Martedì, 12 Maggio 2026

Al termine del ministero pastorale di mons. Ignazio Sanna nella nostra Arcidiocesi, gli abbiamo rivolto alcune domande per una sintesi sulla situazione della Chiesa arborense...

a cura di M. A. C.

Tredici anni alla guida dell’Arcidiocesi Arborense. Quale bilancio può fare?

Il bilancio personale è sicuramente un arricchimento di umanità, perché fino a venire a Oristano ho vissuto e lavorato in un ambiente protetto, che mi consentiva il rapporto con gli studenti, i docenti, i libri. Una volta venuto ad Oristano come Vescovo, la mia vita è cambiata, perché l’ambiente di lavoro è diventato il contatto con la gente, con i suoi problemi, sofferenze, aspettative. Senza dubbio,ho avuto arricchimento umano e spirituale dalla condivisione della sofferenza di chi vive nel bisogno e nel dubbio, nonché dal coinvolgimento nelle problematiche del mondo del lavoro e delle nuove e vecchie povertà. Ho sempre ritenuto che la Chiesa non è dirimpettaia della società civile ma dentro di essa, impegnata a promuovere insieme il bene comune dei cittadini.

Può rivelarci un aneddoto positivo e uno negativo del suo ministero episcopale?

Un aneddoto positivo è la diversità di titoli con i quali sono stato spesso salutato: padre, monsignore, sua eccellenza, sua eminenza, sua imminenza, sua altidudine, ciao… In ognuno di questi titoli c’era un modo particolare di rapportarsi alla mia persona e al mio ruolo. Sotto la diversità e originalità dei titoli, però, vi ho visto un comune denominatore di grande rispetto, devozione, familiarità. Un aneddoto negativo è la brutta reazione dei social ad un mio post in cui chiedevo rispetto per il presidente della Repubblica come rappresentante di tutti gli italiani. Non ho voluto leggere gli insulti e le offese e ho cancellato il post.

 Avere ordinato 17 presbiteri in 13 anni è un buon risultato pastorale. Quale eredità lascia a mons. Carboni?

Il momento in cui ho esercitato la pienezza del sacerdozio e sperimentato la paternità sacramentale è certamente quando ho ordinato sacerdoti 17 giovani. Sono contento di aver seguito questi giovani nella loro formazione umana e spirituale, nell’averli accompagnaticon sollecitudine paterna nel loro itinerario spirituale verso il sacerdozio. Oltre a questi sacerdoti “creati”, comunque, devo aggiungere altri 13 sacerdoti “incardinati” o prossimi all’incardinazione nella nostra Diocesi. A conti fatti, quindi, potrei dire che lascio una buona eredità di operari della vigna del Signore, anche se essa non è sufficiente per venire incontro alle necessità spirituali dei fedeli della Diocesi

Sostegno ai poveri, catechesi e formazione, accompagnamento delle famiglie in crisi attraverso il Consultorio diocesano, annuncio ed evangelizzazione. Quale aspetto deve essere ancora potenziato dal suo successore?

A mio parere, bisogna riscoprire e promuovere la centralità del Giorno del Signore. Se la domenica si riduce all’osservanza d’un rito, a un obbligo di appartenenza ecclesiale, se ne può fare anche a meno e non succede nulla nella propria vita. Ma se nella celebrazione dell’Eucaristia “è racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè lo stesso Cristo, nostra Pasqua”, non se ne può fare a meno. D’altra parte, se non si sente il bisogno di ringraziare e di lodare il Signore, vuol dire che non si è neppure capita la grandezza del dono ricevuto.

Cosa porta a Roma dell’esperienza arborense come Presidente dell’Accademia di Teologia?

Lungo il mio ministero ho incontrato splendidi testimoni di santità, praticata come “misura alta di vita cristiana”. Nelle mie visite alle parrocchie, agli ospedali, alle nostre istituzioni caritative, ho trovato testimonianze esemplari di solidarietà, generosità, spirito di sacrificio e di fede. Non dimenticherò facilmente il gesto d’un amico della città di Oristano, che, nell’augurarmi una felice conclusione della mia permanenza in Diocesi mi ha consegnato la chiave di casa, dicendomi: “Lei è sempre benvenuto”. Questo e tanti altri gesti di affetto e di riconoscenza custodiranno il mio grande amore alla Diocesi, mia fedele sposa, nella nuova stagione di grazia e benedizione.

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