a abillai, fino al mattino e finché nuovi fedeli non arrivano a proseguire quella perpetua preghiera che affiora continuamente sulle labbra: Divina Reina Abogada Dulcissima Protettora…
Al rientro della Santa in Parrocchia, la commozione è tanta, perché questi giorni vissuti in comunione hanno rinfrancato lo spirito e cancellato momentaneamente le difficoltà quotidiane: ma c’è anche un velo di tristezza, perché il tempo che manca alla festa del prossimo anno è ora davvero troppo lungo.