Domenica, 19 Aprile 2026

Le piattaforme social come Instagram possono essere capaci di soddisfare il bisogno di far parte di un gruppo, di sperimentare molteplici identità o, di contro, esporre a un maggior rischio di sperimentare ansia derivante dal sentirsi esclusi da esperienze che sono condivise e visibili a tutti (il cosiddetto Fear of Missing Out) e altre problematiche.

di Simone Gargiulo

Per approfondire Instagram dialogheranno con me tre Peer Educator delle scuole superiori del Convitto Nazionale di Cagliari: Katia, Eleonora e Luca.

Perché Instagram è cosi attraente per i giovani? Luca risponde che una delle motivazioni è data dal fatto che è una piattaforma di scambio di contenuti audiovisivi che per essere utilizzata non richiede particolari conoscenze tecniche e soprattutto perché si basa su un meccanismo rapido, veloce. Indubbiamente ci sono notevoli quantità di stimoli per i giovani tanto che Eleonora mette in evidenza che spesso si è soggetti a una alienazione dalla realtà e il tempo trascorre sovente inconsapevolmente e in maniera improduttiva. Certo è che Instagram permette di apparire, rappresentare se stessi o anche una idealizzazione di se stessi.

Tra i pericoli evidenziati dai tre Peer Educator, in particolare per i più giovani, ci sono: l’adescamento online, il cyberbullismo e le problematiche alimentari. Sono presenti contenuti che elogiano i disordini alimentari rintracciabili da hashtag quali ad esempio: #bonespiration, #thinspiration, #anoressia, #bulimia, #eatingdisorder, #skinnygirl (ragazza magra), #skinnyboy (ragazzo magro). L’utilizzo degli hashtag, associati alle foto, facilitano sia la visualizzazione dei post sia il contatto tra persone accomunate dal medesimo interesse.

Parimenti sono presenti foto postate da adolescenti che mettono a confronto il proprio corpo rispetto ai momenti di forte dimagrimento e la fase di recupero. Anche tali contenuti sono accompagnati da hashtag, di tutt’altra natura, quali #anorexiarecovery (guarigione dall’anoressia), #strongnotskinny (forte non magro), #bodytransformation (trasformazione del corpo), #fiocchettolilla. Katia aggiunge che tutti dovrebbero prestare particolare attenzione alla propria privacy e ancor di più i giovanissimi utilizzatori della piattaforma.

Nella biografia s’inseriscono troppe informazioni personali: età, scuola che si frequenta, città, foto di se stessi e degli amici, ecc. Un altro pericolo che mette in evidenza Eleonora è il rischio che si possano emulare comportamenti non sempre positivi. Anche noi che abbiamo 16 anni potremmo essere influenzabili e malleabili quindi non voglio immaginare i più piccoli. Luca riflette su un altro pericolo: la dipendenza, perchè non esiste solo la dipendenza da sostanze ma anche dalle tecnologie e dai social, dove non è solo una questione di troppo tempo trascorso ma anche di altri comportamenti riconducibili alle dipendenze che devono farci riflettere.

Un’indagine della Royal Society for Public Health (2017) ha indagato il rapporto fra cinque piattaforme (Facebook, Instagram, Twitter, Snapchat e YouTube) e gli effetti sulla salute. La ricerca suggerisce che i giovani che sono forti utilizzatori hanno maggior probabilità di riferire problemi di salute mentale, compreso ansia e depressione, e che i social possono influenzare il sonno e l’immagine del corpo. Instagram ricopre un ruolo ambivalente: è stata indicata come la peggiore per i maggiori effetti sul benessere psicologico e, contemporaneamente, come utile in termini di promozione della propria identità. Instagram e Snapchat si qualificano come i peggiori in classifica per il benessere e la salute poiché possono condurre a sentimenti di inadeguatezza fra i più giovani. Inoltre, bisogna prestare particolare attenzione alla propria web reputation nell’utilizzo di Instagram e di tutti i social. Eleonora afferma che ci si potrebbe pentire di quanto si pubblica anche rispetto al proprio futuro lavorativo. Dobbiamo fare attenzione! I tre Peer Educator sottolineano il ruolo fondamentale della famiglia.

Simone Gargiulo, psicologo

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