Mercoledì, 19 Settembre 2018

 Chi presenta un’allergia al nichel sa bene quanto possa causare problemi, soprattutto se si richiede non solo di evitare il contatto con gli oggetti in cui è presente (saponi, articoli di bigiotteria e gioielleria, stoviglie, tinture, ecc) ma anche maggior attenzione nell’alimentazione...

di Daniela Perla

Il nichel è un metallo onnipresente (suolo, acqua, aria) motivo per cui è difficile ridurne il contatto, nonché impossibile eliminarlo totalmente dalla propria alimentazione. Tutti gli alimenti contengono nichel in misura variabile. La quantità di questo metallo nei prodotti vegetali è maggiore che in quelli animali per diversi fattori, come la concentrazione nel suolo e nell’acqua di irrigazione, causata da specifici pesticidi e fertilizzanti, ecc. Oltre a ciò pare che la concentrazione nei vegetali risulti stagionale: è maggiormente presente in primavera e autunno e si riduce in estate. Sono numerosi gli studi in merito al quantitativo di nichel presente negli alimenti, tuttavia c’è molta discordanza su quali siano quelli più o meno adatti in chi necessita una riduzione di questo metallo nell’alimentazione. Nonostante ciò, esistono alcune categorie di alimenti che ne sono più ricche. Gli alimenti in questione sono il cacao e il cioccolato, la frutta secca (noci, nocciole) i legumi (fagioli, lenticchie, piselli, soia), il frumento integrale e l’avena.
Per quanto riguarda frutta e verdura spesso la pera viene indicata tra i frutti a più alto contenuto di nichel e, chi è allergico a questo metallo, sovente accusa una certa sintomatologia in seguito all’assunzione del pomodoro. Tuttavia si tratta di un fattore piuttosto soggettivo legato alla effettiva quantità di nichel nell’alimento, alla soglia di tolleranza dell’individuo e al suo grado di accumulo nell’organismo. Un ulteriore fattore che potrebbe influenzare l’assunzione quotidiana di nichel è l’uso di pentole e utensili in acciaio inossidabile, o quantomeno la cottura in essi di alimenti acidi (esempio, pomodoro, aceto e succo di limone), in quanto il nichel potrebbe essere rilasciato nell’alimento.
Per lo stesso motivo si sconsiglia il con-sumo di prodotti conservati in barattoli di latta (esempio, tonno sott’olio). Anche in questo caso si tratta di affermazioni oggetto di discussione, è comunque preferibile la cottura in pentole di alluminio, vetro o teflon e il consumo di alimenti conservati in barattoli di vetro.
Infine, si consiglia di non utilizzare il flusso d’acqua iniziale del rubinetto del mattino, in quanto il nichel potrebbeessere rilasciato dal rubinetto durante la notte.
In definitiva, l’alimentazione a ridotto contenuto di nichel è più controversa di quanto si possa pensare.
È bene ricordare necessità di rivolgersi al proprio medico per un’adeguata diagnosi e cura e a un professionista della nutrizione per modificare l’alimenta-
zione senza incorrere in carenze nutrizionali.

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