di Silvio Foddis, parroco
Tutto parte da molto lontano, 178 anni fa, quando don Bosco si appresta a celebrare la messa nella chiesa di San Francesco di Sales a Torino. Nella sacrestia sta indossando i paramenti per celebrare, quando sente le urla del sagrestano che con lo spegni candela minaccia un povero giovane che aveva invitato a servire messa e che si era rifiutato dicendo che non era capace. Don Bosco lo ferma e gli dice di lasciarlo stare che è suo amico. Due parole di presentazione e appuntamento dopo la messa nella sagrestia. Dialogo familiare, confidenze e il cuore del ragazzo è pronto ad ogni cosa, anche a iniziare il catechismo per ricevere il sacramento della Eucaristia. Si inizia subito: un’ave Maria. È il primo di una schiera di giovani che entreranno nell’orbita di don Bosco. Si chiamava Bartolomeo Garelli. Questa è la pietra miliare dell’Oratorio di don Bosco. E domenica abbiamo voluto solennizzare tutto questo. Un programma completamente nuovo. Non più il tradizionale incontro “veloce” con gli ex-Allievi a cui seguiva il pranzo. Ma una giornata dedicata ai ragazzi: è la festa dell’Oratorio. A Luri messa alle 9,30. Ad Arborea messa alle 10,30. Dopo la messa, grazie a una splendida giornata di sole, nel campo dell’Oratorio giochi per i bambini dalla terza elementare alla prima media: animano un gruppo di ex-Allievi e alcune mamme. Circa 80 bambini si cimentano nei tradizionali giochi, niente pallone. Corsa con i sacchi, tiro alla fune, equilibrismo etc. Poi a casa per il pranzo. Per i ragazzi di seconda, terza media e prima superiore (neo cresimati), incontro nella sala della famiglia salesiana, per quasi un’ora, per la testimonianza di alcuni ex-allievi impegnati in diverse realtà di lavoro e due testimonianze femminili di impegno all’interno dell’Oratorio di Arborea e di Luri. A questo incontro è seguito il pranzo, offerto dalla Parrocchia e preparato da alcune signore felici di questo servizio, per i ragazzi e il direttivo degli ex-allievi, i catechisti: più di cento a tavola. Il pomeriggio poi dalle 16 alle 18, in un teatro colmo all’inverosimile: l’Accademia. I ragazzi del catechismo dalla terza elementare alla terza media si sono alternati nel presentare il frutto del loro impegno. Niente di banale, ma ogni gruppo ha potuto lasciare un messaggio cristiano attuale di impegno, attraverso quello che hanno preparato in queste ultime due settimane. Grande soddisfazione quindi da parte di tutti anche per la scelta fatta quest’anno. Così sarà per l’avvenire: 8 dicembre festa dell’Oratorio: festa dei ragazzi.